Autore:
Salvo Sardina

VERSO LA F1 Ha debuttato soltanto quest’anno in Formula 2, ma è chiaro praticamente a tutti come nel destino di Mick Schumacher ci sia la massima serie automobilistica. A dispetto della grande attenzione mediatica che già da qualche anno segue le prestazioni velocistiche del figlio del mitico Michael, non è però un mistero che le difficoltà riscontrate in questo campionato stiano rallentando il processo di avvicinamento alla F1. Il tutto nonostante una monoposto, quella messa in pista dal team Prema, che resta una delle migliori e più ambite del lotto partenti.

STRADA IN SALITA Insomma, Schumacher Jr. sta pagando l’inesperienza in un campionato fin qui dominato dai “veterani” Nyck De Vries (terza stagione completa tra i cadetti), Nicholas Latifi (già da 5 anni tra F2 e GP2), Luca Ghiotto (quarto anno) e Sergio Sette Camara (a quota tre anni). Con soli 26 punti portati a casa, Mick è quattordicesimo in campionato, a 144 lunghezze dal leader: numeri che di fatto lo rendono poco più che una comparsa di lusso in una categoria senza padroni dopo la contemporanea promozione in F1 di George Russell (Williams), Lando Norris (McLaren) e Alexander Albon (Toro Rosso). E un quarto, un quinto e due sesti posti, tutti ottenuti nella Sprint Race approfittando del caos da inversione di griglia, sono un bottino troppo esiguo per non pensare a una stagione fin qui deludente.

NON SI MOLLA Nonostante l’annata in salita, “Schumino” non si arrende e crede ancora al sogno di approdare nel circus. Anche grazie al sostegno della Ferrari Driver Academy che lo supporta da inizio 2019 e che proprio in occasione dei test in Bahrain gli ha dato la possibilità di provare per la prima volta una monoposto di Formula 1 (la Ferrari SF90 e, il giorno dopo, l’Alfa Romeo Racing C38). “Ovviamente – ha spiegato Mick all'agenzia di stampa DPAnon è stato facile fino a questo momento e abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Ma si impara di più dai momenti difficili che da quelli in cui tutto va bene”.

GIUSTA DIREZIONE Il figlio del Kaiser, che nel prossimo weekend a Hockenheim sarà protagonista di un’esibizione al volante della mitica F2004 di papà Michael, è comunque certo di avere intrapreso la giusta direzione di crescita: “Abbiamo dimostrato di avere la velocità e il potenziale per essere davanti a tutti. La strada è quella corretta per fare bene. È normale attraversare dei momenti complicati, ma sto migliorando un gradino alla volta e mi sento via via sempre più a mio agio. Spero che arrivi presto il momento di salire in F1… Non è facile dire adesso quanto potrà accadere perché bisogna avere la fortuna di occupare un sedile libero, ma io continuerò a lavorare e a tenere le dita incrociate”.


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