Prova su strada

Mitsubishi L200 2016


Avatar Redazionale , il 09/09/15

6 anni fa - Versatile come sempre e più comodo che mai

Versatile come sempre e più comodo che mai, il Mitsubishi L200 2016 punta senza mezzi termini a primeggiare nel segmento dei pick-up

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BEST- SELLER Dopo 37 anni di onorato servizio e oltre quattro milioni di esemplari venduti in ogni angolo del pianeta – di cui oltre 60 mila in Italia – il Mitsubishi L200 giunge alla sua quinta generazione. E stavolta il salto generazionale è di quelli importanti: ingegneri e designer si sono rimboccati le maniche per dare vita a un prodotto che si avvicina come mai in passato al mondo delle auto, pur senza rinunciare alla praticità e alla robustezza tanto care a chi continua a vedere nell’L200 un  compagno di lavoro.

DAMMI UNA J Che il Mitsubishi L200 2016 volti pagina appare chiaro sin dal primo sguardo. Il frontale, in particolare, sfoggia un look inedito, con una grintosa mascherina cromata e un’aria massiccia e muscolosa. L’insieme è di gusto orientaleggiante e non dispiacerà a chi ama guidare un mezzo che non passi inosservato. Anche la fiancata ha un aspetto atletico, grazie soprattutto alla presenza di due nervature che danno slancio ai parafanghi e alla tipica J line, nome in codice del taglio arcuato della zona posteriore della cabina.

A CIASCUNO IL SUO Quest’ultima può essere doppia, con quattro porte vere e un abitacolo spazioso come quello di un Suv, oppure Club Cab,  senza montante centrale e con due porticine posteriori incernierate dietro.  In questo caso l’omologazione è comunque per quattro ma i due posti in seconda fila vanno considerati solo di fortuna. Questa soluzione va a vantaggio della lunghezza del cassone, che passa dai 152 ai 185 cm, mentre la larghezza e l’altezza utili restano uguali, rispettivamente di 147 e 47,5 cm.

BADA AL SODO Tornando all’interno, due parole vanno spese per la plancia, che ha forme ricercate e moderne. Anche se nella parte superiore e frontale non ci sono pannelli morbidi, l’impressione di essere a bordo di una crossover non viene meno, perché tutte le plastiche hanno un’aria solida e gli assemblaggi sono realizzati con cura.

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UN TIPO TOSTO Lontano dalla vista il Mitsubishi L200 mette in mostra altre novità. L’impostazione rimane quella classica (e solidissima) con il telaio a longheroni e traverse, ma gli aggiornamenti non mancano. Questa struttura e la scocca hanno attacchi nuovi di zecca che fanno aumentare la rigidità torsionale del 7%, mentre il ponte posteriore impiega nuove balestre particolarmente lunghe, che promettono un comportamento più omogeneo in tutte le condizioni di carico. All’avantreno occhi puntati invece su una barra stabilizzatrice di diametro maggiorato, per una migliorata precisione di guida.

UN CUORE GENEROSO Quanto ai motori, due sono le alternative che offre il Mitsubishi L200 2016. Si tratta in pratica di due varianti di un unico 2.400 turbodiesel a sua volta fresco di giornata e dotato di basamento in alluminio. La versione soft (si fa per dire…) dispone già di 154 cv e 380 Nm di coppia, mentre quella full power, grazie alla presenza della fasatura variabile delle valvole, riesce a erogare 181 cv con 430 Nm di coppia. Il tutto con un consumo medio dichiarato di 6,4 l/100 km ed emissioni di 169 g/km, valori ottimi e ottenuti per merito anche di un’ottima aerodinamica  (Cd 0,40).

EASY O SUPER Anche a livello del reparto trasmissione ci sono diverse possibilità, a partire da due nuovi cambi. Al manuale a sei marce se ne può preferire uno automatico a cinque, con tanto di selezione fai-da-te sequenziale dei rapporti. Quanto alla immancabile trazione integrale, lo schema base si chiama Easy Select mentre quello più evoluto è il Super Select 4WD II, che permette di viaggiare sempre con due o quattro ruote motrici, su terra anche con il differenziale centrale bloccato ed eventualmente pure con le marce ridotte inserite, per affrontare i terreni più impervi e i fondi più infidi.

