Parte tutto dal nome scelto: AlltrHike. Ok, forse serve un po’ di conoscenza di base della lingua dei lord per capire che la adventure di Moto Morini nasce per cimentarsi con la buona e la cattiva strada. Si tratta infatti di una fusione tra ''all terrain'' e ''hike'', ovvero escursione. Mantiene fede al nome che porta? Secondo me sì, la sua vera natura da dual purpose è il suo Cool Factor.
COM'È FATTA LA MOTO MORINI ALLTRHIKE 450
Desing e ciclistica non mentono: costruita per fare entrambe le cose
La sua vocazione bivalente emerge fin dal primo sguardo. Forme e soluzioni tecniche della AlltrHike sono quelle tipiche della dual sport, che sembra proprio essere la tipologia di moto del momento. Qualche anno fa andavano di moda le piccole cilindrate che si fingevano maxi, oggi il “down-sinzing” è anche nelle dimensioni e nel peso. Moto accessibili e facili.
Dal punto di vista tecnico la adventure di Trivolzio si caratterizza per il telaio a doppia culla chiusa in tubi d'acciaio, con forcellone a doppio braccio in alluminio e telaietto reggisella sempre in alluminio, imbullonato. Le ruote sono a raggi tubeless — 21 pollici davanti, 18 dietro: la misura giusta per chi vuole allontanarsi dall’asfalto senza scendere a troppi compromessi quando il bitume lascia lo spazio a sassi e fango.
Le sospensioni KYB, con forcella completamente regolabile (precarico, estensione, compressione) con 208 mm di escursione e monoammortizzatore con leveraggio progressivo, regolabile nel precarico e nella velocità di estensione, con 190 mm di corsa alla ruota sono una scelta di compromesso giusta per Escursioni generose, calibrate per assorbire sia le brecce dei sentieri sia i dossi cittadini senza fare scegliere all'utente una taratura compromesso.
Freni: disco da 320 mm con pinza radiale a quattro pistoncini davanti, 255 mm dietro. L'ABS è doppio canale e disinseribile sulla ruota posteriore: un dettaglio che in questo segmento non è scontato e che fa la differenza nel momento in cui si lascia il nastro d'asfalto. Altri nuemri interessanti sono la luce a terra di 215 mm, l’altezza sella a 840 mm, davvero contenuta, il serbatoio da 18,5 litri. Il peso dichiarato è di 190 kg a secco.
Un cuore da 449 cc con più grinta del previsto
Sotto il serbatoio batte un bicilindrico in linea da 449 cc, raffreddato a liquido, distribuzione DOHC, iniezione elettronica con corpi farfallati a cavo e cambio a sei marce. I numeri dichiarati: 45 CV e 42 Nm di coppia. Alesaggio e corsa sono 72x55,2 mm, rapporto di compressione 11,5:1. Lo stesso motore — a parte mappatura e scarico — lo si trova anche sulla CFMoto 450MT: una condivisione dichiarata che abbassa i costi e garantisce una base meccanica già collaudata. Da tenere a mente la cadenza di tagliando: ogni anno o 6.000 km.
La dotazione: già attrezzata per ogni uso
La Alltrhike Standard porta di serie display TFT da 5 pollici con navigazione cartografica via app Carbit Ride, controllo di trazione disinseribile, ABS posteriore disinseribile, doppia presa USB, parabrezza regolabile nell'inclinazione, slitta paramotore in plastica, cavalletto centrale, portapacchi e sella passeggero regolabile — quest'ultima si può portare allo stesso livello della sella pilota, utilissimo in fuoristrada. La High Equipped (solo bianco) aggiunge paramani, sella e manopole riscaldabili. Tra gli accessori in arrivo: borsa serbatoio, protezione motore in metallo, parabrezza maggiorato, tris di borse.
