Autore:
Salvo Sardina

OCCHIO ALLA… LINEA Non ci perderemo in paragoni scomodi con la Formula 1 di altre epoche, quindi scordatevi pure il famoso duello tra Gilles Villeneuve e René Arnoux a Digione nel ’79. No, oggi faremo solo un piccolo (ok, non troppo piccolo) passo indietro: ricordate lo spettacolare Gran Premio del Giappone 2007, corso sotto la torrenziale pioggia del Fuji? Ecco, tralasciando il fatto che all’epoca le monoposto riuscivano ancora a correre in condizioni da bagnato – ma qualche appassionato dalla memoria lunga non avrà dimenticato i 19 giri in regime di Safety Car – negli ultimi giorni è tornato virale il video dell’entusiasmante duello per la sesta posizione tra il ferrarista Felipe Massa e la Bmw di Robert Kubica. Non Arnoux né Gilles, ma due piloti (uno dei due è ancora in griglia) che appartengono a questa generazione di assi del volante.

ECCESSIVA SEVERITÀ Basta schiacciare “Play” per capire di cosa stiamo parlando: Felipe e Robert si spintonano reciprocamente su una pista inondata d’acqua, rientrando sulla lingua d’asfalto più velocemente possibile nel tentativo di tenere la posizione. Nessun contatto, evidente rispetto nel lasciarsi spazio l’un l’altro per quanto possibile in condizioni di grip precario, e soprattutto uno show genuino che viene ricondiviso oggi a distanza di 12 anni. Le analogie e soprattutto le differenze con quanto accaduto negli ultimi due Gran Premi sono evidenti: da un lato, l’uscita di pista di Vettel in Canada ci ha dato spunti di discussione (a tratti ancora non sopiti) per settimane, mentre la doppia sanzione inflitta a Daniel Ricciardo è parsa più che altro una forzatura volta a legittimare la penalità di Montreal. Sia chiaro: nessuna delle decisioni degli steward è campata per aria, ma corretta in termini di rigida applicazione delle norme in essere. Eppure…

PARLA MASI Eppure la linea dura dei commissari inizia a creare un clima pesante tra i piloti e di sfiducia negli appassionati. Interpellato dai colleghi di Motorsport.com, il direttore di gara Michael Masi, che da quest’anno ha preso il posto che per oltre vent’anni era stato di Charlie Whiting, ha ammesso che per questo motivo la Fia potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare le regole sul rientro in pista: “La mia idea è che, se c’è un regolamento, questo debba essere tenuto stabile per tutta la stagione, perché non sarebbe saggio cambiare a campionato in corso. Però è sicuramente qualcosa che può essere migliorato in futuro, come in ogni cosa bisogna costantemente evolversi. Il Codice Sportivo Internazionale è usato come codice di condotta nella guida in pista e non può essere troppo specifico per la Formula 1, ma si tratta comunque di qualcosa che dovremo analizzare collettivamente”.   

CRITICHE DA HAMILTON Quello che è chiaro è che qualcosa dovrà essere fatto e in fretta, per evitare che questa smania da tolleranza zero di cui nessuno sentiva il bisogno, finisca per mortificare lo spettacolo in pista e induca i piloti ad astenersi dai duelli corpo a corpo. E non è certo un caso che alcune pesanti critiche alle decisioni dei commissari siano arrivate anche da Lewis Hamilton, che con una Instagram Story ha bocciato la sanzione a Ricciardo: “Questa non è una penalità, Daniel non poteva vedere la macchina al suo fianco e comunque gli ha lasciato spazio a sufficienza”. La Formula 1 è avvisata: la mano pesante non piace a nessuno e, oltre a essere in controtendenza con le decisioni prese fino al Gp del Canada di quest’anno, è in antitesi con la sua stessa essenza.


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