AGGIORNAMENTO Le ultime novità sul caso Vettel le trovate a questo link: il piano B spiegato nel dettaglio.

NESSUN RICORSO La Ferrari ha deciso: non presenterà ricorso per riottenere la vittoria conquistata in pista a Montreal da Sebastian Vettel e persa a causa di una penalità di cinque secondi ricevuta dai tre commissari scelti dalla FIA per il Gran Premio del Canada: Emanuele Pirro, Mathieu Remmerie e Gerd Ennser. C'erano 96 ore di tempo dopo la bandiera a scacchi per presentare una contestazione ufficiale alla Federazione e a Maranello le hanno spese ponderando i pro e i contro di un ricorso che aveva, però, ben poche possibilità di andare in porto, decidendo così di optare per un'altra strada.

PIANO B Ci sarebbe infatti la possibilità di un Piano B per la Ferrari. Scaduti i termini dell'appello (le 96 ore), vi sono ulteriori 10 giorni entro i quali è possibile, qualora emergessero, portare a giudizio nuovi e rilevanti elementi che potrebbero portare a una revisione del risultato. Il tutto è espresso dall'articolo 14, comma 1, paragrafo 1 del regolamento sportivo della Formula 1 e a Maranello si potrebbe sfruttare il tempo residuo che scade la domenica del Gran Premio di Francia a Le Castellet, per cavalcare l'onda emotiva suscitata da una decisione impopolare come quella di domenica. I nuovi elementi potrebbero riguardare dati telemetrici, la speranza residua è legata alle parole di Ross Brawn, che giustificando i commissari per la decisione di domenica, ha però aggiunto: "Non è facile spiegare al pubblico che vince chi ha tagliato il traguardo per secondo."

I FATTI Domenica Sebastian Vettel stava conducendo il Gran Premio del Canada sin dalla partenza, poi al 48° giro ha commesso un errore in staccata alla curva 3 andando lungo sull'erba, e rientrando in pista dopo curva 4, con Hamilton che stava sopraggiungendo a grande velocità e ha dovuto alzare il piede dall'acceleratore per non tamponare il ferrarista. La manovra di Seb non era intenzionale, ma il regolamento non parla di intenzionalità, bensì di sicurezza, e i commissari hanno giudicato "non sicuro" il ritorno in pista di Vettel infliggendogli una penalità di 5" aggiunti al suo tempo finale.

POST GARA Sebastian Vettel aveva vistosamente protestato, prima paventando di non presentarsi sul podio, poi sostituendo il cartellone davanti alla macchina del vincitore, Lewis Hamilton, con quello del secondo classificato, rifiutando infine di salire sul primo gradino del podio assieme al britannico durante la premiazione. In un primo momento le parole del team principal Mattia Binotto sembravano di accettazione della decisione dei commissari, poi però in pochi minuti era stata comunicata dalla Ferrari l'intenzione di sporgere reclamo, intenzione oggi rientrata.

CLASSIFICA INVARIATA A riportare la notizia per primo è stato il Daily Mail, autorevole quotidiano inglese che ha spiegato come Mattia Binotto abbia scritto alla FIA informandola dell'intenzione di Ferrari di non presentare più il ricorso, che avrebbe innescato una causa sportiva con pochissime possibilità di vittoria da parte della Ferrari. Resta dunque Lewis Hamilton il vincitore del Gran Premio del Canada nonché il leader della classifica con 29 punti di margine sul compagno Valtteri Bottas e ben 62 su Sebastian Vettel che, avesse vinto a Montreal sarebbe andato invece a -48.

I PRECEDENTI La decisione della Ferrari di non sporgere reclamo è stata presa anche in base all'analisi dei precedenti, come nei casi analoghi di Verstappen su Raikkonen a Suzuka lo scorso anno, che costarono 5" di penalità all'olandese, o la difesa con cambio di direzione in frenata di Vettel su Ricciardo a Città del Messico nel 2016. Inoltre, come aveva scritto La Gazzetta dello Sport martedì scorso, dagli ambienti della FIA era trapelato come la Federazione ritenesse una "perdita di tempo" un reclamo come quello Ferrari.

BUONE NOTIZIE L'unica buona notizia per i tifosi è che l'agenzia di scommesse SNAI ha deciso di pagare anche tutte le scommesse fatte con Vettel vincente, schierandosi dalla parte della Ferrari. Fior di piloti negli ultimi giorni si sono schierati dalla parte di Vettel, definendo una "decisione assurda" quella presa dei commissari, da Mario Andretti a Nigel Mansell, da Alain Prost a Jacques Villeneuve, ma anche Martin Brundle, Damon Hill, Jenson Button e Daniel Ricciardo. Altri hanno invece puntato il dito contro "il teatrino" messo in piedi da Sebastian Vettel a fine gara, soprattutto Nico Rosberg e Ralf Schumacher, con quest'ultimo che ha addirittura invocato una squalifica per il tedesco.

 


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