Auto elettriche: ricariche rapide e complete rovinano la batteria
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Auto elettriche: ricariche rapide e oltre l’80% riducono la vita della batteria. Lo studio


Avatar di Emanuele Colombo, il 16/01/26

51 minuti fa - Nuovo studio mette in guardia: ricariche veloci e oltre l'80% rovinano le batterie dei BEV

Uno studio rivela come ricariche veloci frequenti e carica oltre l’80% accelerino il degrado delle batterie delle auto elettriche

La società Geotab specializzata nell’analisi delle tecnologie EV e dei comportamenti di ricarica, ha analizzato i dati di 10.000 veicoli elettrici scoprendo - o meglio, confermando - che ricariche veloci e complete riducono la vita della batteria.

Un accumulatore per auto elettrica, in base a una precedente ricerca condotta nel 2019, perdeva mediamente il 2,3% della sua capacità ogni anno. Un valore che, dopo otto anni, si traduceva in una capacità residua poco sopra l’80%.

In pratica: un’auto elettrica che da nuova consentiva 350 km di autonomia reale, dopo otto anni avrebbe potuto percorrere intorno ai 280 km prima di dover fare una sosta alla colonnina. Nulla di drammatico, ma nemmeno irrilevante.

Curiosamente, la situazione è inizialmente migliorata, per poi tornare ai valori di partenza. Nel 2023 Geotab aveva rilevato infatti un dato più incoraggiante, con una degradazione media annua dell’1,8%, ma l’ultimo aggiornamento del 2025 non ha confermato i miglioramenti sperati, segnando invece un ritorno al 2,3%.

Porsche Taycan elettrica in ricarica - Foto di Bob Osias su UnsplashPorsche Taycan elettrica in ricarica - Foto di Bob Osias su Unsplash

Colpa della ricarica ultra-rapida

Il motivo principale di questo passo indietro ha un nome preciso: ricarica rapida in corrente continua (DC Fast Charging). Ma non è l'unico.

Se è vero che costruttori e fornitori hanno fatto enormi progressi su chimiche delle celle e gestione termica, questi benefici vengono in parte annullati dall’uso sempre più frequente delle colonnine HPC.

Tradotto: ricaricare spesso e velocemente “cuoce” la batteria prima del tempo.

Degrado delle batterie: andamento del campioneDegrado delle batterie: andamento del campione

Non tutte le elettriche invecchiano allo stesso modo

Lo studio evidenzia anche altre variabili importanti:

  • Auto più grandi e pesanti tendono a degradare più velocemente rispetto a modelli compatti e leggeri

  • L’invecchiamento della batteria è più rapido nei primi anni, poi tende a stabilizzarsi. A fine vita accelera nuovamente

  • I veicoli elettrici sottoposti a un uso intensivo non presentano un deterioramento della batteria significativamente maggiore rispetto ai veicoli utilizzati di meno

  • Il degrado è più rapido nei climi caldi: qui sotto le curve relative ai paesi con clima temperato, definito come ''meno di cinque giorni all'anno con una temperatura superiore a 27 °C o inferiore a -5 °C'', e quelli invece con clima caldo (più di cinque giorni all'anno con una temperatura superiore a 27 °C)

Degrado delle batterie in base al climaDegrado delle batterie in base al clima

Il limite “critico” del 12%

Ma il dato più interessante riguarda proprio la frequenza delle ricariche rapide in corrente continua (DC): molto più logoranti di quelle in corrente alternata (AC) per l'accumulatore.

Geotab ha suddiviso i veicoli in base all’uso delle colonnine rapide. Quelli che hanno effettuato meno del 12% delle ricariche in DC hanno mostrato un degrado medio annuo dell’1,5%.

Quelli invece che sono ricorsi alle ricariche in corrente continua oltre il 12% delle volte hanno subito un degrado medio annuo del 2,58% dell'efficienza del pacco batterie.

Una differenza tutt’altro che marginale, che nel lungo periodo può tradursi in decine di chilometri di autonomia persa.

Peugeot e-208 in ricarica - Foto di JUICE su UnsplashPeugeot e-208 in ricarica - Foto di JUICE su Unsplash

Attenzione anche all’80% (e oltre)

Altro fattore chiave è quello che Geotab definisce “state of charge exposure”, ovvero quanto tempo l’auto resta con la batteria sopra l’80% di carica.

Mantenere frequentemente la batteria quasi piena accelera l’invecchiamento delle celle, soprattutto se combinato con temperature elevate, dicono i dati dello studio.

Non a caso, sempre più costruttori consigliano di limitare la ricarica all’80% nell’uso quotidiano, riservando il 100% solo ai viaggi lunghi. E senza scendere sotto al 20%.

Il che, a voler fare i pignoli, implica che la capacità utile della batteria e di conseguenza l'autonomia vera delle auto elettriche, è pari al 60% del dato nominale (80-20%).

Degrado delle batterie: fattori di influenzaDegrado delle batterie: fattori di influenza

Conclusioni: tecnologia avanti, abitudini indietro

Lo studio non boccia l’auto elettrica, ma manda un messaggio chiaro: la tecnologia sta evolvendo, ma anche le abitudini degli utenti contano più che mai.

Le ricariche ultra-veloci sono comodissime, ma abusarne ha un prezzo in termini di durata della batteria (oltre al costo esorbitante della corrente alle colonnine HPC).

In futuro, l’arrivo di tecnologie come le batterie allo stato solido potrebbe cambiare radicalmente lo scenario. Nel frattempo, però, la regola d’oro resta una: meno fast charge, meno 100%, più pazienza. La batteria (e il portafoglio) ringraziano.

Fonte:Geotab

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 16/01/2026
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