Autore:
Paolo Sardi

FREE CLIMBING Il futuro dell'auto si presenta in salita e su terreni impervi? Meglio attrezzarsi, sembra quasi che le Case abbiano preso la cosa sul serio e in senso letterale, visto il fiorire di nuove proposte che promettono ottime doti da arrampicatrici, anche sociali. L'ultima in ordine di tempo è l'A4 allroad, che ripropone in scala minore - e a prezzi più abbordabili - filosofia e parte dei contenuti dell'originaria allroad, confezionata su base A6. In praticia rappresenta una variazione country-chic sul tema della A4 Avant tutta casa e lavoro.

RICETTA CLASSICA Riconoscere questa versione dalla A4 Avant è un'impresa alla portata anche di Mr Magoo. Rispetto all'Avant vulgaris spiccano innanzi tutto i paraurti maggiorati in plastica grigia, con tanto di prese d'aria spalancate e piastre in acciaio a proteggere il sottoscocca e la meccanica. La corazza in plastica protegge anche i sottoporta e gli archi passaruota, che si allargano non solo per fare sembrare l'A4 più spallata ma anche per dare asilo ai cerchi in lega da 17" gommati 225/55 montati su carreggiate allargate di 20 mm.

W LA PRATICITA' A fare da ciliegina sulla torta c'è poi lacalandra single-frame a listelli verticali, con finitura cromata come quella delle cornici dei fendinebbia. Anche l'abitacolo è personalizzato, con tessuti dedicati, un ampia scelta di finiture per la plancia e un bagagliaio reso versatile dalla presenza di una rete divisoria, anelli e ganci fermaborse. Il rivestimento del pavimento è double face, con un lato dal rivestimento impermeabile e dai bordi rialzati

IN PUNTA DI MOLLE Oltre a essere meglio piantata per terra, la "piccola" allroad è anche più distante dal suolo, grazie amolle e ammortizzatori allungati. L'altezza minima è ora di 18 cm, per scongiurare il pericolo di contatti con il terreno nel fuoristrada vero. L'A4 allroad non si accontenta vestire i panni dell'auto pronta a tutto ma ha una dotazione tecnica che la legittima anche nei panni della tuttoterreno. L'asso nella manica di quest'Audi è come al solito la trazione integrale permanente quattro che, senza richiedere nulla al pilota, gestisce la forza motrice in base alle condizioni di aderenza. La ripartizione di base tra avantreno e retrotreno è 40:60 ma all'occorrenza le ruote davanti possono scaricare a terra fino al 65% della coppia mentre quelle dietro possono arrivare all'85%.

FA DA SOLA Per ottenere il massimo in fatto di motricità i tecnici dei quattro anelli hanno sviluppato anche un dispositivo elettronico che s'integra con l'Esp e chiamato Ord. La sigla sta per Off-Road Detector, nome che non lascia molto spazio alla fantasia. Grazie a sensori, la macchina è in grado di capire che si trova su fondi particolarmente accidentati e regola di conseguenza il controllo elettronico della stabilità, alzando la sua soglia d'intervento e permettendo maggior libertà d'azione.

4 VOLTE CAMPIONE Il sistema quattro fa da denominatore comune a tutti e tre i motori di cui si compone la gamma A4 allroad, attesa nelle concessionarie per la fine di aprile. Quello d'accesso è il pluripremiato 2.0 TFSI (quattro volte consecutive Engine of the Year) in configurazione da 211 cv, con una coppia massima di 350 Nm costante tra i 1.500 e i 4.200 giri. Simili valori si traducono su strada il una velocità massima di 230 km/h, in un tempo di 6,9 secondi nello 0-100 e in una percorrenza media di 12,3 km/litro.

A TUTTA FORZA La stessa coppia massima è erogata (qui però tra 1.750 e 2.500 giri) dal due litri turbodiesel TDI da 170 cv che raggiunge i 213 km/h dopo essere transitato ai 100 in 8,9 secondi. Il suo pregio maggiore è il basso consumo, mediamente nell'ordine di un litro ogni 15,6 km. Non fa molto peggio, con 14,1 km/litro il tre litri turbodiesel V6, punta di diamante della famiglia. Con i suoi 240 cv e soprattutto con 500 Nm di coppia tra i 1.500 e i 3.000 giri tocca i 236 km/h, liquidando la pratica 0-100 in 6,4 secondi.Nel suo caso, così come per la 2.0 TFSI, è previsto un cambio robotizzato a doppia frizione S Tronic con sette marce mentre nel caso della due litri TDI l'abbinamento è con un più tradizionale manuale a sei marce.


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