Autore:
Salvo Sardina

MOVIOLA GP SINGAPORE La Ferrari continua a vincere e lo fa nella maniera più sorprendente sul circuito, quello di Singapore, in cui nessuno si sarebbe aspettato una SF90 competitiva. La doppietta della scuderia di Maranello non si accompagna stavolta alle polemiche per le scelte dei commissari – guidati per l’occasione dal finlandese Mika Salo – protagonisti a Marina Bay di un weekend abbastanza “tranquillo”. Ecco tutti gli episodi da moviola più importanti analizzati nella nostra Var del Gran Premio di Singapore 2019.

BENZINA IN FRIGORIFERO Forse non tutti lo sanno, ma la Fia regolamenta anche la temperatura della benzina che, se troppo fredda e densa, può essere usata per migliorare le prestazioni. A incappare nel controllo del delegato tecnico Jo Bauer è stata la Mercedes che, nelle prime prove libere, ha utilizzato sulla monoposto di Lewis Hamilton una benzina di oltre 11 gradi più fredda della temperatura consentita e cioè quella dell’ambiente, 32°C nel caso delle PL1 a Singapore. Non una novità in questa stagione, visto che già l’Alfa Romeo era stata “beccata” nelle prove del Gp d’Austria e per questo sanzionata con 5000€ di multa. Lo stesso è accaduto anche con la scuderia di Brackley a Marina Bay: in una sessione ufficiale sarebbe invece probabilmente arrivata la squalifica.

Hamilton (Mercedes) ai box del tracciato di Singapore

PEREZ DISTRATTO Piccolo momento di distrazione per Sergio Perez durante le prove libere 2. Il messicano della Racing Point stava preparando un giro lanciato, procedendo lentamente mentre riceveva istruzioni via radio. In curva-21, Checo si allarga leggermente verso destra, spingendo di fatto verso il muro l’incolpevole Kevin Magnussen. Giusta la scelta di sanzionare Perez, anche se, vista la particolare tenuità del fatto e i danni pressoché nulli sulla Haas del danese, la Direzione gara ha optato solo per una reprimenda (la prima della stagione) all’indirizzo del pilota Racing Point. Quest’ultimo poi sarà invece penalizzato con cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione del cambio dopo l’impatto (sempre in curva-21) con il muro durante le prove libere 3.

TROPPA POTENZA Squalifica per Daniel Ricciardo al termine delle qualifiche. Un vero peccato per l’italo-australiano della Renault che ha perso così l’ottava casella in griglia conquistata in Q3. L’ex pilota Red Bull è stato sanzionato con la cancellazione di tutti i suoi rilevamenti cronometrici per aver ecceduto con la potenza massima della Mgu-K nella prima sessione di qualifica. La Losanga ha cercato di spiegare che il picco di potenza eccedente i 120Kw è arrivato solo in seguito a un salto su un cordolo che ha fatto perdere alle ruote posteriori contatto con l’asfalto (oltretutto nel secondo giro veloce in Q1, quindi ininfluente ai fini del risultato), ma dinanzi all’infrazione i commissari si sono limitati ad applicare rigidamente la regola che prevede la squalifica a prescindere dal vantaggio ottenuto.

F1 GP Singapore 2019, Marina Bay: Daniel Ricciardo (Renault)

SAINZ VS HULK Scontro in curva-5 nel corso del primo giro di gara tra Nico Hulkenberg e Carlos Sainz. Il tedesco ha provato il sorpasso all’interno, mentre lo spagnolo della McLaren ha chiuso la porta all’esterno non accorgendosi della presenza del rivale. Il più classico degli incidenti di gara che giustamente non ha comportato nessuna sanzione. Scelta perfettamente in linea con il trend permissivo inaugurato nelle ultime gare.

RUSSELL A MURO L’ingresso della prima Safety Car è causato dall’incidente di George Russell, finito contro il muro in curva-8 dopo essere finito a contatto con la Haas di Romain Grosjean. Il giovane pilota della Williams si è molto lamentato via radio ma, a ben vedere, è stato lui stesso a non lasciare spazio al francese – che certo non poteva smaterializzarsi – in uscita di curva. Anche in questo caso la Direzione gara ha scelto di lasciar correre senza inutili sanzioni, considerando che entrambi i piloti avevano una parte di responsabilità nell’incidente.

OCCHIO ALLA GRU Penalità a sorpresa a fine gara per Antonio Giovinazzi, sanzionato con dieci secondi da aggiungere al tempo totale – per fortuna ininfluenti sul suo decimo posto – per aver guidato troppo vicino alla gru mandata in pista per aiutare i marshal a rimuovere la monoposto incidentata di Russell. L’italiano teneva un’andatura adeguata al regime di Safety Car però è transitato troppo a sinistra nonostante le indicazioni del proprio ingegnere di pista (che gli aveva esplicitamente chiesto di “stare a destra in curva-8”). Inevitabile a quel punto la penalità, considerando la potenziale situazione di pericolo nei confronti dei commissari di percorso che stavano lavorando sulla Williams di Russell.

F1 Gp Singapore 2019, Marina Bay: Giovinazzi penalizzato per essere passato troppo vicino a una gru

INSALATA RUSSA Ultimo episodio della gara è il contatto tra Daniil Kvyat e Kimi Raikkonen che ha poi causato il terzo e ultimo ingresso della Safety Car. Il pilota della Toro Rosso ha attaccato il campione del mondo 2007 all’interno di curva-1 grazie a una staccata molto ritardata, ma l’impressione è che il collega non si aspettasse il tentativo di sorpasso in quel punto. Kimi ha dunque chiuso la porta rompendo il braccetto della sospensione anteriore sinistra: anche in questo caso riteniamo però corretta e in linea con il trend “let them race” la decisione di non intervenire.


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