Prova:
Opel Ampera

Opel Ampera

Il suo lancio slitta al 2012 ma la Opel Ampera si fa perdonare concedendosi finalmente per una prova lunga e completa. Sotto il cofano abbina in modo furbo due motori elettrici e uno termico ma il prezzo è troppo salato.
97 0
Autore:
Paolo Sardi

SCUSATE IL RITARDO Contrariamente a quanto annunciato a suo tempo in occasione della prova in anteprima fatta lo scorso novembre, la Opel Ampera non arriverà sul mercato italiano prima della fine dell’anno. Secondo il nuovo planning General Motors, infatti, l’inizio delle consegne è a calendario per il primo trimestre 2012, in scia ai Paese del Nord Europa.

AMPERA 2.0 Per farsi perdonare il ritardo, per restare al centro dei riflettori e forse anche per ingannare un po’ l’attesa, la Opel Ampera si è concessa per un’ulteriore prova, non più in veste di esemplare di preserie, bensì come macchina ormai definitiva al 100%. Impossibile però cogliere a occhio nudo quest’evoluzione, con la Opel Ampera che resta identica a come si era mostrata qualche mese fa. Le novità rispetto ad allora riguardano giusto la miglior messa a punto dell’elettronica raffinatissima che fa da prezzemolo in ogni fase della guida e della vita a bordo. In particolare, ora alla Opel parlano di un più efficace gioco di squadra tra i motori elettrici e quello termico che fa da generatore e dell’arrivo di una quarta modalità d’impiego della macchina, chiamata Hold, che mette le batterie in stand-by e ne preserva la carica per un uso futuro.

A MODO SUO Se adesso avessi una webcam puntata su di voi, potrei probabilmente vedere un po’ di facce perplesse, perché la Opel Ampera è una macchina che tecnicamente esce dal seminato e che svolge il tema della berlina ecologica in modo diverso dal solito. La meccanica è sui generis, con le unità elettriche che sono protagoniste e il motore a benzina fa solo da spalla. La definirei un’ibrida alla rovescia ma in GM si offenderebbero a morte: per loro è un’elettrica “extended range”, ad autonomia estesa. Meglio dunque non dare nulla per scontato e fare un ripassino della nuova bandiera ecologica di Rüsselsheim, anche se per il “com’è” suggerisco di rileggere anche la prima impressione di guida, completissima nell’analisi della tecnica (vedi tra le correlate).

FUTURISMO L’estetica resta quella nota, con una sagoma a due volumi e mezzo molto moderna. A dare un tocco particolare e sportivo sono gli elementi neri, come lo spoiler anteriore, il motivo a boomerang che collega i fari ai fendinebbia, la sottolineatura dei finestrini laterali, l’estrattore posteriore e la parte che chiude lo spazio tra le razze dei cerchi. E l’interno non è certo da meno, con quattro sedili singoli e particolari in tinta con la carrozzeria, che danno un’aria quasi futuristica. Anche la strumentazione completamente digitale fa una gran scena e con la sua complessità dà un’idea di quali “diavolerie” si possano celare sotto il cofano.

UNA BELLA COPPIA La Opel Ampera è ben più interessante nelle parti lontano dalla vista. In condizioni normali a muovere la macchina è un motore elettrico primario, alimentato da un pacco di batterie agli ioni di litio. Le 288 celle sono disposte a T sotto l’abitacolo, lungo il tunnel centrale e sotto i posti posteriori, e forniscono 16 kWh di energia, pronte a ricaricarsi durante le fasi di frenata. Il motore eroga 111 kW, pari a 150 cv, con una coppia di ben 370 Nm disponibili sin dal primo metro, che si traducono in un crono di 9 secondi nello scatto 0 – 100 e in una velocità massima di 161 km/h.

ARRIVANO I RINFORZI In questo modalità la Opel Ampera può coprire dai 40 agli 80 chilometri a seconda dello stile di guida e del programma di funzionamento prescelto: Normal, Sport, che rende le risposte più pronte e vivaci a scapito dell’autonomia, o Mountain,  per affrontare le salite più impegnaive. Percorsa questa strada o anche prima, se si seleziona la quarta funzione Hold, che mette a riposo il motore primario per preservarne la carica per un momento successivo, entrano in gioco un secondo motore elettrico e un 1.400 Ecotec a benzina. Quest’ultimo è molto semplificato, senza alternatore e starter, e veste i panni del generatore di energia. Il motore termico non è dunque collegato direttamente alle ruote ma fornisce al motore elettrico secondario (che provvede invece ad avviarlo) il movimento necessario per generare energia elettrica adeguata alle prestazioni richieste. Il questo modo l’autonomia complessiva del motore primario e del motore secondario supera i 500 km.

