Prova

Opel Adam


Avatar di Andrea  Rapelli , il 11/12/12

8 anni fa - La citycar che mancava

La Opel Adam entra a gamba tesa nel segmento delle piccole di premium. Dichiarando guerra a Fiat 500 e Mini... a partire da 11.750 euro

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MIRA ALTO Il prodottino è nuovo, e non solo nel guscio: la Opel Adam vuole scalzare dal trono di piccole di lusso nientepopodimeno che Fiat 500 e Mini. Roba da niente. Specie se, in un segmento così, ci entri per la prima volta nella tua storia.

ORIGINI Adamo ed Eva, se è a loro che state pensando, non c'entrano nulla: la Opel Adam prende il nome dal fondatore della Casa di Russelsheim. Che punta su una ricetta semplice ma d'effetto: misure strizzate (3,70x1,72x1,48 m), design mascolino e impattante. Giudicare il lavoro di un designer non è mai facile, anche se è indubbio che le matite tedesche si siano ispirate oltr'alpe, specie nella vista di profilo, dove la Opel Adam ricorda i tratti della Fiat 500.

QUELLO SGUARDO UN PO' COSI' Ciò detto, frontale e coda sono personali, ci mancherebbe. Forse il primo non è sexy come lo sguardo di Charlize Theron ma, nel complesso, ha un suo perché. Particolari come le cromature lungo i montanti, le nervature sulla fiancata e i gruppi ottici posteriori tipo Astra rafforzano l'identità del Marchio. Se poi – come ha dichiarato Opel – Adam è la nuova bandiera della Casa, tutto ciò assume una certa importanza.

MINI-CONFEZIONE Le linee bombate e mascoline della carrozzeria, tuttavia, non aiutano la praticità. Se una capacità del bagagliaio da 170 a 663 litri può andare, in un'auto del genere, è l'abitabilità posteriore della Opel Adam a lasciare un po' d'amaro in bocca. Cominciate a salutare il quintetto base di pallacanestro, che deve trovar posto altrove: sui sedili posteriori della Adam io, che sfioro il metro e ottanta, tocco platealmente il padiglione con la testa e devo scivolare in avanti sul divano per star (quasi) comodo. Senza dimenticare la disponibilità di centimetri per le ginocchia, che basta appena. Da tenere presente per i viaggi lunghi.

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JAM, SLAM, GLAM Ogni allestimento della Opel Adam3, oltre al base – segue un mood ben preciso. C'è la Jam, la più fresca e meno costosa, che dispone già di ABS, ESP, 6 airbag, cerchi in lega da 16”, radio con lettore cd e presa usb con Bluetooth. Poi arriva la Slam, la sportiva, che aggiunge i cerchi da 17”, i fari posteriori a led e l'Intellilink, piattaforma per interagire con l'infotainment di bordo attraverso il proprio Smartphone, Apple o Android che sia. Infine la Glam, dal carattere elegante, con interni Cocoa e i cerchi da 16”. Volendo, per tutte ci sono (a pagamento) l'Advanced Park Assist 2, sistema di parcheggio automatico, il Blind Spot per sorvegliare l'angolo cieco degli specchi e il Flexfix, che fuoriesce dal paraurti posteriore e permette di trasportare fino a 2 biciclette.

POLIEDRICA Ma il top si raggiunge nella possibilità di cucirsi la Opel Adam su misura, come un vestito di sartoria. Se i tedeschi affermano che neppure loro sono riusciti a calcolare la quantità di combinazioni possibili fra cerchi, tetti, sedili, specchietti e inserti interni colorati, c'è da credergli. Si parla, secondo chi ha pensato la Adam, di migliaia di configurazioni possibili. A chi immagina l'espressione incupita del dealer, costretto a barcamenarsi tra 12 colori esterni (James Blonde e Purple Fiction i più significativi) 4 interni, 15 tipi di sedili, 19 decorazioni per l'abitacolo e qualche altra decina di elementi, Opel risponde che molti degli optional sono installabili direttamente in officina, prima della consegna. A prezzi compresi tra i 100 e i 500 euro, grossomodo. A proposito: per portarsi in garage la Opel Adam si devono versare nelle casse del concessionario dagli 11.750 euro della 1.2 70 cv base senza start&stop fino ai 15.600 dell'Adam Glam/Slam con il 1.4 da 100 cv.

