Prova

Lancia Flavia


Avatar Redazionale , il 27/06/12

9 anni fa - La Lancia Flavia costo 37.900 euro e ha una dotazione all inclusive

La Lancia Flavia veste i panni dell'outsider tra le grandi cabriolet puntando su spaziosità, comfort e un buon rapporto prezzo/dotazione. Peccato che la gamma motori... 

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FAMIGLIA BRADFORD Oggi come oggi il gruppo Fiat-Chrysler ricorda un po’ la famiglia Bradford, quella protagonista del celebre telefilm degli anni settanta in cui sotto lo stesso tetto convivevano un lui e una lei reduci da storie precedenti, con i rispettivi figli. Proprio come nel caso dei due brand freschi di unione, che, in attesa di dare vita a nuovi modelli, figli della loro unione, ora fanno famiglia mettendo attorno a uno stesso tavolo o, per meglio dire, dietro le vetrine delle stesse concessionarie, i modelli presenti da tempo nei rispettivi listini, magari rivisti e ribattezzati per sentirsi a casa anche su una sponda dell’oceano diversa da quella d’origine.

UNA NUOVA IDENTITA’ Un esempio di cosa significhi questa famiglia allargata lo dà la Lancia Flavia, nata yankee con il nome di Chrysler 200 e ora adottata all’ombra della Mole per iniziare a rimpolpare la gamma del marchio piemontese e provare a rinverdire i fasti delle Lancia scoperte di una volta. Per capire che nelle tubazioni della Flavia scorra sangue americano non serve un test del Dna: la macchina ha misure importanti, superiori alla media delle cabriolet del Vecchio Continente. La lunghezza è infatti di 495 cm, mentre larghezza e altezza sono nell’ordine di 184 e 148 cm.

NOBLESSE OBLIGE La linea della Lancia Flavia non fa molto per mascherare questi ingombri e sembra anzi ostentarli, con aria un po’ altezzosa e aristocratica. Il muso è imponente, con una mascherina in stile millefoglie a fare da attrice protagonista, affiancata da fari leggermente appuntiti, così come le luci di coda a Led. Queste ultime hanno un taglio ricercato e sono collegate da un listello cromato che attraversa tutto lo specchio di poppa. Anche la fiancata è bella massiccia, con un taglio a cuneo appena accennato.

SOTTO IL VESTITO, METALLO A fare da coperchio al tutto c’è una capote dalla sagoma piuttosto indovinata, che la rende leggera alla vista nonostante le sue notevoli dimensioni. Queste ultime si fanno sentire quando il tetto si ripega e scompare alla vista, operazione che avviene elettricamente. Quando i passeggeri sono al coperto, il volume utile del bagagliaio è infati di 377 litri, mentre con il vento tra i capelli lo spazio per le borse quasi si dimezza ed è pari a 198 litri. Il valore non è eccezionale ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: pur se rivestita in tela, la capote è in effetti semirigida ed è normale che, da piegata, porti via più spazio di una in tessuto. Di buono c'è però che, quando è sollevata, isola meglio e irrigidisce la struttura.

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SALTO DI QUALITA’ Gli ingegneri hanno lavorato duro per dare un tono e un’aria più raffinata all’interno ex Chrysler e i loro sforzi si vedono e si toccano con mano. La zona centrale è stata profondamente rivista e le superfici morbide o rivestite in pelle abbondano nella parte alta dell’abitacolo. Qua e là non manca però  qualche plastichina economica, che ricorda come di là dall’Oceano gli automobilisti siano più di bocca buona.

MONOPOLIO I tecnici hanno messo le mani anche lontano dalla vista. La Lancia Flavia si annuncia forte di un nuovo assetto, con barre stabilizzatrici maggiorate e ammortizzatori più rigidi rispetto alla 200, e di una diversa taratura anche per il servocomando dello sterzo. Quanto al motore, a monopolizzare il listino è un 2.400 a benzina da 170 cv a 6.000 giri e 220 Nm a 4.500 giri, abbinato a un cambio automatico a sei marce con modalità sequenziale.