CONTO SALATO Il motore termico non ricarica invece quello elettrico primario: la ricarica delle batterie si può fare solo collegando il bocchettone sul parafango a una presa di corrente, operazione che richiede almeno quattro ore. In moneta sonante, la Opel Ampera, quando funziona solo il motore primario, richiede una spesa che oscilla tra un quarto e metà degli oltre 7 euro richiesti per coprire i canonici 100 km da una macchina a gasolio. Un bel vantaggio che compensa però solo in minima parte i 42.900 euro richiesti. La tecnologia sarà anche sopraffina ma, in assenza d’incentivi statali, si tratta comunque di una cifra un po’ salata.

POTERE IPNOTICO Una volta accomodati al posto di guida, la Opel Ampera esercita un bel potere ipnotico. A catturare l’attenzione è soprattutto il cruscotto, il cui schermo ricorda più un videogioco che la strumentazione di un’auto qualsiasi. Lì si legge di tutto, dall’indicazione della velocità a quella della riserva di energia e della relativa autonomia elettrica e termica, passando per la modalità di guida scelta. Al centro della plancia c’è poi un grande visore per gestire l’impianto audio e quello di climatizzazione, oltre al navigatore. Da qui si possono tenere sotto controllo i flussi di energia, utilizzata dalla batteria verso il motore e rigenerata dal motore verso la batteria. Non mancano poi diagramma e dati che danno una misura dell’efficienza dello stile di guida e dell’impiego del climatizzatore.

IN BOLLA La Opel Ampera si muove nel silenzio più assoluto, dimostrandosi una tra le macchine più discrete tra quelle elettriche che ho provato sinora. La sua coppia è generosa e le consente di muoversi con disinvoltura, dimenticandosi come per incanto del peso che supera le 1,7 tonnellate. Certo non è pensata per una guida sportiva, con uno sterzo più leggero che preciso, ma con il suo baricentro basso affronta le curve senza alcun problema. A parte l’assenza del rumore e la spettacolarità della strumentazione, che con un indicatore simile a una livella dice se si sta guidando “in bolla”, in modo ecologico, per il resto l’Ampera si guida comunque come un’automatica qualsiasi. A voler ben vedere c’è anche una posizione in più per il cambio, L, che accentua il freno motore a vantaggio della ricarica delle batterie ma nell’impiego normale ci si può scordare della sua esistenza.

PIEDE FELPATO Comandi a parte, con tutti quei grafici e quelle cifre a disposizione, la Opel Ampera invoglia a una condotta con piede felpato, come se si stesse sempre facendo un’economy run, alla ricerca della massima economicità. Evitando partenze brusche, imparando a far scorrere la macchina in rilascio e frenando in modo graduale, l’autonomia promessa diventa realtà. Su strade statali, se si rispettano i limiti di velocità e non si accende il climatizzatore, è possibile fare un’ottantina di km prima che il motore termico venga svegliato dal letargo.

UNA BUONA SCORTA Finita l’autonomia del motore primario il 1.400 Ecotec si sgranchisce le bielle e inizia a mulinare per produrre energia. Il suo avviamento si nota poco ma non sempre si può dire lo stesso del funzionamento, visto che ogni tanto, quando gli si chiede di fare gli straordinari, alza un filo la voce. In termini assoluti non si può certo parlare di rumore fastidioso ma, dopo 80 km di quiete assoluta, a certe sonorità si fa caso probabilmente più del solito. Anche in questa modalità il sistema ricarica le batterie in rilascio e, non appena c’è una riserva d’energia sufficiente, il motore primario torna per breve tempo padrone della scena.

TIRIAMO LE SOMME In parole povere, a differenza delle altre elettriche che hanno nell’autonomia ridotta una specie di catena al collo, si può usare l’Ampera come un’auto qualsiasi, sfruttando dunque il motore termico negli spostamenti a lungo raggio senza particolari controindicazioni. Se però si pensa d’impiegare spesso la macchina in questo modo, con percorrenze magari quotidiane superiori agli 80-100 km, il consiglio è di comprare una bella turbodiesel e non pensarci più. Anche perché, se si viaggia con il motore a benzina sempre acceso, non è facile fare più di 15-16 km/litro. Sui brevi tragitti, invece, sfruttando la carica fatta attaccandosi alla presa, le soddisfazioni non mancano, anche se non ha senso fare i conti su quando si potrà ammortizzare la spesa a suon di ricariche. Senza un cospicuo aiuto governativo, l’Opel Ampera non si può comprare per convenienza ma per il piacere di guidare un’auto con una tecnologia esclusiva e che non impone rinunce, con prestazioni oneste, quattro comodi posti e la libertà d’impiego di sempre.


TAGS: test opel ampera review prora Tutte le prove auto del 2011

Novità auto
Chevrolet Volt 2016: la faccia al CES

La nuova Volt mostra il proprio volto in anteprima al Consumer Electronic Show 2015

4 0
Curiosità
Scrocchi la carica? E io ti arresto

15 ore di galera per 5 centesimi di carica abusiva. E' successo in America

4 0
Prova
Opel Mokka
Opel Mokka

Con la Opel Mokka si fa più dura la lotta tra le Suv compatte

78 0
Back To Top