MOTOR BASIC Tanta attenzione nel packaging farebbe pensare ad una certa dose di tecnologia sotto il cofano. Invece, la Opel Adam va sul tradizionale: il pianale presenta molti elementi derivati dalla Corsa mentre i motori sono due 4 cilindri aspirati a benzina, un 1.2 da 70 cv e un 1.4 da 100, con caratteristiche analoghe. Il primo consuma 5 litri per 100 km emettendo 118/124 g/km mentre il secondo peggiora a 5,1 l/100 km e 119 g/km. I turbodiesel? Per ora non sono previsti ma potrebbero arrivare nel corso del 2013, insieme a nuovi turbo a benzina e cambi a 6 marce.

CALDA ACCOGLIENZA Fra posizione di guida ben regolabile – il volante si muove anche in profondità, lo schienale del sedile conta su una precisa manopola – e qualità degli interni è difficile non trovarsi bene sulla Opel Adam: i materiali, pur non essendo morbidissimi, sono assemblati con notevole cura e il trattamento delle superfici soddisfa i polpastrelli. Il bello è che non ci si trova sul trespolo ma ben inseriti nell'auto. Un appunto? I tasti vicino allo schermo del navigatore sono piccoli e difficili da individuare al primo colpo.

STRANEZZE Avrei voluto raccontarvi della Opel Adam con il 1.2 da 70 cv oppure con il 1.4 da 100, tuttavia Opel ha inspiegabilmente deciso di farci guidare un 1.4 intermedio da 87 cv, che sul nostro mercato non arriverà proprio. Ciò detto, se un punto debole nell'Adam c'è, sta proprio nel motore: ci vuole un turbo – che arriverà, come detto – perché l'onesto 1.4 fa quel può e, soprattutto, grida agli alti regimi. Se considerate che, a 130 km/h, in quinta marcia avete già superato ampiamente i 4.000 giri, avrete la misura del disturbo.

SUPER-HANDLING Non avrà la reattività del retrotreno di una Mini, d'accordo, ma tra le strade vicine a Cabo da Roca, Portogallo, la Opel Adam mi ha divertito. Non tanto per merito dello sterzo, piuttosto evanescente anche se dotato di una certa prontezza, quanto per le caratteristiche del retrotreno: sempre granitico, sa però come aiutare l'inserimento in curva senza creare grattacapi a chi guida. Questo, unito alle dimensioni compatte, vi permette di sgusciare con velocità (e stabilità) notevoli, tra i tornanti come nei curvoni larghi. Con i controlli elettronici che si fanno sentire solo quando si è davvero esagerato. Alla fine, l'animo smanettone vorrebbe qualche cv in più e il già citato turbo. Tanto che viene davvero naturale, visto e considerato il mordente del telaio, pensare ad una Adam OPC.

RETROGUSTO Il rovescio della medaglia arriva con il pavé o sugli asfalti più sconnessi: qui la Opel Adam risente un po' dell'assetto tipo tavola di legno, in particolar modo quando si superano i 20 km/h. Prima, gli ammortizzatori riescono ad assorbire con una certa efficacia. Prendendo un tombino allegri, però, preparatevi a saltare, soprattutto dietro e se montate cerchi da 17” o 18”. Questa è l'unica cosa che disturba in città, perché la maneggevolezza (anche grazie al tasto City, che alleggerisce sufficientemente lo sterzo) è ok. Mi è sembrato ottimo, invece, l'isolamento dall'aria, senza fruscii e quello dei pneumatici: anche con i 17 pollici il rotolamento delle gomme è un lontano ricordo.

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Pubblicato da Andrea Rapelli, 11/12/2012
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