Prova su strada
Kawasaki Vulcan 70 by Mr Martini: la prova

Kawasaki Vulcan 70
by Mr Martini: la prova

Kawasaki Vulcan 70 by Mr Martini si ispira alle celebre 500 H1 Mach III. E' tirata in 100 pezzi numerati e costa 10.990 euro

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Autore:
Paolo Sardi

LA TRASFORMISTA Visitando il sito di Kawasaki, si trova la Vulcan S nella sezione Classic & Custom. Questo modello ha però doti di trasformismo degne del miglior Arturo Brachetti e ogni definizione le calza stretta. Per lei esiste infatti la linea Ergo-Fit, composta da due manubri, tre selle e altrettante soluzioni per la posizione delle pedane che permettono di adattarla alle proprie esigenze e di configurarla più come custom o come naked. Quanto basta per farne anche un’ottima base per una special e fare di lei una tentazione irresistibile per Nicola Martini, dal cui atelier veronese esce il progetto Kawasaki Vulcan 70 by Mr Martini.

UNA FACCIA, UNA RAZZA Il customizer veneto ha trovato ispirazione negli Anni 70, un’epoca di grande fermento e nella quale Kawasaki ha trovato la sua definita consacrazione con vere e proprie icone a due ruote, come la gamma delle tre cilindri a due tempi. Tra loro, quella che ha lasciato un segno più profondo è forse la Kawasaki 500 H1 Mach III e proprio a lei, nella versione H1/D del ‘73/'74, strizza l’occhio la Kawasaki Vulcan 70 by Mr Martini.

LA CARICA DEI 100 La moto – va detto subito - non è una semplice one-off bensì una serie speciale a tiratura limitata di 100 pezzi numerati, che sono confezionati con il montaggio di un kit studiato da Mr Martini. I primi esemplari finiti sono già marcianti mentre gli altri sono prenotabili in tutte le concessionarie Kawasaki. Il prezzo è di 3.500 euro per il kit o di 10.990 per la moto completa e, vista la resa estetica e la qualità dei componenti, si tratta di una cifra interessante.

PEZZI PREGIATI L’elenco dei pezzi speciali è davvero molto lungo. Apre di diritto la lista lo spettacolare scarico Zard (omologato), seguito da sella doppia, codino, fianchetti, set pedane e leve Tarozzi con relativi supporti, manubrio, faro cromato come i suoi attacchi, frecce old style, porta targa e, dulcis in fundo, c’è la verniciatura bicolore con filetto bianco. Quest’ultima è realizzata utilizzando le medesime vernici impiegate a suo tempo dalla Kawasaki e due sono le tinte scelte da Mr Martini per la sua Vulcan 70: il verde, abbinato alla sella nera, e il rosso, che fa il paio invece con un rivestimento beige. Tutti i pezzi si montano senza modifiche alla moto e sono perfettamente in regola con il Codice della Strada.

A RICHIESTA Per gli incontentabili ci sono poi a richiesta accessori come i cerchi a raggi (per pneumatici tubeless), specchi e parafango anteriore cromati, soffietti in gomma per la forcella, borsa da serbatoio, porta chiavi e porta documenti in pelle. Ora rifatevi puire gli occhi sfogliando la galleria immagini ma poi scendete più in basso, per leggere come va questa Vulcan 70.

Foto di Michelangelo Agostinetto

COME VA Sedendosi bendato sulla Kawasaki Vulcan 70 di Mr Martini, nessuno direbbe mai di trovarsi su una Vulcan S e neppure su una sua lontana parente. Il pilota della Vulcan 70 è più eretto, in una posizione più attiva, con un manubrio che dà l’idea di avere tutto sotto controllo e pedane ben centrate. La sella consente comunque a chiunque di poggiare bene i piedi a terra e, cosa molto importante, dà la possibilità di arretrare a piacere, sfruttando eventualmente lo spazio pensato per il passeggero.

DOCILE E UBBIDIENTE Una volta in movimento, è un piacere scoprire come la moto sembri più leggera di quanto dichiarato dalla Casa. Il merito va soprattutto alla misura delle ruote (120/70R18 quella anteriore, 160/60R17 la posteriore), che regalano una buona agilità anche negli spazi stretti, alla faccia di un interasse di 1.575 mm e di un cannotto di sterzo inclinato di 31°. Queste geometrie tradiscono l’origine cruiser e si fanno sentire solo nelle curve più strette prese con il coltello tra i denti, anche se la nuova posizione di guida rende semplice portare la moto sulla traiettoria desiderata. Questa Vulcan non nascerà insomma per battagliare con gli smenettoni sui passi appenninici ma, con una condotta pulita, permette di togliersi non poche soddisfazioni anche nel misto.

TUTTI D’ACCORDO D’altro canto, come già detto a suo tempo, in occasione della prova della Vulcan S, l’assetto ha una taratura indovinata. Le sospensioni mettono d’accordo chi ama la guida dinamica e chi, invece, vuole godersi il panorama in panciolle o esibire questa special nelle vie del centro. Sullo sconnesso il comfort è piuttosto buono e solo l’ammortizzatore laterale risponde in modo un po’ brusco sui tombini e sulle buche più secche. Nulla di cui lamentarsi troppo, però. Piuttosto, vale la pena di sottolineare come con il busto più proteso in avanti si contrasti meglio la pressione dell’aria in velocità nelle gite fuoriporta.

