PER UN SOFFIO Non riesce ad Austin a Max Verstappen l'impresa che ha invece sfiorato a Città del Messico. Il pilota olandese scatterà dalla seconda fila nel Gran Premio degli Stati Uniti, terzo in un fazzoletto di piloti raccolti in un paio di decimi alla fine di una sessione di qualifiche entusiasmante. L'olandese è stato tra i pochi a migliorare nel corso del suo secondo run nella Q3, ma non è stato sufficiente per sopravanzare Valtteri Bottas e Sebastian Vettel, che lo precederanno domani sulla griglia di partenza.

LE QUALIFICHE "Sono assolutamente soddisfatto" - ha dichiarato a caldo sulla griglia di partenza Max Verstappen, intervistato dall'ex pilota Paul Di Resta, anche se il suo volto sembrava dire ben altro - "Su questa pista essere così competitivi è un ottimo risultato. Le qualifiche sono state molto combattute, normalmente in gara siamo più forti e rispetto all'anno scorso siamo stati anche più competitivi in qualifica, perciò credo che possiamo avere buone speranze per domani, vediamo cosa accadrà."

L'ULTIMO GIRO "Credo che in generale la Q3 sia stata un po' più difficile rispetto alla Q2" - ha proseguito Verstappen in conferenza stampa - "Forse il grip non era lo stesso, almeno per quello che ho visto, però è così per tutti ed era difficile mettere assieme il giro perfetto. In generale è stata una qualifica molto positiva per noi perché siamo arrivati vicinissimi e nelle ultime gare siamo stati molto più competitivi. Questo è molto positivo in ottica 2020, abbiamo sicuramente intrapreso la giusta direzione. Sono molto soddisfatto, tutto il weekend è stato piuttosto liscio per noi e non ho avuto problemi con l'assetto, certo, mi sarebbe piaciuto sedermi al centro di questa conferenza ma comunque è un risultato molto positivo."

LA PARTENZA La strategia di gara della Red Bull non è ancora stata definita, ma sicuramente Verstappen ha voglia di inventarsi qualcosa alla prima curva, quando dovrà contrastare la maggiore potenza di Mercedes e Ferrari rispetto al suo motore Honda su un rettilineo in salita: "Chi ha più potenza forse avrà un pelo di vantaggio in salita, ma data da distanza della prima curva non credo a sufficienza per fare una grossa differenza. Piuttosto un vantaggio è dato dalla larghezza della pista, perché qui si possono fare traiettorie diverse rispetto ad altre più strette."

POLEMICA CON LEWIS Continua, infine, la polemica a distanza con Lewis Hamilton. I due si erano beccati a Città del Messico, con l'olandese accusato di essere troppo spregiudicato e di "entrare come un siluro" dal britannico. Oggi in pista si è sfiorato l'incidente tra i due, intenti a trovare la migliore posizione per impostare il proprio giro passando insieme all'interno della Toro Rosso di Kvyat. E mentre Hamilton ha liquidato la questione, Max ha sottolineato quanto accaduto: "Ci stavamo tutti mettendo in fila per fare il nostro giro, credo che prima ci fosse Seb, poi Charles e io avevo Daniil davanti a me e stavo rallentando per creare il gap. A quel piunto Lewis è sfrecciato al mio fianco come se non ci fosse nessuno e lui se ne fregasse, e io ho detto: bene, se tu te ne freghi me ne frego anche io! Ho voluto riprendermi la posizione, perché tutti ci stavamo rispettando fino a quel punto per partire nelle rispettive posizioni, per questo è stata una situazione così al limite."


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