Autore:
Salvo Sardina

MAX CONTRO TUTTI Nella giornata di giovedì non si erano fatte attendere le risposte, piccate, alle critiche ricevute da Lewis Hamilton dopo la partenza del Gp del Messico. “Sono state dichiarazioni stupide, meglio che non aggiunga altro”, aveva sbottato Max Verstappen in conferenza stampa, prima di riprendere la polemica a distanza due giorni dopo, in seguito all’incomprensione in qualifica che per poco non si era conclusa con un rovinoso incidente: “È sfrecciato al mio fianco come se non ci fosse nessuno e allora ho pensato che se lui se ne frega, me ne frego anche io!”. Dopo la bandiera a scacchi di un Gp degli Stati Uniti chiuso in terza posizione proprio alle spalle delle due Mercedes, è stata invece la Ferrari il bersaglio scelto dall’olandese.

F1 GP Stati Uniti 2019, Austin: la Ferrari di Leclerc parcheggiata durante le PL3

CHIARIMENTO FIA SUL MOTORE Già alla fine delle qualifiche gli uomini della Red Bull avevano messo nel mirino la power unit Ferrari da mesi giudicata irregolare da tutti i rivali al punto da suscitare la risposta di Mattia Binotto con tono di sfida. Secondo Helmut Marko, non era infatti da considerarsi casuale la mancata pole position della monoposto di Maranello, tornata a prestazioni normali in seguito alla nuova direttiva della Federazione Internazionale sull’utilizzo del flussometro. Al termine della gara, però, Verstappen ha rincarato la dose: “Le performance della Ferrari? Oh, non sono così strane… Secondo voi come mai? Rispondetevi da soli…”. Poi, anche una frecciatina all’indirizzo di Vettel: “Ha parlato di poco grip nel primo giro? Sì sì, anche io direi lo stesso al posto suo”.

SORPASSO A HAMILTON Ovviamente non sono mancati anche i commenti alla gara, chiusa al terzo posto non senza un po’ di sfortuna a causa della bandiera gialla esposta negli ultimi due giri per il ritiro di Magnussen. “Credo – ha aggiunto Verstappen – che avrei sorpassato Hamilton. Non ho potuto perché dovevo alzare il piede in quel punto, altrimenti lo avrei superato. Ma è andata così, sono cose che ogni tanto capitano”. L’olandese ha poi svelato di avere un piccolo danno sul fondo della sua Red Bull: “In generale è stata una buona gara, anche se ho avuto qualche strano sovrasterzo. All’inizio pensavamo che l’ala si fosse un po’ danneggiata in curva-1 (dopo un lieve contatto con Bottas, ndr), ma dopo la bandiera a scacchi mi sono accorto che mancava un grosso pezzo del fondo davanti alla ruota posteriore. Di sicuro abbiamo perso qualcosa sul passo gara”.

F1 GP Germania 2019, Hockenheim: Max Verstappen (Red Bull), Lewis Hamilton (Mercedes)

LEWIS CAMPIONE Piccoli segnali di distensione invece riguardo a Hamilton, che ad Austin si è laureato campione del mondo per la sesta volta in carriera: “Lewis? Impressionante, cosa altro posso dire? Sta facendo un lavoro fenomenale, ha un grande team alle spalle e spero che un domani potremo lottare alla pari con loro. Purtroppo non abbiamo potuto combattere l’uno contro l’altro, ma bisogna fargli i complimenti perché è molto costante, non commette tanti errori ed è questo il modo di vincere i campionati. Poi anche la Mercedes da tanti anni è molto forte e anche questo è impressionante. Oggi abbiamo cercato di fare il meglio possibile, ma la strategia non ha funzionato. Loro erano più veloci di noi, ho provato a dare tutto sperando che succedesse qualcosa ma è andata diversamente. In ogni caso, non c’è niente da recriminare, è stata una bella gara e mi sono divertito”.


TAGS: ferrari formula 1 red bull f1 Hamilton austin verstappen circuit of the americas cota f1 2019 GP Stati Uniti USGP 2019