LA RED BULL RACCOGLIE LA SFIDA È proseguita anche ad Austin la caccia alle streghe relativa al motore Ferrari, finito nel mirino degli avversari per le grandi prestazioni messe in mostra sul dritto in questa stagione. La Red Bull ha parzialmente accolto l'invito a protestare contro il propulsore di Maranello lanciato da Mattia Binotto in segno di sfida e nel weekend del GP Stati Uniti ha chieso un chiarimento alla FIA circa un possibile stratagemma di natura tecnica che potrebbe consentire a un costruttore di motori di aggirare i limiti di flusso del carburante imposti dal regolamento, garantendo spinta extra in determinate condizioni.

GP Australia 2019, riunione Red Bull tra Adrian Newey, Christian Horner ed Helmut Marko

RICHIESTA DI CHIAREZZA Helmut Marko, consulente della Red Bull, ha spiegato le motivazioni della richiesta della scuderia austriaca: "Vogliamo solo chiarezza - ha dichiarato ad Auto Motor und Sport - Il vantaggio della Ferrari è troppo palese. La richiesta è in circolazione da un po' ma, poiché non abbiamo avuto notizie dalla FIA, ora l'abbiamo intensificata". L'azione non è mossa direttamente contro la Ferrari, anche se è chiaro che l'obiettivo ultimo dell'azione è ovviamente il Cavallino Rampante. Secondo la Red Bull, l'aumento di flusso di carburante incriminato viene nascosto utilizzando il rumore elettrico per interrompere gli impulsi campione inviati dal misuratore del flusso.

TUTTO NEL REGOLAMENTO La risposta della FIA è arrivata nella giornata di sabato per mano di Nicholas Tombazis, responsabile delle questioni tecniche, che ha fornito ai team una direttiva che cita due articoli specifici del regolamento tecnico della F1:

5.10.3: Tutte le auto devono essere dotate di un unico sensore di flusso del carburante, interamente all'interno del serbatoio del carburante, che è stato fabbricato dal fornitore designato dalla FIA secondo una specifica determinata dalla FIA. Questo sensore può essere utilizzato solo come specificato dalla FIA. Inoltre, tutto il carburante trasferito all'unità di potenza deve passare attraverso questo sensore omologato e deve essere consegnato alle camere di combustione dagli iniettori di carburante descritti nell'Articolo 5.10.2.

5.10.5: Qualsiasi dispositivo, sistema o procedura il cui scopo e / o effetto sia quello di aumentare la portata o di immagazzinare e riciclare carburante dopo il punto di misurazione è proibito.

F1 GP Australia 2019, Melbourne: Christian Horner (Red Bull), Mattia Binotto (Ferrari), Toto Wolff (Mercedes)

NUOVI VELENI Il chiarimento della Federazione non preclude ulteriori azioni da parte dei team rivali che, intanto, ad Austin non hanno perso occasione di sottolineare come la striscia di pole position consecutive della Ferrari si sia interrotta proprio dopo questa iniziativa della Red Bull. Toto Wolff ha dichiarato: "È solo un dato di fatto che abbiamo nuovamente fatto la pole position per la prima volta da Hockenheim". Lewis Hamilton ha aggiunto: "Questo weekend è stato piuttosto interessante. Ovviamente hanno perso un po' di potenza, dovremo vedere come andrà in gara". Molto più esplicito Marko, che ha sottolineato una differenza di rendimento tra libere e qualifiche: "Il nostro deficit sulla velocità di punta con la Ferrari non è poi così grave. Sul lungo rettilineo ora sono tre o quattro decimi, venerdì abbiamo perso il doppio".

CAVALLINO CALANTE? NON PROPRIO La Ferrari, che inizialmente non aveva ottenuto la pole position neppure a Città del Messico prima della retrocessione di Max Verstappen, ad Austin si è fermata con Sebastian Vettel a soli 12 millesimi dal miglior tempo fatto segnare da Valtteri Bottas, mentre Charles Leclerc ha pagato un decimo di distacco, ma usando la specifica 2 del motore dopo i problemi sull'unità più aggiornata accusati nelle PL3.


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