Pubblicato il 11/07/20

LA COPPIA PIÙ BELLA Lewis Hamilton e la Mercedes: un binomio irraggiungibile sotto la pioggia, neanche si chiamassero Fred Astaire e Ginger Rogers (ci perdonerà da lassù la splendida ballerina se il parallelismo è con un'auto). Un tempo esistevano i piloti in grado di esaltarsi sotto la pioggia e portare al limite l'automobile che avevano tra le mani, leggasi gli spessi capitoli dei libri di storia della Formula 1 dedicati a tali Senna e Schumacher. Oggi esistono ancora, ma per loro è molto più difficile emergere, per un paio di semplici motivi: il primo è che il più forte di tutti sul bagnato poggia le sue terga sulla monoposto più performante praticamente in ogni condizione, e dunque anche con la pioggia. Il secondo è che quello che sembra il suo erede, guida una monoposto altrettanto buona in termini di bilanciamento (ovviamente parliamo di Verstappen e della Red Bull). Questo significa che i due più bravi danzatori sotto la pioggia, hanno anche i mezzi migliori per farlo, per cui al resto della ciurma non resta che raccogliere le briciole.

TALENTO IMBRIGLIATO Ma c'è anche un altro motivo, una costante nella Formula 1 ipertecnologica degli ultimi due decenni: il mezzo tenico conta oggi in maniera preponderante rispetto al passato, quando un semi-sconosciuto Senna al volante di una Toleman (Monaco 1984) o di una Lotus (Estoril 1985) risuciva a fare la differenza con il suo immenso talento, così come uno Schumacher poteva raccogliere la sua prima vittoria in rosso con una Ferrari da lui resa decisamente migliore in qualità di motoscafo che come macchina da corsa, nelle acque di Barcellona nel 1996. Nella Formula 1 moderna una cosa del genere non è sostanzialmente più possibile, e anzi, il talento resta del tutto imbrigliato in monoposto talmente tanto dipendenti dagli assetti e dagli ammenicoli da risultare inguidabili soprattutto in situazione di bagnato. Al volante della Ferrari SF1000, per essere chiari, al posto di Charles Leclerc e Sebastian Vettel oggi ci sarebbe potuto stare anche lo stesso Senna, ma non avrebbe mai potuto impensierire i primi due. 

PENTIMENTI? Intendiamoci, il talento emerge comunque sotto la pioggia, tanto che oggi Lewis Hamilton ha rifilato 1,2 secondi a Max Verstappen, il quale se non avesse cannato l'ultimo giro, sarebbe comunque stato molto vicino a Lewis lasciando il resto della flotta a due nodi di distanza. E invece è stato braccato da qualche altro bel talento sul bagnato, dotato di monoposto che stanno dimostrando una consistenza nettamente migliore rispetto a quella mostrata nel corso del 2019. Stiamo parlando di Carlos Sainz, Esteban Ocon e Lando Norris, tutti e tre nelle seconde due file, autori di una prestazione da evidenziare. Lo spagnolo e futuro ferrarista (si starà già pentendo della scelta fatta?) ha saputo mettersi dietro il vincitore dello scorso weekend Valtteri Bottas, che pure in passato sul bagnato ha dimostrato di saperci fare, consegnandoci il secondo indizio di una McLaren sulla buona strada per tornare a essere quella che era. Ocon e Norris - e mettiamoci anche Pierre Gasly ottavo con l'Alpha Tauri, hanno stupito - il primo totalmente, il secondo parzialmente, dopo lo scorso weekend, sebbene dovrà scontare 3 posizioni di qualifica e scatterà nono.

ALLARME ROSSO Ma torniamo alle dolenti note. La SF1000 sembra aver lasciato le sue prestazioni in fabbrica a Maranello, e dopo la deludente qualifica del Gran Premio d'Austria, si è ripetuta, a parti invertite tra i piloti, la stessa situazione anche in... Stiria (ovvero nello stesso posto). E se domenica scorsa Leclerc aveva escluso Vettel dalla Q3 per pochi centesimi, oggi il tedesco gli ha restituito il favore, salvo non riuscire a fare meglio che 10° alla fine, alle prese con una slitta rossa quasi incontrollabile. Peraltro Charles si è anche beccato tre posizioni di penalità per aver ostacolato Daniil Kvyat nel corso della Q2. Va detto che entrambi i ''rossi'' hanno dichiarato un assetto più improntato alla gara asciutta di domani (un po' come le due Racing Point di Stroll e Perez, scomparse nelle nuvole d'acqua del Red Bull Ring e relegate alle retrovie) e che tutti e due hanno parlato di passi in avanti rispetto alla scorsa settimana, ma se ogni nuova circostanza è in grado di palesare nuove carenze su una monoposto che sembra nata da una costola icrinata della SF90, a sua volta una sorellastra della SF71H, la situazione non è di certo ideale. Unica nota moderatamente positiva: il miglioramento delle prestazioni in rettilineo, che potrebbe tornare utile domani, nulla a che vedere con il super-motore della passata stagione...

TANTE DOMANDE E domani sarà un altro giorno, ricco, ricchissimo di spunti interessanti, e tante domande troveranno risposte nei prossimi 71 giri di pista: la Ferrari avrà davvero fatto passi in avanti sull'asciutto? Vettel e Leclerc, che partiranno nel gruppone, si daranno una mano per recuperare o si ostacoleranno? Lewis Hamilton riscatterà la gara incolore di domenica? Vincerà facile o Max Verstappen saprà (o potrà) metterlo in difficoltà? Mercedes e Red Bull avranno risolto i problemi di affidabilità? Stroll e Perez riusciranno a recuperare dalle retrovie con la loro Mercedes rosa? Sainz potrà emulare il podio di Norris o sarà facile preda di Bottas? E Albon, Ocon, Ricciardo, che faranno? Sarà un'altra gara pazza improntata sulla variabile impazzita delle Safety Car? E soprattutto, vi piace questa nuova stagione di Formula 1? A noi, per ora, sì, ma tra qualche settimana - se le Mercedes saranno già fuggite nel mondiale - ne riparleremo.


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