Pubblicato il 17/07/20

PRIMA AMMISSIONE Era ormai un segreto di Pulcinella, ma dagli ambienti Ferrari non ne era mai arrivata conferma. Parliamo del notevole calo di prestazioni della power-unit di Maranello e delle cause che hanno portato a quello che è diventato un vero handicap per i motorizzati Ferrari, comprese Haas e Alfa Romeo. Nella conferenza stampa del venerdì all'Hungaroring, Mattia Binotto ha finalmente ammesso che le direttive tecniche della FIA hanno fortemente impattato sul funzionamento della power-unit del Cavallino Rampante.

PROBLEMI DI ADATTAMENTO Ricordiamo che queste direttive tecniche sono state emesse dalla Federazione lo scorso autunno, dopo le richieste da parte dei team avversati e della Red Bull-Honda in particolare. Da allora, abbiamo assistito a un progressivo calo della potenza della power-unit Ferrari, vero asso nella manica del Cavallino Rampante fino a quel punto. La situazione si è poi ulteriormente aggravata quest'anno, nella prima stagione dopo il discusso accordo tra FIA e scuderia di Maranello di cui non sono mai stati divulgati i particolari. Binotto ha dichiarato: ''Penso che i regolamenti siano molto difficili e complessi. Credo che ci siano aree dei regolamenti in cui forse sono ancora necessari chiarimenti. È un processo in corso che è sempre esistito in passato ed esisterà in futuro. Dallo scorso anno sono stati rilasciate molte direttive tecniche FIA, che alla fine hanno chiarito alcune aree delle normative. Penso che attraverso queste abbiamo dovuto adattarci. Non credo che sia stato solo il caso della Ferrari, penso che guardando alla potenza di questa stagione la maggior parte degli altri produttori si sia dovuta adattare. Sicuramente come Ferrari abbiamo dovuto adattarci e come semplice risultato abbiamo perso parte delle prestazioni che abbiamo avuto. Ora abbiamo una situazione più chiara in alcune aree dei regolamenti, speriamo che continui se necessario anche in futuro''.

F1, GP Ungheria 2020: Mattia Binotto (Ferrari) in conferenza stampa

MALEDETTA PANDEMIA Come per il divorzio da Sebastian Vettel, anche per il ritardo di prestazioni del motore Ferrari il team principal di Maranello ha chiamato in causa la pandemia di coronavirus e il conseguente lockdown che ha bloccato le fabbriche. Nel venerdì del GP Ungheria, Binotto ha dichiarato: ''Lo sviluppo dei motori o power-unit è un processo continuo che non abbiamo mai fermato dal 2012, probabilmente da quando abbiamo iniziato a sviluppare questi motori. Ora è da molto tempo che li stiamo sviluppando. Abbiamo fatto degli sviluppi anche per questa stagione che però non saremo in grado di presentare, perché abbiamo avuto il lungo periodo di lockdown che non ha riguardato tutti i costruttori di motori. Cercheremo di sviluppare il più possibile all'inizio della prossima stagione''. Il riferimento ad altri fornitori di power-unit che fa Binotto è rivolto in particolare alla Honda che, grazie a un'area grigia del regolamento, ha potuto fornire un aggiornamento al motore di Red Bull e Alpha Tauri prima dell'esordio nel GP Austria.

MAGGIOR CHIAREZZA In conclusione, Binotto ha spiegato di aspettarsi altre direttive tecniche: ''Ci sono ancora aree delle normative che devono essere chiarite, e si spera che ciò possa essere fatto in modo che in futuro almeno ci sia sufficiente chiarezza per assicurarsi che abbiamo tutti la stessa comprensione''.


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