Autore:
Salvo Sardina

AGGIORNAMENTO Le ultime novità sul caso Vettel le trovate a questo link: la Ferrari non presenterà ricorso ma c'è un piano B che punta alla revisione del risultato.

STRASCICHI POLEMICI Era inevitabile: a due giorni dalla conclusione del Gp del Canada, si continua ancora a discutere della sanzione di 5 secondi che ha impedito a Sebastian Vettel e alla Ferrari di portare a casa la prima vittoria stagionale. E mentre dalla stampa tedesca è trapelato che anche la Mercedes è finita sotto investigazione al termine della gara di domenica scorsa, la scuderia di Maranello ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso. Come stanno effettivamente le cose?

RICORSO IN APPELLO Togliamoci subito il dente: il ricorso della Ferrari ha scarsissime possibilità di essere accolto. Di base, come sottolineato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il vero problema è di carattere regolamentare, visto che il codice sportivo internazionale cui il documento della Fia fa riferimento, vieta di appellarsi contro le penalità di tempo come quella inflitta a Seb a Montreal. E poco importa che nel comunicato che ufficializza la sanzione sia esplicitamente prevista la possibilità di presentare ricorso: si tratta infatti di una dicitura standard presente in tutti i documenti emessi dal collegio dei commissari, giusto nel caso in cui ci fossero dei meri errori procedurali.

SCELTA UNANIME D’altro canto, gli steward capitanati da Emanuele Pirro – il quale ha anche confessato di aver persino ricevuto minacce di morte sui social – hanno preso la decisione all’unanimità dopo aver visionato svariate volte i filmati. Nello specifico, a prescindere dalla volontarietà di danneggiare Hamilton, i commissari hanno punito l’effetto della manovra del ferrarista, che ha costretto il britannico a frenare bruscamente – le “azioni evasive” descritte nel comunicato ufficiale, evidenziate anche dalla telemetria – per evitare il contatto. Insomma, si attende ancora la parola fine, ma non è un mistero che le istanze Ferrari riceveranno una risposta negativa dalle alte sfere Fia di Parigi.

GIALLO MERCEDES. A proposito di Federazione, secondo quanto riportato da Auto Motor und Sport, la Mercedes è stata sotto investigazione in seguito al problema idraulico patito prima del via da Lewis Hamilton. Sulla W10 si è infatti evidenziata una perdita di liquidi, con i meccanici di Brackley autorizzati a intervenire senza rompere il regime di parco chiuso (e quindi incorrere in penalità). Al termine della gara il delegato tecnico Fia ha verificato l’utilizzo di un sistema idraulico differente da quello originario, ma ha deciso di non sanzionare – in quel caso sarebbe arrivata una squalifica – Hamilton perché le nuove componenti funzionavano allo stesso modo di quelle rimpiazzate. Un altro aspetto che certamente non farà contenti i supporter del Cavallino…


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