Yamaha R7 2026: la recensione completa su strada e pista
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Yamaha R7 2026: bastano 73 cavalli per godere? La prova


Avatar di Danilo Chissalé, il 17/04/26

31 minuti fa - Migliora tanto la piccola supersportiva. Scopri quanto nell'articolo

Più elettronica, più comfort e ancora più divertente tra i cordoli: la R7 di seconda generazione punta al vertice della categoria

Quando nel 2021 Yamaha svelo' la prima R7, le reazioni furono tiepide. Troppo 'docile' per chi ricordava l'OW-02. Eppure la piccola sportiva di Iwata aveva qualcosa da apprezzare: un telaio efficace per la categoria, un motore CP2 brioso e piacevole da utilizzare su strada e un'ergonomia capace di sorprendere tra i cordoli. Nel tempo, anche grazie al legame con il mondo racing e un monomarca a lei dedicato, il pubblico l'ha rivalutata. Nell'ultimo periodo però il segmento s'è riempito dirivali interessanti, rendendo quasi obbligatorio un aggiornamento. Oggi Yamaha torna con laR7 2026: il ''make over'' è estremo e tocca estetica, tecnica e dotazione. L'ho messa alla prova su strada e in pista per capire se vale davvero l'aumento di prezzo e se regge il confronto con le rivali di categoria.

La R7 si inserisce nella prestigiosa famiglia R-Series, quella che fin dalla prima R1 del 1998 ha segnato svolte importanti nel mondo delle supersportive. Con la versione introdotta nel 2021, Yamaha aveva puntato su un pubblico giovane, proponendo una moto ispirata alle corse ma fruibile nella quotidianità. Questa nuova versione 2026 accentua l'evoluzione su tutti i fronti, per restare competitiva in una categoria che si fa sempre più tecnica.

I concorrenti non mancano:Aprilia RS660, Triumph Daytona 660, Kawasaki ZX-4RR, Honda CBR650R, Suzuki GSX-8R, CFMoto 675SR-R, QJ Motor SRK 800 RR e Zontes 703RR — tutte accessibili in configurazione A2. È un segmento affollato e agguerrito, che ha costretto Yamaha a rivedere la propria proposta in modo radicale.

COM'È FATTA: DESIGN, TELAIO E NUOVO ASSETTO

Yamaha R7 2026, la livrea 70° Anniversario richiam quella della OW-02Yamaha R7 2026, la livrea 70° Anniversario richiam quella della OW-02

A colpo d'occhio, la R7 2026 porta avanti il family feeling della R-Series con ancora più convinzione. Il parafango anteriore adotta un condotto a forma di 'M', il faro singolo centrale diventa un elemento identitario forte, la carena si fa ancora più snella con una sezione frontale ridotta per ottimizzare l'aerodinamica. Gli indicatori laterali sono integrati negli specchietti, contribuendo a quell'immagine filante che richiama direttamente la YZR-M1 del MotoGP. Le livree disponibili sono tre: Icon Performance, Midnight Black e la speciale Anniversary White, la bianca e rossa in edizione limitata per i 70 anni di Yamaha, ispirata alla leggendaria R7 del 1999.

Il telaio rinnovato

Il telaio in acciaio è stato completamente rielaborato: tubi con diametro e spessore rivisti, piastre di rinforzo nel supporto centrale, forcellone nuovo, piastre di sterzo più leggere. La forcella rovesciata KYB da 41 mm — completamente regolabile — è stata alleggerita di circa 350 grammi, senza rinunciare a un'impostazione più rigida torsionalmente. Anche il mono posteriore KYB è regolabile. Il risultato: rigidità strutturale incrementata (fino al 13%) in tutte le direzioni, a parità di peso.

I cerchi Yamaha SpinForged riducono le masse non sospese - 500 g - e migliorano la precisione di risposta, calzando pneumatici Bridgestone Battlax Hypersport S23 di ultima generazione — un aggiornamento rispetto agli S22 della prima R7.

Ergonomia ripensata

Uno dei punti critici della prima R7 era la posizione di guida: i semimanubri bassi e spioventi esaltavano la sportività ma pesavano sull'uso stradale. Yamaha ha ascoltato le critiche. Il manubrio è stato riposizionato, il serbatoio ridisegnato per offrire maggiore libertà di movimento in sella, e l'altezza della sella è stata abbassata di 5 mm — da 835 a 830 mm — facilitando l'accesso. Le pedane, derivate dalla R1, completano le modifiche del triangolo ergonomico, andando ad affiancare un serbatoio ridisegnato per dare meno intralcio nella guida, più compatto ma allo stesso tempo più capiente di 1 litro.

