Pubblicato il 06/08/20

#POSITIVELYCHARGED Se la Formula 1, seguendo la strada tracciata da Lewis Hamilton con le proprie battaglie social, ha lanciato l’iniziativa “arcobaleno” #WeRaceAsOne, la Formula E non poteva certo essere da meno. Da sempre attenta alle tematiche sociali con un occhio di riguardo ovviamente alla tutela dell’ambiente, storico cavallo di battaglia della categoria elettrica, adesso la serie si impegna attivamente per combattere la disuguaglianza e salvaguardare le diversità. Un cambiamento innanzitutto culturale che ben si sposa con l’atteggiamento degli organizzatori, storicamente molto attenti a messaggi di questo tipo, e che viene perfettamente riassunto con l’hashtag appositamente scelto: #PositivelyCharged.

Formula E ePrix Berlino 2020: l'hashtag #PositivelyCharged

NON SOLO SLOGAN Quante volte abbiamo sentito la frase “Ne usciremo migliori” nel corso della pandemia che ci ha tenuti chiusi in casa per svariate settimane? La Formula E vuole dimostrare che non si trattava solo di uno slogan. Anzi, la ripartenza da Berlino – ieri è andata in scena la prima delle sei tappe del gran finale a Tempelhof, mentre stasera alle 19.03 è in programma la partenza di gara-2 (qui tutte le info e i risultati) – ha fornito l’occasione per lanciare al mondo un messaggio di coraggio e resilienza dopo oltre cinque mesi a batterie spente, ma anche per mostrarsi all’avanguardia nel guidare il cambiamento. A partire già dalla cerimonia prima della partenza, che ha visto alcuni piloti inginocchiarsi in supporto del movimento antirazzista Black Lives Matter.

Formula E ePrix Berlino 2020: Stoffel Vandoorne (Mercedes) inginocchiato prima del via di gara-1

UNA SERIE INCLUSIVA La Formula E, parafrasando e traducendo, si “carica positivamente” per lanciare un segnale di tolleranza e rispetto, stringendosi attorno a coloro che sono stati colpiti dal coronavirus, ma anche dal razzismo, dal sessismo o da qualsiasi altra forma di discriminazione. E (soprattutto) si impegna attivamente con varie iniziative volte a tutelare la bellezza della diversità. Ovviamente, lo strumento utilizzato per veicolare il messaggio resta quello più bello e più comprensibile di tutti: la competizione sportiva. Che, nel caso della Formula E, oltre a essere spettacolare e coinvolgente – nonostante la necessaria assenza di pubblico nella “bolla” anti-Covid dell’ex aeroporto di Berlino-Tempelhof – si caratterizza anche per essere ecologica e a misura d’uomo. Il cambiamento (ri)partirà da qui.


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