Autore:
Paolo Sardi

BUONA LA SECONDA Se qualcuno avesse la sensazione di aver già letto una prova della Toyota Prius Plug-in, sappia che non si tratta di allucinazioni: molto semplicemente ha una buona memoria. Un paio d'anni fa, quelli delle tre ellissi fecero infatti provare esemplari di preserie della macchina che ora, completata la messa a punto, è pronta a fare capolino nelle vetrine delle concessionarie. L'operazione di affinamento non è stata semplicissima perché gli ingegneri giapponesi hanno dovuto trovare la proverbiale quadratura del cerchio, cercando il miglior compromesso tra prestazioni e autonomia per il sistema ibrido e, soprattutto, per la parte relativa alle batterie e al motore elettrico.

DOPPIO TAPPO Se, da un punto di vista estetico, la Toyota Prius Plug-in si riconosce da un Prius qualunque per una manciata di dettagli (qualche cromatura, un trucco diverso per la fanaleria e poco altro) sotto la pelle le differenze non sono da poco, illustrate bene (e incensate) anche nel video ufficiale della Casa. Come avrà intuito chi mastica l'inglese e chi ha notato la presenza di due bocchettoni di rifornimento, la Toyota Prius Plug-in può ricaricare le batterie attaccandosi a una presa elettrica, ma questa non è che la punta dell'iceberg: rispetto alla sorella "normale", la Toyota Prius Plug-in sviluppa infatti la sua vocazione elettrica

WEIGHT WATCHERS Grazie a nuove batterie agli ioni di litio, ha una riserva di energia sufficiente per percorrere fino a 25 chilometri lasciando in letargo il motore 1.8 a benzina e sfruttando la sola unità elettrica. Il tutto, senza che venga rubato spazio ai bagagli (443 litri) o ai passeggeri e senza che ci sia nemmeno un aumento sensibile del peso. La Toyota Prius Plug-in ferma l’ago della bilancia a quota 1.440 kg, 45 più della sorella, 38 dei quali dovuti al maggior peso degli accumulatori.

UNA E TRINA In concreto, la Toyota Prius Plug-in offre al pilota la possibilità di scegliere tra tre diversi programmi di funzionamento. Quello più familiare a chi ha già guidato una Prius si chiama HV, con il motore termico e quello elettrico che fanno gioco di squadra, alternandosi a spingere la macchina o facendolo all’unisono, a seconda delle circostanze. In alternativa si può selezionare EV e muoversi nel silenzio, spinti dal solo motore elettrico, finché non si superano gli 85 km/h o non si pesta decisi sull’acceleratore: in questo caso bielle e pistoni arrivano in soccorso agli elettroni. C’è poi il tasto EV City, tramite il quale si alza la soglia d’intervento del motore termico, che resta a riposo finché non si fa lavorare l’acceleratore nell’ultimo 10% della corsa. In tutti e tre i casi si può inserire anche l’opzione Eco, che limita l’assorbimento dell’energia da parte del climatizzatore e rende la risposta del pedale dell’acceleratore più dolce, per preservare la carica e/o far scendere i consumi.

BIRRA ALLA SPINA Quando le batterie alzano bandiera bianca, la Toyota Prius Plug-in vede in motore vestire i panni del generatore e ripristinare la carica, anche se, grazie al sistema di frenata rigenerativa, parte della cura ricostituente è somministrata in frenata. Quando si ha poi una presa di corrente a portata di filo (che si trova in un comparto del bagagliaio), ci si può collegare e ripristinare il 100% della carica in soli 90 minuti, pronti così a percorrere di nuovo un bel po’ di chilometri in modalità elettrica.

PROMESSA MANTENUTA Tra l’altro i 25 km dichiarati di autonomia non sembrano una boutade.  Ho avuto modo di provare la Toyota Prius Plug-in  (su un percorso in verità a lei molto congeniale) nel traffico scorrevole di Bruxelles, e l’ibrida giapponese ha percorso circa 19 km senza mai accendere il motore termico e avendo, alla fine, ancora circa un quarto di carica nelle batterie, stando all’indicatore presente nel nuovo display. Certo, non bisogna aspettarsi grandi prestazioni: l’elettrico è tarato per fare più strada possibile e non per farla in fretta, offrendo risposte soporifere alle accelerate, ma ci si può consolare pensando di poter fare la stragrande maggioranza dei brevi spostamenti senza utilizzare nemmeno una goccia di benzina. Giusto per la cronaca, vale comunque la pena di ricordare i dati dichiarati relativi a consumo ed emissioni: partendo con le batterie al massimo della carica, nel ciclo misto di omologazione si registrano 2,1 l/100 km e 49 g/km di CO2, mentre in modalità ibrida si sale a pur sempre ottimi 3,7 l/100 km e 85 g/kg.

UNA PER TUTTI La Toyota Prius Plug-in è proposta in un unico allestimento, decisamente ricco. Della sua dotazione standard fanno parte infatti, tra le altre cose, il climatizzatore automatico, i cerchi in lega, i fendinebbia, il cruise control, l’Head Up Display, lo stereo JBL con prese USB e Aux e la telecamera posteriore di assistenza al parcheggio. Il prezzo, però, non è esattamente popolare: 39.600 euro rendono la macchina appetibile giusto per gli appassionati di tecnologia con il portafoglio a fisarmonica, almeno in assenza d’incentivi.


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