Pubblicato il 07/06/21

IL MINI-GP DI BAKU Quello che si è consumato ieri in Azerbaijan è stato senza dubbio un appuntamento del mondiale di Formula 1 destinato a restare impresso per molto tempo nelle nostre menti. Non solo per via del podio inedito, per le sorprese che hanno messo fuori gioco i due principali contendenti al titolo e per le emozioni del finale shock, ma anche per la decisione della Direzione gara di far ripartire da fermi una corsa che sarebbe durata soltanto due giri. In pratica, il Gp più breve della storia della F1 che, nel Guinness dei primati, batte quella Monaco 2011 in cui la corsa ripartì (ma dietro la Safety Car con partenza lanciata) a cinque giri dalla fine dopo la bandiera rossa causata dall’incidente di Vitaly Petrov e Jaime Alguersuari.

F1 GP Azerbaijan 2021, Baku: i detriti sul rettilineo dopo il botto di Max Verstappen (Red Bull Racing)

LA STORIA RECENTE A posteriori, non c’è alcun dubbio che la scelta di Michael Masi di far ripartire il gruppone da fermi sia stata quella corretta, con quel lungo di Lewis Hamilton in curva-1 che ha rimescolato ulteriormente le carte in tavola spalancando le porte al podio più incredibile dell’anno. È chiaro anche come, storicamente, la Direzione gara abbia spesso preso scelte diametralmente opposte a quella di ieri, indirizzate più a salvaguardare i risultati acquisiti e la sicurezza in pista che non ad accendere la miccia dello show a tutti i costi. In primo luogo, i più attenti ricorderanno la regola che stabilisce la possibilità di attribuire punti completi nel caso in cui sia stato coperto il 75% della distanza complessiva, requisito evidentemente raggiunto anche a Baku, con la gara sospesa al giro 48 dei 51 previsti. Inoltre, non è stato poi così infrequente vedere le gare chiudersi in regime di Safety Car: l’ultima volta nel Gp Bahrain 2019, vinto da Hamilton su Bottas e Leclerc in seguito al ritiro delle due Renault a tre giri dal traguardo.

F1 GP Monaco 2011, Monte Carlo: l'incidente di Petrov (Lotus) e Alguersuari (Toro Rosso)

LE RAGIONI FIA Intervenuto in conferenza stampa dopo la bandiera a scacchi, il Direttore di gara, Michael Masi, ha dunque voluto spiegare le ragioni di una scelta così insolita rispetto al recente passato della categoria: “C’erano troppi detriti sul rettilineo d’arrivo e ho pensato che la migliore opzione fosse quella di sospendere la gara, ripulire tutto e poi avere un normale finale in condizioni di gara. Queste regole sulla sospensione delle gare sono ormai in vigore da un buon numero di anni, anche se è vero che tornando a parecchie stagioni fa, la prassi era quella di ripristinare la classifica a due giri dalla bandiera rossa in caso di interruzione delle gare”. Emblematico, in tal senso, il caso del Gp del Brasile 2003, vinto da Fisichella e non da Raikkonen – con tanto di premiazione “postuma” effettuata due settimane dopo a Imola – proprio perché l’ordine di classifica veniva cristallizzato a due giri dalla bandiera rossa e non al momento esatto della sospensione.

F1 GP San Marino 2003, Imola: Raikkonen cede la coppa del vincitore del GP Brasile a Fisichella

L’INTERESSE SPORTIVOOvviamente – ha poi proseguito il delegato Fia – quando c’è una sospensione c’è l’opzione di non ripartire, ma considerando il tempo trascorso e il format di gara, c’era ancora possibilità per ripartire e non vedevo ragioni per non farlo. Dopo l’incidente di Verstappen ho capito subito che non c’era alcuna chance di ripulire la pista prima della bandiera a scacchi a causa dell’elevato numero di detriti sul rettilineo d’arrivo, quindi ho pensato che fosse nel migliore interesse dello sport la scelta di sospendere la gara e poi ripartire per gli ultimi giri in condizioni di normale gara”.


TAGS: formula 1 fia f1 f1 2021 gp azerbaijan Michael Masi Baku F1 AzerbaijanGP 2021