Autore:
Salvo Sardina

RE LUIGI VI Servivano solo quattro punti per la matematica certezza di poter festeggiare il sesto titolo della carriera. Un misero ottavo posto, quasi una formalità per un Lewis Hamilton che dunque avrebbe anche potuto accontentarsi di una gara a vivacchiare a centro classifica. Negli 11 anni che sono passati dal primo mondiale (e anche questo è un record assoluto per la F1), abbiamo però imparato a conoscerlo, il campione inglese: un cannibale che si nutre di vittorie e dello scalpo del rivale di turno. E che anche oggi, pur perdendo la battaglia per mano del compagno Valtteri Bottas, è riuscito a prendersi la scena con una gara da campionissimo, a lottare con le unghie e con i denti nonostante la strategia (stavolta) meno favorevole.

F1 GP Usa 2019, Austin: Lewis Hamilton (Mercedes) festeggia il sesto titolo mondiale

LE GOMME NON BASTANOÈ una sensazione – ha spiegato a caldo dopo il traguardo Hamilton – travolgente. È stata una gara difficile, ieri è stata una giornata complicata, ma oggi Valtteri ha fatto un ottimo lavoro e quindi gli faccio i miei complimenti. Io volevo rimontare per regalare la doppietta al team, non pensavo che la gara a una sosta fosse possibile ma mi sono impegnato al massimo. Sono emozionato, penso a tutti i membri della squadra, alle persone in fabbrica, ai miei familiari… Mio padre mi ha insegnato a non mollare mai già quando avevo sei o sette anni, è il motto della famiglia. Ho spinto quanto potevo, speravo di vincere ma alla fine non mi sono bastate le gomme”.

ORGOGLIO LEWIS Nel ring delle interviste il britannico è tornato sull’analisi di una strategia che alla vigilia non sembrava possibile adottare: “Mi sento benissimo, la gara è stata molto buona e abbiamo concluso con una doppietta. Valtteri ha fatto un lavoro grandioso, ma partire quinto ed essere in testa fino a pochi giri dalla fine, fino a quando le gomme non sono crollate, è qualcosa che nessuno aveva previsto e che mi rende molto fiero di come ho guidato. Quando sono partito oggi volevo che la gara fosse così, non volevo chiudere ottavo e restare ai margini, volevo vincere nel modo che penso sia il più vicino alla prova di un campione. Ci sono riuscito anche grazie alla strategia che è stata fantastica e che ci ha permesso di ottenere questa doppietta. Sono davvero orgoglioso di tutti i ragazzi”.

F1 GP Stati Uniti 2019, Austin: Lewis Hamilton (Mercedes)

SOGNANDO SCHUMIQuanti titoli voglio vincere? Non lo so– ha continuato Hamilton – ma come atleta mi sento fresco come una rosa. Sono pronto per la prossima gara, non molleremo, continueremo a spingere per le prossime gare. Il record di Schumacher? Al momento non mi rendo ancora conto, non riesco a realizzare. Non ci credo, ricordo ancora quando ero con i piedi sulla sedia a guardare i Gp e ora sono sei volte campione del mondo. Sono lì ma mi sento ancora il ragazzo normale di Stevenage, quindi è davvero bizzarro essere qui a gareggiare in questo sport che mi ha dato uno scopo nella vita. Sono grato alla Formula 1 per tutto questo”.

F1 GP Usa 2019, Austin: Valtteri Bottas (Mercedes) sul gradino più alto del podio

GRANDE VITTORIA Anche nel giorno di una grande vittoria, che culmina un fine settimana perfetto in cui è arrivata anche la pole position, Valtteri Bottas insomma viene offuscato dalla star del box a fianco. “È stata – ha spiegato il finnico dopo il traguardo – una grande vittoria! Mi sento bene, ho avuto ottime sensazioni in macchina e il passo era molto competitivo. Sono contentissimo di questa vittoria perché volevo concentrarmi solo su questo weekend cercando di correrlo al meglio. Chiaramente speravo di tenere aperto il campionato, ma non è stato sufficiente e Lewis ha vinto il titolo. Complimenti a lui, io ho fallito il mio obiettivo di quest’anno ma c’è sempre il prossimo per riprovarci. In ogni caso ha meritato perché ha corso una stagione fantastica. Strategia in gara? Non sapevo se la migliore sarebbe stata la mia, ma fortunatamente il passo era buono e ho fatto funzionare anche la tattica a due pit-stop, che non era quella pianificata all’inizio”.


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