Autore:
Alessandro Codognesi

NEW ERA Grande svolta in Casa Honda: in controtendenza rispetto alla concorrenza che propone motori over-size e prestazioni sempre più esagerate, la Casa di Tokyo punta dritto al cuore dei giovani presentando a EICMA un progetto (anzi due) molto più plug&play. Sono le nuove Honda CB650F e CBR650F, due moto che segnano un bel punto di svolta rispetto al passato. Nuove dal primo all’ultimo bullone, le due sportivette abbassano un po’ il tiro delle prestazioni massime rispetto a chi le ha precedute (Hornet e CBR600F), offrendo in cambio ancora più sfruttabilità su strada e mantenimento dei costi, al momento dell’acquisto e anche dopo. Eccole in dettaglio.

UNO STILE PER GIOVINI Di fatto, il progetto delle Honda CB650F e CBR650F non è partito in quarta pensando ai soliti smanettoni. A Tokyo infatti hanno fatto un passo indietro, e per una buona volta ci si è chiesti: cosa vogliono i giovani motociclisti di oggi? La categoria dei ragazzi spendaccioni infatti oggi come oggi è esigua, chi si avvicina magari per la prima volta al mondo delle due ruote non vuole la pinza monoblocco ma un mezzo facile, amichevole e che costi poco. Un mezzo che, all’occorrenza, può divertire grazie a prestazioni decorose, stile da vendere ma che è anche molto attento al portafogli. Questo vogliono i giovani d’oggi, capito?

SIAMO ALLA MODA Ecco perché sulle nuove Honda CB650F e CBR650F lo stile e la cura dei dettagli è così ricercata, ben più che sulle sorelle minori da 500 cc. A detta della stessa Honda, infatti, non sono mai stati interpellati così tanti designer e ingegneri ventenni. E bisogna ammettere che il risultato, soprattutto nel caso della naked, ha tutto il suo perché: il motore in particolare è stato disegnato ex novo anche pensando allo stile finale, niente tubazioni fuori posto o compromesso di alcun tipo sul fronte del design che doveva risultare pulito ed elegante. All’uopo, molto d’impatto è anche la fanaleria a Led di entrambe le moto, sia sul cupolino sia sul codone.

CUORE DOLCE Altro punto focale del progetto CB/CBR650 è stato il motore. Lasciando un attimo da parte la potenza massima, ci si è concentrati sull’erogazione, sulla fluidità e corposità ai bassi regimi. Per tale scopo, è stato scelto un 4 cilindri in linea molto evoluto. 649 cc, 67 x 46 mm di alesaggio e corsa (è cresciuta proprio la corsa rispetto al vecchio 4 in linea), iniezione elettronica PGM-FI, distribuzione bialbero a 16 valvole con raffreddamento a liquido, cambio verticale a sei marce e disposizione del motorino di avviamento alle spalle della bancata cilindri, inclinata in avanti di 30°. Le valvole sono azionate direttamente dalle camme, con la fasatura di aspirazione, scarico e accensione progettata per enfatizzare la spinta ai regimi bassi e medi. Ci sono poi chicche come i fori di ventilazione tra le pareti dei perni di banco per ridurre le cosiddette perdite da “pompaggio”, pistoni progettati con metodologia CAE (Computer Aided Engineering) dotati di mantello asimmetrico per ridurre gli attriti e le canne dei cilindri con superficie ad aculei, per disperdere meglio il calore. Tutto per aumentare l’affidabilità e quindi la vita utile del motore.

NUMBERS Si continua con il circuito di raffreddamento particolarmente nascosto, che sfrutta un’estesa rete di passaggi interni per non caricare eccessivamente il design del motore, lasciandolo libero da tubi e quant’altro. A questo scopo è stato spostato dietro al motore anche il filtro dell’olio. Tutto ciò ha permesso l’adozione di un innovativo sistema di scarico molto aderente al motore e dal look ricercato con andamento 4-2-1 che richiama la mitica CB400 Four. Passando ai numeri reali, la potenza massima è di 64 kW (87 CV) a 11.000 giri con una coppia di 63 Nm a 8.000 giri. Per quanto riguarda i consumi invece, si parla addirittura di 21 km/litro nel ciclo medio WMTC, che accoppiati ai 17,5 litri del serbatoio, significano 350 km di autonomia.

SCHELETRO NELL’ARMADIO Passando alla ciclistica delle Honda CB650F e CBR650F, anche qui è tutto nuovo e le moto la condividono completamente a meno di manubrio/semimanubri. Si parte con il telaio, un diamante in acciaio con travi ellittiche, con la zona vicino al cannotto di sterzo più rigida e invece più flessibile lateralmente. Le sue quote sono un’avancorsa di 101 mm, cannotto aperto di 25,5° e interasse di 1.450mm. Il peso con il pieno di benzina è di 211 kg per la sportiva, 208 la naked. Affascinante anche il forcellone in alluminio pressofuso, con il braccio destro ad arco. Al reparto sospensioni, ci sono un mono regolabile nel precarico infulcrato direttamente al forcellone, mentre all’avantreno c’è una forcella a steli tradizionali da 41 mm. Rispetto alla naked, la CBR650F ha molle più dure e un maggiore freno idraulico in estensione, per compensare la distribuzione dei pesi maggiormente caricata sull’avantreno. Belli anche i cerchi a 6 razze sdoppiate in alluminio pressofuso, che calzano pneumatici 120/70-ZR17 e 180/55-ZR17. L’impianto frenante ha l’ABS a due canali di serie, dischi da 320 mm e pinze a 2 pistoncini. Dulcis in fundo, per entrambe la sella è a quota 810 mm.

VI ASPETTIAMO Ultimo ma non meno importante è la strumentazione, anch’essa completamente inedita e digitale. Come tutta la nuova gamma, anche le Honda CB650F e CBR650F sono dotate di chiave di contatto di tipo automobilistico. La naked sarà disponibile nelle colorazioni Pearl Metalloid White (Tricolour), Matt Gunpowder Black Metallic e Pearl Queen Bee Yellow, mentre per la sportiva i colori saranno solamente due: Pearl Metalloid White (Tricolour), Graphite Black. Non rimane che attendere un paio di giorni per vederle dal vivo a EICMA.


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