TUTTO COMPRESO Unico è anche l’allestimento proposto, una sorta di all inclusive offerto a 37.900 euro. La dotazione standard della Lancia Flavia è molto completa e comprende tra le altre cose gli interni in pelle, il sistema d’infotainment UConnect con navigatore e disco fisso da 40 GB, uno stereo Boston Acoustic, i cerchi in lega da 18”, il cruise control e i poggiatesta attivi. Al cliente non resta in pratica che scegliere i colori dei rivestimenti e della carrozzeria.

VIAGGIO NELLO SPAZIO La discendenza americana rappresenta per contro un bel vantaggio in fatto di abitabilità: i quattro posti promessi sono veri e chi è destinato al divano posteriore può lamentarsi giusto per l’accessibilità difficoltosa, che impone numeri da contorsionista  per accomodarsi. Chi guida, dal canto suo, ha molto spazio in ogni direzione e siede in posizione leggermente rialzata. Ciò mette una piccola pezza alla scarsa visibilità offerta dalla Lancia Flavia; c’è poco da fare: le dimensioni rilevanti, la forma un po’ spiovente del cofano e la coda alta, assieme al taglio della capote rendono complicato capire a prima vista dove finiscano i lamierati in manovra. Peccato che i sensori di parcheggio siano considerati accessori, perché avrebbero fatto comodo di serie, visto anche il fatto che il diametro di sterzata è piuttosto ampio. Insomma, la Lancia Flavia sarà anche una macchina che si può sfoggiare tra le vie dello shopping ma il suo habitat naturale è più sulle strade aperte che nei vicoli dei centri storici.

ANDAMENTO LENTO E, tanto vale dirlo subito, anche su questo terreno la Lancia Flavia non ama che le si metta troppa fretta. Tutto, dal motore alla trasmissione, passando per l’assetto, sembra fatto apposta per una guida rilassata, in cui i rettilinei siano visti come un’occasione per dare un’occhiata al panoirama e non come un noioso intermezzo tra una curva e l’altra. Al di là dei proclami fatti sulla nuova configurazione delle sospensioni, la Lancia Flavia mantiene una vocazione turistica e ciondola un po’ se la si butta a destra e a manca alla ricerca di rapidi cambi di direzione. Anche in questi casi, comunque, la scoperta italo-americana resta facile e prevedibile e non chiama quasi mai in causa i controlli elettronici, nemmeno se si fa qualche manovra un po’ sopra le righe. Lo sterzo è della stessa pasta: a sua volta ritarato, è ancora un pelo gommoso e non crea un filo diretto tra le mani e le ruote, non il massimo per tracciare chirurgicamente le traiettorie.

UN TIPO TRANQUILLO Prendersela comoda va benone pure al motore. Il quattro cilindri 2.4 fa il suo onesto lavoro, con un’erogazione pulita e lineare, cui manca tuttavia un po’ di schiena ai bassi e ai medi. Solo al di sopra del regime di coppia massima viene fuori un pizzico di sportività ma se si ha il brutto vizio di usare violenza all’acceleratore è meglio trovarsi un benzinaio simpatico: il destino è di vederlo spesso, con i consumi che, cronometro alla mano, s’impennano più delle prestazioni. Neanche a dirlo, il cambio completa il quadro in modo omogeneo con passaggio dolci tra una marcia e l'altra, permettendo anche al motore di girare basso in autostrada. E in velocità, tra l'altro, la protezione dai vortici aerodinamici è ottima: con il frangivento installato, ai classici 130 imposti dal Codice sembra di stare seduti sul divano di casa.

FACCIAMO I CONTI Tirando le somme la Lancia Flavia ha qualche buona freccia al suo arco per giocare da outsider nella nicchia di mercato delle grandi cabriolet. Non sarà forse fresca di giornata ma è elegante, comoda e spaziosa e ha anche un ottimo rapporto prezzo/dotazione. Certo, il suo futuro sembrerebbe più roseo se la gamma motori fosse più articolata, con magari una versione di cilindrata inferiore e sovralimentata e, meglio ancora, con un turbodiesel ma la loro introduzione avrebbe comportato costi di sviluppo impensabili su un modello già maturo.


Pubblicato da Paolo Sardi, 27/06/2012
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