COME VA SU STRADA

La prova è partita dalla redazione di Milano: autostrada, tangenziali, traffico cittadino, e poi via verso sud-ovest, in direzione Piemonte. Meta finale: l'entroterra ligure-piemontese tra il Parco delle Capanne di Marcarolo e i dintorni, dove le strade si stringono, il fondo si increspa e prima o poi finisce l'asfalto. Un percorso che sembra fatto apposta per questa tipologia di moto, dove esplorare diventa quasi più divertente della guida in sé
In città: dove tutto sembra più facile
Prima di arrivare ai tornanti dell'Appennino, la Alltrhike ha dovuto guadagnarsi l'uscita da Milano. E lo ha fatto sorprendentemente bene. Già nel traffico del mattino si apprezza la frizione morbidissima: modulabile al millimetro, non stanca il polso nei lunghi incolonnamenti, e rende gli stop&go tra i semafori meno stressante. Il motore, rapportato corto, è pimpante, con un leggero scalino alla prima apertura, ma poi prosegue fluido e senza cali di spinta.
Negli spazi stretti la Alltrhike si lascia manovrare con naturalezza. Il peso si avverte solo quando è ferma, ma in movimento la moto è ben bilanciata e il raggio di sterzata è sufficiente per non trasformare ogni manovra in un'operazione titanica come sulle maxi di cilindrata superiore. Le sospensioni KYB, poi, filtrano con efficacia le asperità del manto urbano: rotaie, lastricato, sampietrini e dossi artificiali vengono assorbiti senza sobbalzi fastidiosi. Un dettaglio non banale per una moto che si propone anche come mezzo quotidiano.
Motore: più generoso del previsto

La prima sorpresa arriva subito. Ci si aspetta un twin quattroemezzo scolastico, calibrato per la patente A2, e invece si trova un motore generoso già a regimi medi, con una coppia che si fa sentire quando non te lo aspetti: esci di curva con una marcia lunga immaginando una ripresa loffia, invece la spinta arriva decisa. Ottima la risposta al gas, precisa e senza esitazioni. Il cambio è piacevole da usare. Le vibrazioni sono sempre contenute: merito di un bicilindrico ben bilanciato, a proprio agio sia nei trasferimenti veloci sia nel traffico cittadino.
Ciclistica e posizione in sella
Su asfalto la Alltrhike sfoggia la rotondità tipica delle moto con cerchio anteriore da 21 pollici: danza tra una piega e l'altra con fluidità e precisione rassicurante, più che con frenesia e agilità. L'esperienza di guida è piacevole, specialmente quando si guida “nel flow”. Bene l’assetto, con le sospensioni che trovo ben tarate, e ho apprezzato il comportamento del freno posteriore, all’anteriore, invece, avrei preferito un po’ di mordente in più, specialmente quando il passo si fa più rapido o la strada va in discesa ripida. Qui probabilmente ha vinto una scelta di compromesso tra strada e offroad.
L'unica nota critica sulla guida su strada riguarda la posizione delle gambe: la distanza ridotta tra sella e pedane costringe a una postura un po' rannicchiata, conseguenza inevitabile di una moto adventure con altezza sella da naked. I più bassi di statura non si trovano scomodi, ma chi è sopra i 180 cm di altezza dopo qualche ora potrebbero riscontrare il desiderio di fermarsi a fare una foto al panorama… e sgranchirsi le gambe. In aggiunta, la protezione aerodinamica del parabrezza di serie non è ottimale: chi punta a fare lunghi trasferimenti farà bene a mettere in lista il parabrezza maggiorato tra i primi accessori.
COME VA IN FUORISTRADA

È qui che la Alltrhike gioca la sua carta più importante. Molte adventure di piccola cilindrata si fermano all'estetica fuoristradistica: ruote grosse, geometrie alte, e poi su sterrato vero si fanno da parte. La Morini, invece, vuole stare nel mezzo, come una vera dual.
In piedi sulle pedane: ergonomia da vera trail
Il primo test fuori strada è sempre la guida in piedi: se l'ergonomia non funziona, tutto il resto è inutile. L'ergonomia in piedi è molto buona: i fianchi sono ben modellati, ci si sposta avanti e indietro sulla sella senza impedimenti. Solo nelle salite più impegnative si sentirebbe il beneficio di pedane leggermente più arretrate. Le pedane stesse hanno il gommino rimovibile: toglierlo è il gesto simbolico con cui si passa da una modalità all'altra, e funziona.