IMU a 6 assi e suite completa di controlli

Se c'è un aspetto in cui la R7 2026 segna un vero salto generazionale, è l'elettronica. La prima versione viaggiava praticamente senza ausili — una scelta filosofica coerente ma che cominciava a sembrare anacronistica. Questa nuova generazione ribalta completamente la situazione. Al cuore del sistema c'è un'IMU (Inertial Measurement Unit) a 6 assi, ereditata dalla R1, che misura in tempo reale accelerazioni e movimenti in tutte le direzioni. Questi dati alimentano una suite completa di controlli: TCS (controllo trazione regolabile), SCS (controllo stabilità laterale), LIF (gestione impennata), BC (sistema frenata avanzato), EBM (freno motore variabile), BSR (regolatore slittamento posteriore) e LC (launch control). A tutto questo si aggiunge l'acceleratore elettronico Y-CCT, con tre modalità preimpostate — SPORT, STREET, RAIN — e due profili personalizzabili via app MyRide o strumento.

Quickshifter bidirezionale di terza generazione

Addio al quickshifter monodirezionale senza blipper della prima R7, che tra l'altro era optional. Il nuovo QSS di terza generazione consente cambiate ascendenti e discendenti senza usare la frizione. La dentatura è stata rivista dalla prima alla terza marcia, con gli angoli dalla quarta alla sesta modificati per cambi più rapidi e morbidi. Una chicca da vera moto racing? Il cambio può essere rovesciato in pochi secondi, pronti per assaltare i cordoli?

Connettività e display TFT

Yamaha R7 2026, la strumentazione è decisamente migliore rispetto al passatoYamaha R7 2026, la strumentazione è decisamente migliore rispetto al passato

Definitivamente archiviato il vecchio quadrante con scarsa leggibilità. La R7 2026 monta un display TFT a colori da 5 pollici con quattro temi selezionabili — tra cui una modalità 'Track' con cronometro, telemetria e pit baord virtuale. Attraverso l'app Y-TRAC Rev  si possono  registrare tempi sul giro, angolo di piega e livelli di assistenza elettronica per l'uso in pista.

COME VA SU STRADA E IN PISTA

Yamaha R7 2026, su strada il comfort migliora, ma solo leggermenteYamaha R7 2026, su strada il comfort migliora, ma solo leggermente

In sella: più comfort, ma la rivoluzione è altrove

La prima cosa che si nota, saliti in sella alla nuova R7, è che il confronto con il modello precedente è meno impietoso di quanto si potrebbe pensare. Le modifiche introdotte al triangolo ergonomico rendono la nuova sportiva di Iwata un pochino più gentile sulle articolazioni, ma va detto che tra le competitor c'è ancora chi riesce a far di meglio. La posizione in sella rimane più da pistaiola vera che da sportiva stradale, un vantaggio per i giovani che sognano in grande, meno per chi, come me, inizia ad avere qualche pelo bianco nella barba e ha giunture cigolanti.

I veri upgrade in tema comfort stradale sono piuttosto l'introduzione del cambio elettronico bidirezionale e del cruise control, preziosi alleati per tutti quegli smanettoni che per andare alla ricerca della guida sportiva macinano chilomentri nel weekend.  

Su strada: il CP2 in forma smagliante

Il motore CP2 da 689 cc non è stato stravolto, anzi, guardando la scheda tecnica si potrebbe pensare che in Yamaha si siano quasi dimenticati di aggiornarlo. I valori di picco per potenza e coppia sono ancora di 73,4 CV e 68 Nm ma, grazie al nuovo comando del gas elettronico, l'erogazione è più fluida e modulabile, priva di strappi anche nelle aperture brusche in uscita di curva oltre che più piena lungo tutto l'arco del contagiri. In modalità Street i 73 CV e i 68 Nm di coppia si esprimono con linearità, la Rain è utile solo quando l'asfalto è davvero al limite dell'impraticabile, la Sport invece è quella che farà senz'altro contenti i giovani smanettoni, che potranno sfruttare tutta la proverbiale prontezza ai bassi del CP2 che, nelle marce più basse, fa alleggerire l'anteriore quasi come sulla sorellina più teppisticaMT-07

Il TCS interviene con discrezione quando l'asfalto si fa viscido, senza mai spezzare il ritmo di guida, lo stesso si può dire dell'antibloccaggio. Il quickshifter bidirezionale è come detto la novità più apprezzata nell'uso quotidiano e sportivo: il feeling alla leva è leggermente contrastato, Yamaha ci ha abituato a cambi migliori, ma rispetto al vecchio il salto in avanti è evidente.

Tra le curve è da 10, più efficace con la nuova ciclistica

Yamaha R7 2026, tra le curve convince anche i più espertiYamaha R7 2026, tra le curve convince anche i più esperti

Snella e leggera la R7 lo era già, con l'ultimo aggiornamento diventa ancor più efficace e precisa, grazie alla componentistica evoluta. Le sospensioni hanno una taratura che reputo azzeccata per una moto di questa tipologia: non puniscono sulle buche e ripagano con una precisione da sportiva di alto rango, con maggior precisione rispetto al passato in frenata e nelle curve affrontate ad alta velocità. Grazie al nuovo link al posteriore, anche il mono ammortizzatore sembra più confortevole che in passato. I confronti a distanza non sono mai accurati al 100%, ma la frenata mi è sembrata migliore e più adeguata ad una moto ''tutto pepe'' come la R7.

