Diciamocelo: un anno fa, in pochi avrebbero scommesso un centesimo sul rilancio di KTM. La casa austriaca era finita nel baratro — auto-amministrazione, centinaia di dipendenti a casa, produzione bloccata due volte, debiti da capogiro. I lupi erano già fuori dalla porta. E invece? Invece KTM è ancora qui. Anzi, è tornata più agguerrita di prima.
Il report finanziario annuale 2025 di Bajaj Mobility AG — la holding che oggi regge le sorti del marchio arancione — racconta una storia che ha il sapore della riscossa. Il gruppo ha chiuso il 2025 in utile, con ricavi per 1,009 miliardi di euro generati dalla vendita di 209.704 moto, un EBITDA di 874 milioni e un utile netto di 590 milioni. Non male per un'azienda che qualcuno dava già per morta.
Il dato che conta: +60% nelle vendite

Sì, avete letto bene. Le vendite di moto sono aumentate di circa il 60% nella seconda metà del 2025 rispetto alla prima metà dell'anno. Non è un trucco contabile, non è fumo negli occhi: è la dimostrazione che la gente vuole ancora comprare KTM. Che il brand tira, nonostante tutto quello che è successo.
Il primo trimestre del 2026 è già partito a più del doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Va detto che le vedite a inizio 2025 erano praticamente ridotte al lumicino.
I conti tornano (e i debiti calano)
Il debito netto è sceso a 798 milioni di euro, il rapporto di indebitamento è migliorato al 24,3% e le scorte di magazzino si sono ridotte di oltre 101 milioni. Tradotto: KTM non è più quella casa con i magazzini pieni di moto invendute e i creditori alle calcagna. La macchina si sta rimettendo in moto.
Nuovi modelli, nuova benzina

Con l'iniezioni di capitali di Bajaj, KTM è stata in grado di salvare l'arrivo sul mercato di modelli chiave per il 2026 come la KTM 990 RC R, la KTM 1390 Super Adventure S Evo, nuovi modelli LC4 e le Husqvarna 701 aggiornate. In più, la garanzia costruttore è stata estesa a quattro anni per tutti i modelli KTM e Husqvarna omologati per la strada a partire dall'anno modello 2025.
Il CEO Gottfried Neumeister non nasconde l'entusiasmo: ''Abbiamo fatto un inizio straordinario nel 2026. È particolarmente incoraggiante che i nostri nuovi modelli vengano accolti molto positivamente dai clienti.''
In pista si vince, sempre
E poi c'è il capitolo racing, che per KTM non è mai un orpello, ma parte del DNA. Nonostante tutte le difficoltà, la casa di Mattighofen ha vissuto la sua stagione più vittoriosa di sempre, conquistando ben 29 titoli mondiali: 17 campionati piloti e 12 titoli costruttori FIM. Ventinove. Contateli.

In MotoGP poi, dove si era parlato di possibile ritiro per ragioni economiche, KTM si è invece dimostrata uno dei marchi più competitivi nei primi due round del 2026, con Pedro Acosta saldamente in terza posizione nella classifica piloti. Il ragazzo di Mazarrón non smette di stupire, e KTM farà di tutto per evitare che il campione spagnolo non vada a rimpolpare la schiera di piloti Ducati nella stagione 2027.
La strada è ancora lunga, ma la direzione è quella giusta
Intendiamoci: il compito più difficile ora è trasformare una storia di sopravvivenza in una storia di vera ripresa commerciale. Ricostruire fiducia, vendite e slancio è un'impresa ben più lunga di qualsiasi ristrutturazione finanziaria.
Ma guardate da dove è ripartita KTM. Guardate i numeri. Guardate Acosta che fa ballare la moto in curva. E poi ditemi se non vi viene voglia di credere nel ritorno del gigante arancione.






