Autore:
Paolo Sardi

MEZZO PIENO Per i vertici di BMW Italia non ci sono dubbi: secondo loro il proverbiale bicchiere è mezzo pieno. Dovendo interpretare un dato di poco meno di 120 esemplari ibridi venduti sinora sul mercato italiano (cifra ottenuta sommando gli esemplari di X6, Serie 7 e Serie 5) in quel di San Donato Milanese decidono di levare i calici. In fondo, le loro argomentazioni reggono: in senso assoluto i volumi sono bassi ma si tratta pur sempre di macchine con un prezzo importante, con costi di gestione elevati e potenzialmente nel mirino della Finanza; difficile quindi sperare in molto meglio.

SOLO CON LA CODA L’ottimismo cresce ora che arriva in listino la quarta ibrida di famiglia, la BMW ActiveHybrid 3, che allarga verso il basso il bacino dei potenziali clienti, anche se – nessuno ne fa mistero -  questo modello è pensato più per altre latitudini, come dimostra anche la scelta di proporlo solo con carrozzeria berlina e non Touring, tradizionalmente più apprezzata dagli italiani.

INDIZI RIVELATORI La BMW ActiveHybrid 3 si riconosce da una normale Serie 3 berlina per alcuni dettagli, come finiture in alluminio satinato, i tubi di scarico con cromatura opaca e le scritte identificative sui montanti posteriori, sui battitacco e sulla cornice della leva del cambio. Altri indizi utili a riconoscerla sono la strumentazione con indicatori dedicati al flusso di energia del sistema ibrido e i cerchi da 18” Streamline, che posso essere però sostituiti da altri, a seconda dell’allestimento scelto dal cliente.

L’UNIONE FA LA FORZA Ciò che rende però la BMW ActiveHybrid 3 davvero speciale è però la meccanica, che conta in primis sul raffinato motore sei cilindri in linea 3.0 TwinPower Turbo, dotato di distribuzione Valvetronic e alimentazione a iniezione diretta, da 306 cv e 400 Nm. A fargli da spalla c’è un motore elettrico da 55 cv e 210 Nm, alimentato da un pacco di batterie agli ioni di litio (che si ricaricano prevalentemente nelle fasi di frenata) e che fa salire la potenza e la coppia totali di sistema rispettivamente a 340 cv e  450 Nm. Scorrendo la scheda tecnica, anche gli altri numeri che si trovano sono di tutto rispetto: scatto da 0 a 100 in 5,3 secondi, velocità massima di 250 km/h e consumi di 5,9 l/100 km. In pratica, sono prestazioni paragonabili a quelle di una M3 di dieci anni fa ma con consumi dimezzati. L’unità elettrica è piazzata in posizione strategica, tra il motore termico e il cambio automatico a otto rapporti, che è privo del convertitore, il cui lavoro viene svolto proprio dalla parte elettrica.

CHIP AL POTERE La BMW ActiveHybrid 3 è una macchina full hybrid, capace cioè di muoversi spinta dal solo motore elettrico, ma la scelta di quale motore far funzionare non è lasciata a chi guida bensì affidata a una centralina che si occupa dell’Intelligent Energy Management. Quest’ultima prende le sue decisioni in base a una miriade di dati raccolti da vari sensori e incrociati poi anche con le informazioni in possesso del navigatore, riguardo per esempio le caratteristiche delle strade percorse. Al pilota non resta che selezionare la modalità di guida preferita: Sport+, Sport, Comfort oppure Eco Pro.

COME VA Più la guida si fa dinamica e brillante e più il motore elettrico va a spingere all’unisono con il motore termico. In questa funzione Boost contribuisce ad assicurare una spinta notevole e reazioni vigorose a ogni piccola sollecitazione dell’acceleratore. Entrando in scivolata sul pedale destro, la BMW ActiveHybrid 3 si fionda in avanti decisa, come se fosse caricata a molla, mettendo anche una pezza ad alcune cambiate non proprio fulminee quando si viaggia in Comfort.

ATTORE PROTAGONISTA Con il programma EcoPro, quello più attento ai consumi, invece, il suo ruolo cambia, con l’intento di lasciare bielle e pistoni a riposo il più possibile. Sulla carta, in modalità elettrica, la BMW ActiveHybrid 3 può percorrere fino a 4 km e raggiungere i 75 km/h ma in realtà è difficile riuscire a sperimentare una cosa del genere. Le manovre da fermo e le partenze sono tutte a carico del motore elettrico ma bisogna avere davvero un piede leggero come una piuma sul gas per evitare l’avviamento del sei cilindri a benzina nel giro di poche decine di metri.

A RUOTA LIBERA Da lì in poi si assiste a una staffetta continua, con i due motori che si passano ripetutamente il testimone, spingendo a turno o in coppia con l’intento di diradare il più possibile le soste dal benzinaio. L’intesa tra i due ha del commovente: con il motore elettrico che fa anche da motorino d’avviamento, il sei cilindri si spegne spesso, al minimo come anche in velocità, venendo in questo caso scollegato dalle ruote, e si riavvia poi in punta di piedi, senza che il pilota abbia modo di accorgersene, se non guardando la lancetta del contagiri. In questo modo la BMW ActiveHybrid 3 veleggia, percorrendo un sacco di strada senza consumare una goccia di benzina, in rilascio e quando trova una pendenza favorevole. 


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