Sospensioni, freni e motore fuori dall'asfalto

Le sospensioni KYB sentono le regolazioni e digeriscono le asperità impreviste — buche viste all'ultimo — senza perdere il controllo. Il motore si conferma elastico e sufficientemente grintoso anche fuori strada, dove serve una coppia pronta e gestibile ai bassi regimi più che potenza ai massimi. I freni mantengono una buona modulabilità anche su fondi a scarsa aderenza.
L'ABS posteriore disinseribile ha una taratura pensata per i fondi scivolosi: non è un semplice on/off aggiunto per dichiarare una funzione, ma un sistema calibrato per l'uso reale in fuoristrada. Segnale che in fase di sviluppo si è ragionato davvero sull'utilizzo off-road, non solo su quello stradale.
IL COOL FACTOR E IL PREZZO
Arrivati alla fine della prova, la domanda non è ''sa andare su strada?'' né ''sa andare in fuoristrada?''. La domanda è: sa fare entrambe le cose senza essere mediocre in nessuna delle due? E la risposta, dopo un giorno passato a cambiare fondo ogni volta che se ne presentava l'occasione, è sì.
La Alltrhike non è la più leggera del segmento — i 190 kg a secco si fanno sentire quando la moto è ferma — e non è la più raffinata sul fronte elettronico. Ma è una moto che non ti chiede di scegliere prima di uscire dal garage: le sospensioni KYB con escursioni vere, il 21 pollici anteriore a raggi tubeless, l'ABS posteriore disinseribile calibrato per lo sterrato e un motore con una coppia più generosa del previsto sono tutti elementi che lavorano nella stessa direzione. La sua versatilità non è uno slogan di marketing: è costruita nelle scelte tecniche.
A 5.890 euro franco concessionario per la Standard e 6.140 euro per la High Equipped, il rapporto tra quello che offre e quello che costa è difficile da battere in questo segmento. Aggiungi il valore di un marchio italiano con storia — un heritage che nessun costruttore cinese può semplicemente acquistare insieme alla proprietà — e il quadro è completo. I margini di miglioramento esistono, il controllo di trazione su tutti. Ma la direzione è quella giusta, e il prezzo rende molto difficile fare a meno di prenderla in seria considerazione.
SCHEDA TECNICA — MOTO MORINI ALLTRHIKE 450
| Motore | Bicilindrico in linea, 4T, DOHC, raffreddato a liquido |
| Cilindrata | 449 cc (72 x 55,2 mm) — rapporto di compressione 11,5:1 |
| Potenza massima | 45 CV (33 kW) |
| Coppia massima | 42 Nm |
| Alimentazione | Iniezione elettronica, corpi farfallati a cavo |
| Cambio | 6 marce |
| Telaio | Doppia culla chiusa in tubi d'acciaio, forcellone doppio braccio in alluminio |
| Sospensione anteriore | Forcella KYB completamente regolabile — 208 mm di escursione |
| Sospensione posteriore | Monoammortizzatore KYB, reg. precarico e estensione — 190 mm |
| Freno anteriore | Disco 320 mm, pinza radiale a 4 pistoncini |
| Freno posteriore | Disco 255 mm |
| ABS | Doppio canale; disinseribile sulla ruota posteriore |
| Controllo trazione | Presente, disinseribile |
| Ruote | 21'' anteriore / 18'' posteriore — a raggi, tubeless |
| Gomme | 90/90-21 (ant.) / 140/70-18 o 140/80-18 (post.) |
| Peso a secco | 190 kg |
| Serbatoio | 18,5 litri |
| Altezza sella | 840 mm |
| Altezza da terra | 215 mm |
| Tagliandi | Ogni anno o 6.000 km |
| Prezzo | Standard 5.890 € f.c. (verde/nero) — High Equipped 6.140 € f.c. (bianco) |
LA PROVA IN VIDEO
| Allestimento | CV / Kw | Prezzo |
|---|---|---|
| Allthrike 450 | 44 / 32 | 5.890 € |
Per ulteriori informazioni su listino prezzi, caratteristiche e dotazioni della Moto Morini Allthrike 450 visita la pagina della scheda di listino.
Scheda, prezzi e dotazioni Moto Morini Allthrike 450






