FACTOTUM L’ultimo plauso va al motore, che si presta bene a ogni utilizzo, con il suo funzionamento rotondo e la sua erogazione regolare, ammorbidita rispetto a quella delle cugine ER-6 e Versys. La scheda tecnica parla di un potenza massima di 61 cv e di un picco di coppia di 63 Nm ma, al di là dei numeri, piace il modo in cui sa rispondere anche in ripresa, pronto poi ad allungare quando si insiste con il gas, anche se con qualche vibrazione. L’unica nota stonata viene dal cambio, duretto e con una folle difficile da trovare, anche se va detto che i clienti riceveranno la moto con un leveraggio modificato, che dovrebbe migliorare le cose.

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO CABERG DOOM  Questo jet Caberg ha una calotta in fibra di vetro, kevlar e carbonio dalle dimensioni molto compatte e dal peso contenuto, di poco superiore agli 800 grammi. Il principale elemento distintivo del Doom sono le quattro prese d'aria circolari passanti, che garantiscono un'aerazione eccezionale in estate e che possono essere chiuse da oppositi tappi nelle giornate fredde e piovose. Gli interni sono estraibili e lavabili, oltre che molto confortevoli, capaci di fasciare bene il capo con una pressione omogenea su tutta la testa. La chiusura sfrutta una fibbia micrometrica, mentre per i viaggi ci sono due soluzioni: una pratica visiera antigraffio, compresa nella confezione, oppure i classici occhialoni, dispobili in opzione.

GIUBBOTTO DAINESE BLACKJACK Questo giubbotto coniuga un aspetto vintage a un taglio urban e la sua morbida pelle bovina lo rende particolarmente comodo da indossare. Il fatto di essere alla moda non è un limite dal punto di vista tecnico, grazie alla cerniera per il fissaggio ad eventuali pantaloni coordinabili, alla regolazione in vita e alla fodera Tech Frame, che regola la temperatura interna. In materia di sicurezza si segnalano le protezioni suoi gomiti e sulle spalle, oltre alla predisposizione per ospitare il paraschiena. Le due tasche esterne e quella interna sono protette da una zip e decisamente ampie. L’unico appunto si può fare al collo, che resta un po’ largo anche quando viene chiuso con l’ultimo bottone. Le misure disponibili sono dalla 46 alla 60.

GUANTI DAINESE X-RUN I guanti Dainese X-RUN hanno taglio corto e un aspetto decisamente sportivo. Il loro biglietto da visita sono le nocche Ergo-Tek in acciaio, che lasciano una buona mobilità alla mano pur assicurando una notevole protezione in caso di urto. La vestibilità è comoda, con un giusto rapporto tra l’ampiezza del palmo e la lunghezza delle dita e con una semplice regolazione sul polso tramite Velcro. Perfetti per la stagione estiva ma adatti anche alla primavera e all’autunno, Gli X-RUN hanno rinforzi sul palmo e sul mignolo e, grazie alla buona sagomatura, non infastidiscono neppure nella guida arrembante. Le taglie vestono dalla XS alla XXXL.

PANTALONI DAINESE BONNEVILLE SLIM Questi jeans sono il prodotto giusto per chi cerca un capo di pesantezza media e vestibilità slim, che si presti bene a un uso in borghese ma senza rinunce dal punto di vista tecnico. Caratterizzati da una punta di blu indovinata, i Bonneville hanno protezioni morbide Pro-Shape sulle ginocchia, che non danno nell’occhio ma che assorbono bene gli eventuali impatti. Anche gli inserti con maglina in fibra di kevlar sono molto discreti ma limitano i danni al fondo schiena in caso di scivolata. La qualità percepita è elevata, grazie un’attenzione maniacale al dettaglio. Un esempio? Se si risvolta l’orlo si scoprono una cucitura rossa e un inserto rifrangente, identici a quelli sulle tasche posteriori. Le taglie vanno dalla 28 alla 44.

SCARPE TCX X-GROOVE WP Queste scarpe vintage in pelle scamosciata hanno un taglio da sneaker alte e una comodità che le rendono perfette per un uso a 360 gradi, anche una volta scesi dalla moto. Complice il plantare anatomico sono ideali pure quando si fanno lunghe camminate. Ciò non toglie però che, una volta in sella, facciano il loro lavoro alla grande facendo sentire il pilota sicuro e protetto.L'area dei malleoli, il calcagno e la punta sono rinforzati, mentre l'interno ha una leggera membrana soft touch che rende la calzata più confortevole e che ha anche il pregio di essere impermeabile. Le X-Groove WP sono disponibili in nero o in grigio e nelle taglie dalla 36 alla 48.


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Modello / Versione MY Potenza Prezzo
Kawasaki Vulcan S S 48 CV MY 2017 48 Cv / 35 Kw 7.640 €
Kawasaki Vulcan S S MY 2017 61 Cv / 45 Kw 7.640 €
Kawasaki Vulcan S Café 48 CV MY 2017 48 Cv / 35 Kw 8.040 €
Kawasaki Vulcan S Café MY 2017 61 Cv / 45 Kw 8.040 €
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