Autore:
Salvo Sardina

PAGELLE MONTREAL Il Gran Premio del Canada ci ha regalato la settima vittoria su sette della Mercedes, con Lewis Hamilton adesso a +29 sul primo degli inseguitori in classifica, il compagno di squadra Valtteri Bottas. A tagliare per primo il traguardo è stata però stavolta la Ferrari di Sebastian Vettel, leader praticamente per tutta la gara prima di essere penalizzato dopo la bandiera a scacchi per una manovra giudicata irregolare ai danni del rivale di casa Mercedes. Una decisione destinata a far discutere a lungo e contro la quale la Ferrari ha annunciato l’intenzione di volersi appellare. Ecco le pagelle del Gran Premio del Canada, settima prova del campionato del mondo 2019 di Formula 1.

LEWIS HAMILTON Raggiunge Michael Schumacher a quota sette vittorie a Montreal, ma stavolta ci mette davvero poco del suo immenso talento. Il britannico manca la pole position e in gara si rifà sotto a Sebastian Vettel soltanto una volta montate le gomme Hard, evidentemente le “scarpe” ideali per la sua W10. Induce il tedesco all’errore e poi, una volta saputo della penalità inflitta al rivale, si limita a restare entro i cinque secondi di gap. Anche nei suoi weekend meno esaltanti, non sbaglia mai (se non al venerdì) e torna a casa con il massimo dei punti. Voto 8

SEBASTIAN VETTEL Non c’è alcun dubbio che sia lui il vincitore morale del Gp del Canada. Il tedesco ottiene una pole position da brividi al sabato e poi conduce senza problemi la gara nonostante una monoposto probabilmente meno performante rispetto a quella dello storico rivale, specie con gomme dure. Commette una sola piccola sbavatura che – come spesso gli accade da quando è in Ferrari – finisce per costare carissima. Taglia il traguardo davanti a tutti ma è secondo per effetto della penalità di cinque secondi inflittagli dai severissimi steward. Se non è una beffa questa… Voto 8.5

CHARLES LECLERC Sbaglia in qualifica nel momento in cui la prima fila sembrava a portata di mano, poi in gara quasi mai riesce a tenere il ritmo dei due leader. Praticamente mai inquadrato dalle telecamere nella seconda parte di Gp, si avvicina al duo di testa solo sul finale, quando le sue gomme sono in condizioni leggermente migliori. La strategia scelta per lui dal muretto Ferrari sicuramente non lo aiuta, ma l’impressione è che il terzo gradino del podio fosse il massimo risultato cui oggi il monegasco potesse ambire. Un’iniezione di fiducia dopo lo stop di Monaco, ma Vettel e Hamilton (per adesso) hanno una marcia in più. Voto 6.5

VALTTERI BOTTAS L’errore in Q3 è al limite dell’imbarazzo, ma è anche molto fortunato a poter proseguire le qualifiche. In gara non riesce a incidere, bloccato alle spalle di Gasly prima e Ricciardo poi: davvero troppo poco per uno che siede al volante di una Mercedes così performante. Dicevamo che per lottare contro Hamilton sarebbe servito un Bottas in modalità Rosberg, determinato a vincere e assolutamente perfetto in ogni occasione. E invece il compagno gli esulta in faccia da tre gare, mentre lui per il secondo Gp di fila chiude al quarto posto (a Monte Carlo il podio è arrivato solo per effetto della penalità inflitta a Verstappen). Con Lewis già a +29 urge un’inversione di rotta per dimostrare che le prime gare del 2019 non sono state solo un’illusione. Voto 5

MAX VERSTAPPEN Rimonta dalla nona posizione di partenza con una strategia incentrata su un primo lunghissimo stint con gomme Hard, magari nell’attesa di una Safety Car che però non è mai arrivata. In alcuni momenti sembra persino in grado di impensierire Bottas per la quarta piazza, ma poi è il finnico a cambiare passo una volta montate le Pirelli “bianche”. Paga l’errore del muretto che gli è costata l’eliminazione in Q2, ma il quinto posto era probabilmente il massimo cui poteva ambire la deludente Red Bull in versione canadese. Voto 7

DANIEL RICCIARDO Big Smile è tornato. L’ha fatto sin dal sabato, prendendosi il quarto posto in griglia di partenza – davanti a entrambe le Red Bull – prima di presentarsi davanti alle telecamere di Sky con una delle sue solite irresistibili battute all’indirizzo dell’ex mentore Helmut Marko: “Più tardi andrò a salutarlo”. Anche in gara la sua Renault si mostra in grande crescita, con Daniel che si permette addirittura il lusso di respingere per diversi giri gli attacchi di uno spento Bottas. Uno come lui manca (e tanto) nella lotta per le prime posizioni, l’augurio è che la Losanga mantenga questo step di crescita e si avvicini quanto più possibile. Voto 9

PIERRE GASLY Con il compagno relegato in nona posizione dopo l’errore del muretto in Q2, aveva l’opportunità di essere, per una volta, l’uomo di punta di casa Red Bull. Dopo una partenza ordinata in quinta posizione si perde nei meandri del gruppo in seguito al pit-stop anticipato. Non una strategia molto favorevole, va detto. Ma la differenza di ritmo rispetto al compagno di squadra è decisamente imbarazzante. Voto 4

LANCE STROLL Il Canada sembra rivitalizzarlo anno dopo anno. Il giovane idolo del pubblico di casa, dopo le qualifiche horror, riesce a portare la sua – non certo irresistibile – Racing Point fino alla zona punti. Un risultato notevole considerando la diciottesima casella di partenza e la rottura della nuova power unit Mercedes che lo ha costretto a prendere il via con un motore che aveva già alle spalle ben sei weekend di gara. Essere il figlio del proprietario del team certo aiuta, ma il ragazzo non è così scarso come si potrebbe pensare. Voto 8

ANTONIO GIOVINAZZI Un po’ come Raikkonen, sta decisamente soffrendo la preoccupante involuzione prestazionale della sua Alfa Romeo. Il rookie pugliese, per di più, è tutto fuorché fortunato: in PL1 sbaglia e finisce a muro mentre sabato, pur battendo l’esperto compagno di squadra, viene eliminato anche a causa della bandiera rossa che ha messo fuori gioco Verstappen. In gara, prima tocca il muro dei campioni e poi perde il controllo della vettura andando in testacoda. Si trovava in zona punti e, sebbene la top-10 sarebbe probabilmente sfuggita in ogni caso, l’errore è troppo appariscente per passare inosservato. Chiudere tredicesimo davanti a un Raikkonen impalpabile per tutto il weekend non è sufficiente. Servono dei punti per l’iniezione di fiducia che potrebbe far svoltare la stagione. Voto 5

KEVIN MAGNUSSEN Finisce violentemente a muro in Q2 rovinando anche al compagno di squadra un weekend che sembrava promettere bene grazie alla potente power unit Ferrari. Parte dalla pit-lane ma non riesce a risalire il gruppo. Si lamenta via radio etichettando la gara come la peggior esperienza della propria vita al volante di una macchina da corsa, ma viene (giustamente) rimproverato in mondovisione dal severo team principal Gunther Steiner. Voto 3


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