Test Drive

Volkswagen Golf Cabriolet 1.6 TDI


Avatar Redazionale , il 22/06/12

9 anni fa - La Volkswagen Golf Cabriolet 1.6 TDI mette d'accordo cuore, testa e portafoglio

La Volkswagen Golf Cabriolet 1.6 TDI mette d'accordo cuore, testa e portafoglio: regala le emozioni della guida con il vento tra i capelli, non impone grandi rinunce in fatto di praticità e ha consumi contenuti.

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FLASHBACK Me la ricordo come se fosse adesso, rossa e con la capote nera: era così la prima Golf Cabrio turbodiesel che guidai diciassette anni fa, quando ero collaboratore della Mondadori, facendo da driver per un servizio fotografico. Quella versione della Golf III fu la prima scoperta a gasolio, una vera pioniera di un genere che, pian piano, è venuto affermandosi e che oggi non fa più storcere il naso come una volta, nemmeno ai più convinti integralisti della pompa verde.

FACTOTUM Oggi la (ex) strana coppia formata da tetto ripiegabile e dal motore turbodiesel è ammessa anche nei salotti bene dell’automobile e nella pronipote di quella antesignana trova una delle sue combinazioni più riuscite. La Volkswagen Golf Cabriolet 1.6 TDI rappresenta infatti una valida soluzione per chi cerchi una macchina da vivere en plein air ma capace di dimostrarsi anche pratica e versatile nell’uso quotidiano a 360°.

APRI-CHIUDI Parlando di una cabrio, è normale che i riflettori indugino prima di tutto sul tetto e quello della Volkswagen Golf descrive un arco piuttosto grande ma lo fa con una struttura che non appesantisce la linea della compatta di Wolfsburg. Oltre che ben disegnata, la capote è realizzata con cura certosina, gradevole all’aspetto e consistente al tatto, e non presta il fianco a critiche nemmeno nell’uso. Si apre e si chiude in una manciata di secondi anche in movimento, fino a una trentina di km/h, e , una volta ripiegata, lascia intatte le dimensioni del bagagliaio. Quest’ultimo, con i suoi 250 litri di capacità, permette di stivare borse e pacchetti anche dopo un attacco di shopping compulsivo. Una nota stonata viene invece dalla chiusura del vano di carico, che fa spesso cilecca e richiede una pressione energica .

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VIA COL VENTO Quando la capote si ripiega come un foglio nell’origami, nell’abitacolo i vortici d’aria si sentono un po’, nella parte bassa, così come anche nella zona della testa. Gli spifferi non sono però molto forti né danno particolare fastidio, almeno finché si rispettano i limiti imposti dal Codice. Per eliminarli del tutto è comunque possibile montare il frangivento, sacrificando i due posti posteriori, che, dal canto loro, offrono un’abitabilità discreta, a patto che gli occupanti abbiano un’altezza non superiore alla media. Con la capote chiusa, la Volkswagen Golf Cabrio 1.6 TDI non fa rimpiangere le sorelle con tetto metallico dal punto di vista della qualità della vita a bordo. La silenziosità è ottima, anche quando si procede spediti in autostrada, senza che sibili aerodinamici o rombosità strane turbino la quiete dei timpani.

UN PESO CHE NON PESA Le sospensioni se la cavano bene, continuando a digerire bene lo sconnesso, nonostante debbano tenere a bada quasi 200 kg in più rispetto a quelle alla berlina. In ordine di marcia la Volkswagen Golf Cabrio 1.6 TDI fa fermare l’ago della bilancia a quota 1.498 kg ma nella guida non sembra affatto sovrappeso, pronta a rispondere ai comandi del pilota e sempre sincera nelle reazioni. Solo quando si adotta una guida sporca e si butta il muso in traiettoria con irruenza si avverte una certa inerzia, che si traduce in una naturale tendenza ad allargare la traiettoria.

BEVE POCO Guidata con la testa sulle spalle, la Volkswagen Golf Cabrio 1.6 TDI non presta invece il fianco a critiche e ripaga la cortesia con consumi molto ridotti. Il dato medio dichiarato di 4,8 litri ogni 100 km è difficilmente replicabile lontano dall’ambiente asettico del ciclo di omologazione, tuttavia non occorre grande impegno per percorrere 16-17 km con un litro di gasolio.

ERCOLINO Il piccolo turbodiesel tedesco si dimostra ancora una volta uno tra i motori più indovinati in circolazione. La coppia massima di 250 Nm, stabili tra i 1.500 e i 2.500 giri, assicura una notevole elasticità in ogni situazione e permette di muoversi in scioltezza snocciolando una marcia dopo l’altra. Volendo, se la cava dignitosamente anche in allungo, quando si mettono alla frusta i suoi 105 cv, ma dà il meglio di sé frullando tranquillo, ai regimi medio-bassi.

NE MANCA UNA Con la sua erogazione, tra l’altro, potrebbe spingere senza problemi anche una bella sesta di riposo in autostrada, marcia che invece ci si trova a volte a cercare invano. Il cambio è infatti manuale a cinque rapporto e non si può avere in alternativa nemmeno a pagamento il DSG a sette marce disponibile invece sulle Golf berlina. Peccato, perché su questa Cabrio ci sarebbe stato come il cacio sui maccheroni.


Pubblicato da Paolo Sardi, 22/06/2012
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