Autore:
Alberto Raverdino

IL VIAGGIO IN MOTO Non c’è nulla di meglio per liberare la mente che saltare in moto e lasciarsi alle spalle la città e, con lei, anche tutte quelle piccole e grandi rotture di scatole della quotidianità. Suzuki conosce bene noi motociclisti e così si è inventata una presentazione un po’ atipica,  #suzukiswitch, fuori dagli schemi, per riportare sotto i riflettori un suo grande cavallo di battaglia. Sto parlando della V-Strom 650, arrivata in redazione nella versione XT ABS Kit Action più ricca di accessori,  con il pieno di benzina, un TomTom con un itinerario pre-impostato e un appuntamento da rispettare. La puntualità è d'obbligo.

ATTO PRIMO, LA A1 Il navigatore segna poco più di 350 km all’arrivo, da Milano città fino al cuore degli Appennini.  Prima di partire, però noto come sia semplice e veloce inserire il bagaglio nelle borse laterali in alluminio. Sono davvero capienti e pratiche, anche se la loro presenza rende un esercizio piuttosto ardito lo slalom tra le macchine in città. Con questa configurazione, l’ingombro laterale è davvero importante tanto che non vedo l’ora di infilarmi prima in tangenziale e poi in autostrada. Superato il casello, la musica cambia e, grazie a una buona protezione aerodinamica, conviene tener d’occhio il tachimetro digitale per non superare inavvertitamente i limiti consentiti. Vibrazioni pressoché assenti e posizione in sella davvero comoda fanno digerire in un fiato i chilometri che mi separano da Cesena senza particolari stress. Semplicemente ottimo.

SLALOM GIGANTE Chi non conosce la V-Strom 650 potrebbe pensare che questi centimetri cubi siano un po’ pochini per garantire vero godimento nella guida nel misto veloce, quello in cui m’imbatto appena uscito dall’autostrada. La realtà è diversa: nonostante la scheda tecnica non sia da pelle d’oca (ci sono 69 cv per oltre 210kg di peso in ordine di marcia), l’erogazione del bicilindrico è piena e corposa fin dai bassi regimi. Anche l’allungo non manca, a patto di mungere il gas nelle marce più alte, dalla terza in su. E tra i curvoni si apprezza ancora di più il magnifico equilibrio tra ciclistica e motore.

SLALOM SPECIALE Lo scenario cambia in fretta e, seguendo il road book Suzuki, mi trovo davanti oltre 100 km di statali più tortuose e guidate, immerse nel cuore degli Appennini. Attraverso così Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Badia Tedalda, Piandimeleto, Urbania Acqualagna, Fossombrone fino ad arrivare a destinazione, dalle parti di Fano. Qua il tragitto si fa più interessante, peccato solo per le condizioni dell’asfalto non del tutto perfette. Le gibbosità e increspature, rovinano la festa, ma tutto sommato mettono in buona luce le qualità indiscutibili del telaio e delle sospensioni della V-Strom 650XT, capaci di regalare una bella precisione di guida. La moto è così a punto che mi trovo presto a tenere un’andatura da sportiva Doc, per la quale vorrei forse un avantreno un po’ più carico, per “sentire” di più la moto in ingresso di curva. In realtà, però, sono io che sto esagenrando: la V-Strom 650 va benone così, si guida alla grande ed è facilissima, tanto da sembrare teleguidata.

TASSELLO PART-TIME Il secondo giorno trovo una sorpresa: mamma Suzuki mi fa trovare la V-Strom con gomme tassellate. Ecco quindi sui cerchi a raggi una coppia di Pirelli Scorpion Rally, l’ideale per passare da On a Off e per dimostrare una volta di più l’enorme versatilità di questo modello. A questo proposito vale la pena fare un piccolo approfondimento: queste gomme non sono omologate per questa moto, o meglio, la gomma, solo se M+S, con codice di velocità inferiore rispetto a quello omologato, è concessa nel periodo invernale (fino al 15 aprile). Quindi, chi volesse dotare di artigli la propria V-Strom tenga conto di questo aspetto o ricerchi sul mercato gomme tassellate capaci di rispettare appieno le specifiche indicate sul libretto di circolazione.

STRADE BIANCHE Il giro prevede poco più di 70 km, di cui solo una ventina abbondante di asfalto e tutto il resto tra la polvere. Si tratta soprattutto di normali strade bianche, dove la V-Strom si comporta più che bene, senza particolari affanni, anche se la sua anima stradale rimane sempre bene in vista. La guida in piedi non è tra le più comode visto che il manubrio basso costringe ad ingobbirsi un po’ e la sella larga non è l’ideale per essere stretta dalle ginocchia. Nonostante poi i rapporti del cambio siano un po’ lunghi, l’elasticità del motore aiuta ed è facile godersi il panorama, che qua è davvero incantevole.   

GIOCO SPORCO Con la V-Strom 650 XT affronto comunque anche tratti più impegnativi e fangosi, con profonde pozze di fango argilloso. Scopro così come questa Suzuki sappia venir fuori dai guai, sempre e comunque. Intendiamoci, la moto non ha alcuna pretesa di “vendersi” per un’enduro vera e propria. Molte sue caratteristiche, come la scarsa luce a terra, la limitata escursione delle sospensioni e il peso, rendono questo esercizio solo un pelo più impegnativo, eppure, lei ce la fa, non molla. E il fatto che esca a testa alta da questi percorsi la dice lunga sulla bontà di un progetto che da più di dieci anni regala parecchi sorrisi dietro le mentoniere dei caschi.

FACCIAMO I CONTI La moto che ho usato per questo test, la Suzuki V-Strom 650 XT Fun Ride, costa 9.190 euro (8.590 la base). Solo fino alla fine di maggio invece la V-Strom 1000, in versione Kit Action, viene proposta a 12.490 euro. Volendo, fino al 31 maggio la V-Strom 1000 è in promozione anche con la versione No Compromise a 13.990 euro: di serie paramani, manopole riscaldate, barre paramotore, fendinebbia a Led, set adesivi, puntale, borse laterali e cavalletto centrale.


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