Autore:
Paolo Sardi

GESTAZIONE BREVE Si potrebbe davvero definire una carriera lampo quella della V12 Vantage, la nuova coupé che l'Aston Martin presenterà al prossimo Salone di Ginevra. A dicembre del 2007 il suo status era ancora quello di concept car con e ora sta già avviandosi verso la passerella con i gradi di auto di serie. Da qui alla strada il passo sarà poi breve, anche se quando si parla di serie è bene aggiungere l'aggettivo limitata, visto che la tiratura annunciata è di mille pezzi.

SEMBRA FACILE... Lo sforzo compiuto dagli uomini di Gaydon è più grande di quanto non potrebbe sembrare a prima vista. Ok, la V12 Vantage sembra molto simile al prototipo visto allora e a prima vista non si allontana nemmeno dalla V8 Vantage; tuttavia,l'innesto di un V12 da sei litri in un vano motore piccolo e la messa a punto di ogni dettaglio alla luce di prestazioni più elevate hanno comportato un lavoro complesso e delicato.

IN PUNTA DI MATITA Procediamo però con ordine. La V12 Vantage non rinnega la filosofia della Casa che fa dell'understatement il suo credo ma non si sforza nemmeno molto di mascherare la sua più spiccataindole sportiva. A palesarla sono in primo luogo le aperture sul cofano, tanto estese da fare invidia al banco della griglia di certe sagre paesane. Il resto lo fanno lo spoiler e l'estrattore posteriore in carbonio, due terminali di scarico taglia XL e minigonne disegnate sulla base delle esperienze maturate nelle competizioni GT.

FA LA DURA Un'esclusiva della nuova V12 sono anche i cerchi alleggeriti da 19" in alluminio che calzano pneumatici Pirelli PZero Corsa 255/35 davanti e 295/30 dietro. Alle loro spalle fanno capolino i freni carboceramici CCM (Carbon Ceramic Matrix), con dischi anteriori da 398 mm e posteriori da 360, lavorati rispettivamente da pinze a sei e a quattro pistoncini. E se questa Aston Martin sembra più acquattata a terra non è solo merito delle ruote o delle appendici aerodinamiche. L'assetto è infatti ribassato di 15 mm, oltre che dotato di molle irrigidite e di barre antirollio più resistenti.

FATE LARGO Le sospensioni anteriori sono state in parte ritoccate anche per fare spazio al sistema di raffreddamento dei freni e soprattutto al motore, con i suoi dodici cilindri e un apparato di aspirazione surdimensionato. Per far salire la potenza dai 450 cv della DB9 i tecnici hanno cercato infatti di far respirare il V12 a pieni polmoni, facendo arrivare più aria alle camere di scoppio grazie a condotti rivisti. Il risultato al banco dinamometrico è di 517 cv a 6.500 giri e di 570 Nm mentre passando dalla carta all'asfalto si parla di 305 km/h e di 4,2 secondi nel passaggio 0-100. Quanto basta per farne l'Aston Martin più veloce in circolazione.

CHIP AL POTERE Parte del merito va anche al cambio manuale a sei marce con rapporti leggermente allungati. Inoltree c'è la possibilità di settare la centralina su una funzione Sport che rende più vivaci le risposte all'acceleratore e regala allo scarico un sound più sportivo. Anche il controllo elettronico della stabilità DSC ha tre modalità: inserito, disinserito e "track", ovvero pista, che innalza la soglia d'intervento lasciando al pilota la possibilità di giocare un po' prima che il chip riprenda il controllo della situazione.

A DIETA E al volante della V12 Vantage il divertimento dovrebbe essere garantito anche da una distribuzione dei pesi ottimale, con il 51% degli 1,680 kg complessivi che grava sull'anteriore e il 49% sul posteriore. Altro dato interessante è quello concernente le masse comprese tra i due assi, pari a ben l'85%. E già che si parla di masse, l'ultimo cenno va al fatto che a Gaydon, limando qua e là, siano riusciti a limitare l'incremento complessivo di peso rispetto alla V8 a solo una cinquantina di chili, nonostante solo il motore V12 pesi un quintale più del fratellino. Chapeau!


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