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Le Nostre prove Notizie correlate L’AUTOMATICO PIACE Le statistiche dicono di una
preferenza nazionale per i cambi automatici intorno al 10%, ma è un valore
complessivo che tiene conto di marche e modelli che spesso non contemplano nel
loro listino versioni automatiche. La realtà cambia da Casa a Casa e
da modello a modello: in alcuni casi, infatti, le richieste di auto con il
cambio automatico hanno superato anche le più ottimistiche aspettative,
mettendo in crisi piani di vendita e tempi di consegna. Il caso della Tiguan
è forse l’ultimo in ordine di tempo e fotografa bene quanto sta accadendo
nel settore delle trasmissioni automatiche. La forte richiesta di versioni
automatiche della Suv tedesca (si parla di oltre il 30% dei contratti) ha
colto di sorpresa la direzione italiana di Volkswagen con ricadute pesanti
sui tempi di consegna, saliti a oltre nove mesi dal momento della firma del
contratto.
ERRORI DI VALUTAZIONE Ok, mai fidarsi delle
statistiche, e probabilmente anche delle indagini di mercato visti i risultati
(gli errori negli exit-poll delle elezioni avrebbero dovuto insegnare qualcosa).
Tuttavia, con il senno di poi, la richiesta crescente di cambi automatici
su determinate vetture un pochino si sarebbe potuta prevedere. Non foss’altro per
i progressi compiuti dalla tecnologia in questo campo, grazie ai quali è
possibile trovare trasmissioni automatiche talmente raffinate (vedi il
cambio DSG a doppia frizione Audi/Volkswagen) da indurre molte più persone
del solito a preferirle al cambio meccanico tradizionale. SEMPRE EDUCATO Realizzato per affrontare livelli di coppia fino a 450 Nm, il Powershift viene utilizzato oggi solo in associazione al 2.0 litri in questione, che dispone di 136 cv e 320 Nm di coppia. Lo stesso montato sulla V50 che abbiamo utilizzato per il test stradale sulle colline bolognesi. La risposta del nuova cambio automatico in effetti è sempre puntuale, fluida, continua, senza esitazioni e senza buchi di potenza con conseguente effetto mal di mare, come accade con gli automatici meno raffinati. La velocità di cambiata è impercettibile, sia nella guida su strade tortuose, sia nelle ripartenze repentine. Ideale per chi desidera guidare dimenticandosi davvero delle marce. RISPARMIOSO Elevata anche l’attenzione al risparmio, sempre presente nel Dna del Powershift, anche quando la guida si fa più nervosa. In posizione automatica il cambio Volvo, così come gli altri automatici, seleziona sempre la marcia più lunga possibile, per decidersi a passare alla marcia successiva appena superati i 3.000 giri. In basso, invece, il limite della scalata è attorno ai 1.200 giri, giusto in tempo per evitare battiti in testa e blocchi del motore. La Casa dichiara risparmi di gasolio nell’ordine dell’8% rispetto all’automatico tradizionale, che in tempi di magra come questi non fa che comodo. SENZA ALETTE Come gli altri automatici, il Powershift offre anche la funzione automatica sequenziale, ma non prevede le alette sul volante: chi vuole restare legato alla tradizione che lo sia fino in fondo. Con il sequenziale le cose cambiano molto, visto che è il pilota a selezionare le marce più adatte. Il Powershift esegue ubbidiente, ma fino a un certo punto: in alto lascia inserita la marcia selezionata fino al limite del fuorigiri per poi intervenire d’autorità a inserire quella successiva; in basso invece resta buono fino ai mille giri circa, quindi seleziona la marcia più bassa per far riprendere vigore al motore. E tutto ciò senza accettare provocazioni: quando i giri sono troppo bassi non ne vuol sapere di inserire marce più alte. Insomma, quando è necessario decide lui e basta. Commenti
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