Di moto adventure A2 ce ne sono ormai a bizzeffe, ma la Mondial Mud 452 – presentata a EICMA 2024 e finalmente pronta a debuttare sul mercato – si differenzia dalla maggioranza. Come lo so? Semplice, l’ho provata (e di recente ho provato sue competitor come la F 450 GS e la Moto Morini AlltrHike) e ora vi racconto com’è vista da vicino e come va su strada con pregi e difetti.
LA TECNICA DELLA MUD 452

Il trend vuole che le le moto appartenenti a questo segmento si rifacciano a quelle mitiche della Paris-Dakar, scegliete voi l’epoca che più preferite. Per la Mud, Rodolfo Frascoli – che ha disegnato anche la stradale Piega 452 – ha optato per quella attuale. Basta una rapida occhiata per scorgere proporzioni e volumi che rimandano ai 450 dakariani moderni più che alle vecchie “navi da deserto”.
A primo impatto mi ha trasmesso subito l’aria di “pronto all’uso”, ovviamente quello più polveroso possibile. Il segreto del successo di tante delle nuove endurine che si stanno affacciando al mercato è che il sogno te lo rendono più alla tua portata, lo ingentiliscono, la Mud invece sembra volerti portare sul campo di gara nel look, con quella sua sella alta 890 mm e le gambe lunghe (leggasi sospensioni) che nessuna delle altre ha. Limitante? Forse, ma di questo ne parliamo tra poco.
Sulle finiture il giudizio è ancora in sospeso, gli esemplari presenti per la prova sono i primi pre-serie usciti dalla catena di montaggio, la versione definitiva ad esempio avrà compresi nel prezzo anche paramani e gommini anti scivolo sulle pedane, assenti nelle moto provate. Cursiosa la scelta di ricavare due porta oggetti nei fianchetti posteriori della moto, solo uno però è realmente utilizzabile dato che nell’altro lo spazio è dedicato alla porta OBD.
Fuoristrada vera
La Mondial Mud 452 ha tra i suoi punti di forza la sua tecnica, una moto che nasce per fare fuoristrada senza troppi compromessi così come esce dallo showroom del concessionario: forcella e mono completamente regolabili e con escursione generosa (260 mm davanti, 250 dietro), 264 mm di luce a terra, cerchi a raggi tubeless 21-18” con pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR (90/90-21; 150/70-18), ABS e controllo di trazioni disinseribili rapidamente al premere dei tasti dedicati sul blocchetto. Il peso dichiarato a vuoto è di 175 kg e viene fermato da un impianto frenante composto da un disco da 320 che lavora con un pinza J.Juan ad attacco radiale davanti e da una pinza a doppio pistoncino con disco da 250 al posteriore.

A tenere insieme i pezzi ci pensa un telaio tubolare in acciaio, stesso materiale per il telaietto posteriore imbullonato, abbinato ad un forcellone in alluminio.
Al momento la Mud arriva in versione “alta”, ma per i corti di gamba o chi cerca una moto più versatile e facile nella gestione arriverà anche la versione “low”, ribassata di 3 cm nelle sospensioni.
Un motore già visto, ma apprezzato
Il motore, manco a dirlo, è sempre il collaudato bicilindrico parallelo frontemarcia prodotto da CFMoto, che lo usa con successo sulla sua 450MT, ma con “accordature” differenti, tant’è che anche i numeri della scheda tecnica differiscono: la Mud è accreditata di 47 CV e 39,1 Nm di coppia, cifre che ovviamente la rendono guidabile già con patente A2. Il cambio è a 6 rapporti, perfetto per un utilizzo dual, mentre i corpi farfallati sono alimentati dal classico cavo, niente riding mode o “finte” mappe motore.

Il motore è lo stesso utilizzato anche dalla naked Piega, con differenze nella calibrazione per le ovvie diversità nell’aspirazione e nello scarico.
Tecnologia e connettività: cosa c’è sulla Mud 452
Dal punto di vista tecnologia applicata alla guida vige la semplicità, niente IMU o simili, ma poter disabilitare alla bisogna ABS e TC non è un brutto punto di partenza, anzi. Ovviamente c’è un bel pannello TFT disposto verticalmente a fare da strumentazione, con grafiche che possono essere personalizzate in base alla necessità e al contesto, con le informazioni mostrate che cambiano in base alla schermata selezionata. Poteva poi mancare la connettività nel 2026? Ovviamente no, così con non mancano nemmeno le prese USB (singola sul pre serie, molto probabilmente doppia sulla versione definitiva).
LA PROVA: PREGI E DIFETTI DELLA MUD 452

