Pubblicato il 20/07/20

LA MOVIOLA DEL GP UNGHERIA Terzo appuntamento del mondiale 2020 di Formula 1 e terza puntata della nostra consueta analisi Var del lunedì. Il Gran Premio d’Ungheria si è chiuso con il giallo della penalizzazione delle due Haas di Romain Grosjean e Kevin Magnussen e con il nuovo ricorso della Renault contro la Racing Point ma, nel complesso, non è stato un weekend particolarmente difficile per il collegio dei commissari, capitanato per l’occasione dall’ex pilota di Formula 1, Derek Warwick.

SAINZ OSTACOLA GIOVINAZZI IN Q1: NESSUNA AZIONE

Il primo episodio del weekend è relativo alla Q1, con Antonio Giovinazzi ostacolato nel corso del suo giro veloce dalla McLaren di Carlos Sainz Jr. Il pilota spagnolo finisce sotto investigazione ma alla fine non ci sarà penalità: se, da un lato, è chiaro “l’impeding” ai danni del pilota Alfa Romeo Racing, dall’altro la Direzione Gara ha voluto graziare il futuro ferrarista perché i pannelli luminosi non avevano correttamente segnalato le bandiere blu. Una decisione che comunque ci lascia un po’ perplessi considerando che i piloti sono in costante contatto con il muretto e sono avvisati via radio dell’arrivo di altre macchine lanciate nel loro giro veloce.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: Giovinazzi (Alfa Romeo) con Sainz (McLaren) in Q1

LA RED BULL ASCIUGA LA PIAZZOLA DI ALBON IN GRIGLIA? NESSUNA AZIONE

Passiamo all’analisi di quanto accaduto la domenica in gara. Il primo episodio in ordine di tempo è quello relativo all’ipotetico comportamento scorretto della Red Bull, con i meccanici sotto investigazione per aver utilizzato i grossi ventilatori che sparano aria fredda – normalmente usati per raffreddare appunto le componenti meccaniche – per asciugare la piazzola di Albon in griglia di partenza. Analizzate le prove video (in foto sotto il momento in cui il delegato tecnico, Jo Bauer, “rimprovera” i meccanici del team anglo-austriaco), la Federazione deciderà però di non prendere alcun provvedimento nei confronti della Red Bull non riuscendo a provare l’intenzionalità dell’utilizzo scorretto – comunque avvenuto giusto per pochi secondi prima dell’intervento di Bauer – dei ventilatori.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: Jo Bauer (Fia) rimprovera i meccanici Red Bull per l'utilizzo dei ventilatori

AIUTI ALLA GUIDA DURANTE IL GIRO DI FORMAZIONE: 10 SECONDI PER GROSJEAN E MAGNUSSEN

Secondo il regolamento sportivo della Formula 1, i piloti non possono ricevere assistenza alla guida durante il giro di formazione, a meno che non si tratti di indicazioni ricevute per motivi di sicurezza. Una norma, questa, introdotta per evitare che il pilota si limiti a seguire alla lettera le indicazioni e le procedure dettate via radio dagli ingegneri al muretto. Rientra in questa casistica quanto accaduto alle due Haas, richiamate ai box per cambiare le gomme proprio nel giro di ricognizione? Secondo i commissari sì, che hanno quindi deciso di sanzionare Kevin Magnussen e Romain Grosjean con 10 secondi di penalità sul tempo finale: il danese è scivolato dalla nona alla decima posizione, mentre per il compagno di squadra la sanzione è stata ininfluente in termini di punti, con la quindicesima piazza persa in favore di Kimi Raikkonen. Giusta la decisione a termini di regolamento, ma forse la norma dovrebbe ammettere un’eccezione per le comunicazioni di tipo strategico, come quella intercorsa tra il muretto Haas e i suoi piloti…

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: il pit-stop prima del via delle due Haas di Grosjean e Magnussen

RAIKKONEN FUORI POSIZIONE IN GRIGLIA: 5 SECONDI DI PENALITÀ

Errore abbastanza clamoroso in griglia di partenza da parte di Kimi Raikkonen: il finlandese, forse distratto dall’assenza delle due Haas davanti a lui (entrambe ai box per passare a gomme d’asciutto), arriva nettamente lungo in piazzola. Inevitabile, dunque, la penalizzazione di cinque secondi e la decurtazione di un punto sulla Superlicenza Fia.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: Raikkonen (Alfa Romeo) fuori posizione in partenza

BOTTAS SALTA LA PARTENZA? NESSUNA AZIONE

Ha fatto discutere la mancata penalizzazione a Valtteri Bottas, colpevole di essersi mosso prima dello spegnimento dei semafori. Un po’ come accaduto proprio allo stesso Valtteri nel Gp d’Austria 2017 e a Vettel nel Gp del Giappone 2019, la Mercedes effettivamente si muove prima del via, ma non c’è penalità. Il movimento, ha spiegato dopo la gara il Direttore, Michael Masi, è rientrato nel margine di tolleranza previsto e i sensori posizionati sull’asfalto non si sono dunque attivati per segnalare l’irregolarità.

LATIFI TAGLIA LA STRADA A SAINZ AI BOX: UNSAFE RELEASE, 5 SECONDI DI PENALITÀ

Dopo la prima e concitata girandola di pit-stop per montare gomme slick, Nicholas Latifi viene rimandato in pit-lane proprio mentre transita l’incolpevole Carlos Sainz. Inevitabile il contatto tra i due, con il canadese che riporterà le conseguenze più gravi vista la foratura della posteriore sinistra e la necessità di un’ulteriore sosta. Palese il caso di unsafe release, con il pilota della Williams sanzionato con cinque secondi di penalità, avendo ostacolato un collega creando una situazione di pericolo in corsia dei box.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: l'unsafe release di Latifi (Williams) e il contatto con Sainz (McLaren)

RENAULT CONTRO RACING POINT: ANCORA UN RECLAMO

Il weekend si è concluso con un altro, telefonato, reclamo nei confronti della Racing Point. A reiterare la protesta, analogamente a quanto accaduto 7 giorni prima in Stiria, è stata la Renault: una mossa dovuta, visto che ogni reclamo è valido solo per la gara in cui è stato esposto. Aspettiamoci dunque altre situazioni del genere anche a Silverstone, qualora non sia nel frattempo arrivata la risposta della Federazione circa la regolarità dell’impianto frenante della Racing Point, considerato illecitamente simile a quello della Mercedes della passata stagione.

F1 GP Ungheria 2020, Budapest: Sergio Perez (Racing Point)


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