Autore:
Giulio Scrinzi

AQUILE DIFFERENTI Moto Guzzi vuole incominciare il 2017 alla grande e quindi, oltre alla novità della V7 III, propone un rinnovamento della propria gamma V9 introducendo due versioni dalle personalità ben distinte accomunate, tuttavia, dall'attenzione per il comfort e per le lunghe distanze. Da una parte troviamo la V9 Roamer, più turistica e tranquilla che si impone come la custom universale, facile ed intuitiva per eccellenza. Dall'altra si contrappone la V9 Bobber, la cui indole sportiva dal look total black opaco si ispira a quelle special estremamente essenziali che correvano veloci sulle piste in terra battuta.

V9 ROAMER: TAKE IT EASY La particolarità della V9 Roamer sta tutta nel maggior comfort disponibile una volta in sella: la postura è più attiva e decontratta grazie a pedane arretrate di 100 mm e rialzate di 35 mm mentre lo spazio e l'abitabilità a bordo sono decisamente più elevati per ospitare motociclisti di qualsiasi taglia e statura. Anche la nuova sella, ora più lunga e più accogliente sia per il pilota che per il passeggero, fa il suo dovere, come del resto la ridotta altezza da terra (solo 785 mm) e l'inedito manubrio rialzato cromato, molto semplice da impugnare, che fa ambire questa versione, se opportunamente customizzata, di fregiarsi dell'appellativo di “piccola granturismo”. Il contenuto peso in ordine di marcia, che si attesta a soli 199 kg, oltre ad essere un record di categoria fa sì di esaltare anche la facilità di gestione del veicolo da fermo ed il feeling nella guida dinamica.

V9 BOBBER: SPORTIVA CON CLASSE La V9 Bobber, al contrario, si distingue per le sue forme essenziali e per il design dal look total black: abbandonata qualsiasi cromatura e verniciatura brillante, largo all'utilizzo del nero “dark matt” sui fianchetti, sul serbatoio, sul gruppo di scarico, sugli specchietti e su entrambi i parafanghi in metallo. I cerchi, anch'essi scuri come la notte, sono entrambi da 16 pollici ed ospitano all'anteriore un pneumatico dalla spalla maggiorata (130/90) che tuttavia non inficia sulle doti di guida e maneggevolezza. Ciò che la distingue non è però solo questo: l'utilizzo di un manubrio basso in stile “drag bar” presuppone una posizione in sella più raccolta e sportiva che permette a questa custom di inaugurare un nuovo segmento moto tutto da esplorare.

UN 850 TUTTO PEPE Ma cos'hanno in comune tra di loro? Innanzitutto il motore, il classico bicilindrico trasversale a V di 90° raffreddato ad aria e olio di 850 cc (84x77mm i valori di alesaggio e corsa) che per la prossima stagione si rinnova nelle teste, nei pistoni e nei cilindri in alluminio. La distribuzione è quella tradizionale ad aste e bilancieri che adotta due valvole per cilindro disposte in maniera inclinata, mentre l'alimentazione stavolta è affidata ad un sistema di iniezione elettronica monocorpo con relativa centralina dedicata della Magneti Marelli. Con tali modifiche il propulsore lombardo è in grado di erogare 62 Nm di coppia a soli 3000 giri/min ed una potenza massima di 55 CV a 6250 giri/min, dati che rendono l'esperienza di guida della nuova V9 decisamente divertente ed appagante. Per i neopatentati è disponibile anche la versione depotenziata a 35kW guidabile con la patente A2.

LARGO ALL'INNOVAZIONE Il comparto ciclistico prosegue la tradizione in pieno stile Moto Guzzi: il telaio è a doppia culla scomponibile in tubi d'acciaio con fazzoletti di rinforzo nella zona del cannotto di sterzo ed inedite quote di inclinazione ed avancorsa, il che permette un'ottimale distribuzione dei pesi tra avantreno e retrotreno. Le sospensioni sono state migliorate grazie ad una forcella a steli tradizionali a lunga escursione (130mm) all'anteriore e ad una coppia di ammortizzatori Kayaba collegati al telaio al posteriore, inoltre l'impianto frenante dispone davanti di una pinza Brembo a quattro pistoncini contrapposti su un singolo disco da 320mm, mentre dietro è presente un disco da 260 mm collegato ad una pinza flottante stavolta a due pistoncini. L'equipaggiamento è di prim'ordine, capitanato da un ABS a due canali assieme al classico MGCT (Moto Guzzi Controllo di Trazione), traction control appositamente dedicato regolabile in due livelli di intervento e completamente disinseribile. Di serie è previsto l'ammortizzatore immobilizer e la presa USB sotto il cannotto di sterzo, mentre la strumentazione è dominata da un unico quadrante circolare a cui è possibile associare il sistema multimediale MG-MP che connette la moto allo smartphone tramite un'apposita App in grado di gestire tutti i parametri di bordo.

ACCESSORI IN DOPPIA GAMMA Come tutta la famiglia Moto Guzzi, anche le V9 possono essere ampiamente personalizzate grazie ad un ricco catalogo accessori che, per l'occasione, è stato differenziato a seconda della versione scelta. Pe la V9 Roamer è lo stile classico votato al turismo a farla da padrone, che spazia dal cupolino alle cover e protezioni per i particolari in alluminio per terminare con i set di borse, magari abbinati al portapacchi nero. Lo stile minimalista della V9 Bobber ha invece reso necessaria una gamma specifica di parti aftermarket, tra le quali spiccano la sella monoposto e l'impianto di scarico slip-on omologato per esaltare il sound del bicilindrico lombardo.


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