Appena salito in sella alla Mondial Mud 452 ho avuto la conferma della mia prima impressione: nessun’altra nel segmento è così improntata all’off-road. La posizione di guida non mente, sulle altre sei inserito nel corpo moto, compromesso necessario per avere facilità e primo impatto rassicurante, sulla Mud no: la posizione di guida sembra quella delle moto da rally vere, un po’ in stile KTM, con il manubrio basso e la seduta volutamente alta per dominare la strada… o il fuoristrada. Bene la posizione delle pedane, così come il grip e la loro larghezza e mi piace anche la possibilità di regolare le leve e la posizione del manubrio, per assecondare al meglio ogni tipo di fisionomia
Altezza, mezza bellezza
Io, dal mio metro e settanta abbondante il terreno lo tocco in punta appena sfiorata, la sella è un po' più larga di quanto dovrebbe e accentua un arco al cavallo non dei più stretti, la versione ribassata in arrivo a settembre è certamente la più indicata per chi non spicca in statura e vuole un appoggio saldo con il terreno. Ciò detto, il comfort della sella è accettabile, qualche trasferimento più lungo del previsto potrà essere digerito con meno sacrificio di quanto si possa immaginare, mentre lo spirito (di sacrificio) lo deve avere il passeggero: la Mud è più indicata per single avventurosi che per le coppie, anche perché al momento non sono previsti set di borse optional.

Stesso motore, carattere differente
Come detto la Mud condivide il propulsore con altre adventure A2… almeno sulla carta. Mi è bastato “tirare” due marce per capire che in realtà il carattere della Mondial differisce da quello della Morini, che a sua volta è differente da quello della 450MT. Accordature differenti e, soprattutto, rapportature della trasmissione differenti. Di quanto? Numericamente non mi è stato detto con precisione, ma il percepito è che la Mud sia più distesa, meno “impiccata” e corta. Questo si traduce in un utilizzo del cambio – piuttosto preciso - inferiore nell’uso stradale, e marce più lunghe da sfuttare in offroad. Altri benefici secondari sono un effetto on-off (difetto congenito di questo motore) all’apparenza meno marcato e possibilità di macinare chilometri ad alta velocità con un motore leggermente più rilassato. Piacevole, nei limiti di quanto consentito dalle leggi di omologazione, il sound di scarico… ma questa è musica che ben si conosce, ormai.
Su strada

Con una carta d’identità di questo tipo si potrebbe pensare alla Mud come un pesce fuor d’acqua tra le curve, in realtà va oltre il preconcetto. Ok, nel suo segmento ci sono senz’altro alternative più valide per un utilizzo maggiormente su strade asfaltate, complici l’escursione lunga delle sospensioni e il baricentro alto – ma se guidata in maniera rotonda, senza aggredire punto di corda e freni, la Mud disegna traiettorie precise. Merito della taratura delle sospensioni che fa ciondolare poco la moto e degli pneumatici Pirelli che, si sa, su strada hanno una marcia in più. Vorrei potervi dire di più, magari come si comporta in autostrada dopo diverse ore di utilizzo, o su una strada da pieghe, ma per quello dovrò rimandarvi ad una prova approfondita, quello con la Mud 452 è stato un rapido “primo appuntamento”.
In fuoristrada

L’apparenza, spesso, inganna, ma non è questo il caso. La Mondial Mud 452 quando abbandona l’asfalto per lo sterrato non annaspa, anzi. L’ergonomia, eccezion fatta per il dettaglio della sella/serbatoio che ti allargano le ginocchia, è perfetta per controllare la moto sulle superfici sconnesse, con una buona libertà di movimenti. Anche la distribuzione dei pesi sembra corretta, non si sentono particolari pesantezze nelle manovre a bassa velocità.
Le prestazioni del motore sono giuste per uno spettro ampio di utenti, non intimoriscono il neofita, fanno divertire l’intermedio – che ne ha a sufficienza per derapate e impennate – e rendono efficace il più esperto, parola di Niccolò Pietribiasi, che sta sviluppando una moto con cui partecipare alle prossime competizioni in vista insieme a Mondial.
Sulla taratura delle sospensioni si aprono spesso capitoli, anche nelle discussioni tra colleghi. I “manici” vorrebbero chiudere tutto per avere il sostengno necessario per le loro scorribande furiose, i neofiti vorrebbero ancora qualcosa di più morbido per copiare ogni signolo sassolino del sentiero per sentirsi al sicuro. Va detto che con le regolazioni complete di forcella e mono, la Mud può assecondare entrambi, ciò che mette d’accordo tutti è l’incredibile escursione e l’ottima luce a terra, nessuna del segmento tra le sue rivali è così pronta al fuoristrada.
PREZZO E CONSIDERAZIONI FINALI
Come si piazza dunque la Mondial Mud rispetto alle competitor? La realtà è che lei gioca quasi una partita a sé, per certi versi come concetto è quasi più vicina alla Kove 450 Rally che non alla 450MT di CFMoto. Ovviamente la mia è una provocazione, utile a far capire che se siete interessati alla Mud troverete una moto con doti sopra la media in offroad, che portano ovviamente a dei compromessi nell’uso più quotidiano.
Il prezzo? Quello è interessante e allineato alla concorrenza: 6.390 euro che, per una moto pronta per affrontare manifestazioni Adventuring, sono senz’altro ben spesi.