Tirando le somme, tra le curve sia che si guidi in modo rilassato, sia che si adotti uno stile più sportivo, la R7 colpisce per il suo equilibrio generale. È intuitiva e accessibile, ma non banale, capcae di far divertire sia il neofita - senza punirlo in caso di piccoli errori di guida - sia il motociclista più esperto che con “soli” 74 CV,  può per una volta sfruttare a pieno le prestazioni del motore anche lontano dai cordoli di un circuito e, a tal proposito...

In pista: dove la R7 si esalta davvero

Yamaha R7 2026, in pista si conferma affilata e divertenteYamaha R7 2026, in pista si conferma affilata e divertente

Se su strada la nuova R7 sorprende per l'equilibrio migliorato, è tra i cordoli che la 2026 mostra la differenza più netta rispetto alla prima generazione. Mettete insieme un telaio più preciso, sospensioni migliorate, cerchi alleggeriti, un motore ancora più corposo e l'elettronica di gestione di una delle sportive più bilanciate sul mercato e otterrete un piccolo razzo perfetto per muovere i primi passi in pista o divertirsi tra i cordoli di un circuito da fuori di testa come il ''Circuito do Sol'', scenario del test: un condensato di circuiti leggendari adagiato tra le colline portoghesi.

Avere solo 73 CV da gestire, fidatevi, è stato un sollievo quando l'80% delle curve sono cieche e con pendenze da lunapark. Ok, il limite rispetto ad altre moto di pari categoria è ancora evidente in termini di velocità massima, ma il nuovo carattere del CP2 in versione ''hi-tech'' mi ha convinto per precisione d'erogazione e spinta ai medi e bassi regimi. Per il resto, la R7 non ha nulla da invidiare alle sorelle maggiori della famiglia R/Series in gamma. La ciclistica - opportunamente regolata, al pari degli pneumatici per l'uso in pista- è un punto di forza della sportiva Yamaha, la R7 disegna traiettorie precise, scende in piega svelta e, rispetto al passato, quando c'è da attaccarsi ai freni non ti pianta in asso. L'ABS da fastidio quando si alza il ritmo? Nessun problema, ora è regolabile e disinseribile per i veri pro. Anche gli aiuti alla guida tornano utili, come ho avuto modo di verificare personalmente con il controllo di trazione, che mi ha salvato la pellaccia quando ho azzardato un po' troppo con il gas e l'angolo di piega su uno dei tanti scollini del circuito lusitano, ma lo ha fatto in maniera discreta.

Yamaha R7 2026 tra i sali-scendi dell'impegnativo Circuito do SolYamaha R7 2026 tra i sali-scendi dell'impegnativo Circuito do Sol

Tutto perfetto? No, qualche area da migliorare c'è. Il riparo aerodinamico è buono, ma per chi ha la stazza del fantino e non del giocatore di football americano (mea culpa, lo ammetto, ma anche chi è più ''normo'' non disdegnerebbe un po' di riparo in più) e poi c'è il tema cambio. Come dicevo qualche riga sopra, Yamaha ci ha abituato bene con i cambi sulle sue sportive, il quickshifter della R7 va bene su strada a passo allegro, ma quando si alza il ritmo o gli si chiede una scalata repentina in pista di più marce non risponde sempre in maniera rapida e precisa. 
 

VERSIONI E PREZZI 

Yamaha R7 2026, la gamma colori completaYamaha R7 2026, la gamma colori completa

Rispetto al precedente model year, la nuova R7 costa 700 euro in più: si parte da 10.499 euro per le versioni ''standard'' in blu o nero e si sale a 10.799 euro per l'evocativa 70°Anniversario, quella giusta da prendere se non siete degli impallinati di personalizzazioni e wrapping. L'aumento di prezzo è giustificato? Secondo me sì, a fronte di ''soli'' 700 euro in più la moto ha fatto un bel balzo in avanti in termini sia di prestazioni, sia di dotazione. Tornando alla domanda del titolo, bastano 73 cavalli per godere? Per me sì, che si tratti di un giovane in crescita verso le cilindrate maggiori o di un motocilista esperto che vuole la moto sportiva per divertirsi su strada - mettendo in conto un po' di spirito di sacrificio - e piste tortuose il fattore divertimento non manca mai.
 

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Pubblicato da Danilo Chissalè, 17/04/2026
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Listino Yamaha R7
AllestimentoCV / KwPrezzo
R7 74 / 549.799 €

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Scheda, prezzi e dotazioni Yamaha R7
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