OFFERTA LANCIO Per avere un quadro più preciso di come si componga il listino, dei colori disponibili e dei dati tecnici delle varie versioni consiglio di consultare i file allegati. Non prima però di una doverosa precisazione: fino al 31 dicembreci sarà in vigore un’offerta lancio e Mitsubishi praticherà  uno sconto di 3.000 euro su tutti gli L200 acquistati. Vale la pena di farci un pensierino, anche perché il Mitsubishi L200 2016 è equipaggiato (o equipaggiabile) con cruise control, clima biziona, fari bixeno con luci diurne a Led e con i vari sistemi Lane Departure Warning, Trailer Stability Assist e Hill Start Assist. Adesso, però, non resta che fare mettere mano al mouse e passare al come va.

BELVEDERE L’abitacolo del Mitsubishi L200 Double Cab mantiene tutte le promesse fatte dai tecnici. I nuovi sedili anteriori si dimostrano comodi e accoglienti, mentre nella zona posteriore i centimetri non mancano (ci sono piccoli miglioramenti in tutte le direzioni). Inoltre si apprezza il fatto che lo schienale sia inclinato di 25° e non lasci il busto in posizione troppo verticale. Il posto di guida è decisamente automobilistico, senza quindi una seduta eccessivamente distante dal pavimento e con il volante dotato della giusta inclinazione e regolabile anche in profondità. Il sedile offre un punto di vista panoramico e ciò è una vera benedizione, dato che circa 520 cm di lunghezza (e ce ne sono 8 in più se si sceglie l’allestimento Intense) non sono semplici da gestire in manovra, anche se il diametro di sterzata è ragionevole e la forma delle lamiere aiuta a capire quali siano i reali ingombri.

BEN FATTO! Una volta in movimento, il Mitsubishi L200 2016 lascia subito una impressione positiva, per la gioia di chi starà a lungo a bordo per lavoro. Il motore vibra poco, è ben isolato dall’abitacolo e nemmeno il rumore di rotolamento arriva a infastidire più di tanto, assieme ai fruscii aerodinamici.  Le balestre svolgono il loro compito in modo onesto, trasmettendo ai passeggeri solo i colpetti più secchi quando si viaggia a cassone vuoto (a proposito, la portata utile è nell’ordine della tonnellata).

CON I PIEDI PER TERRA Nel misto non si possono chiedere miracoli, in fondo l’L200 è sempre un pick-up, per quanto tra i migliori della categoria: il baricentro è alto, l’assetto deve funzionare bene anche quando ci si dà ai trasporti eccezionali e la gommatura e lo sterzo non sono certo l’ideale per pennellare le traiettorie guidando in modo sportivo, come si farebbe con una crossover.  Ciò non toglie comunque che, se maneggiato con il dovuti riguardo, questo Mitsubishi sappia anche risultare piacevole da guidare e non solo sicuro e sincero.

DOUBLE FACE In questo senso gioca un ruolo importante anche il motore e mi riferisco alla versione da 181 cv del 2.4 con cambio manuale, l’unica che ho avuto modo di provare.  Questo turbodiesel ha due facce. Sotto i 1.500 giri ha un temperamento tranquillo e fa della regolarità la sua dote migliore, una  cosa che si apprezza quando si viaggia in fuoristrada. Nei passaggi più delicati consente di viaggiare facilmente con l’acceleratore appena puntato e senza che ci sia mai un fastidioso effetto on-off. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla necessità di fare talvolta ricorso al cambio per godere della vivacità necessaria a completare un sorpasso o a ottenere una ripresa vivace su strada. E di birra ce n’è davvero tanta quando si spinge in alto la lancetta del contagiri. Il tempo di 10,4 secondi nello scatto 0-100 la dice lunga sulle prestazioni di cui è capace l’L200, che ha tutta la forza per muoversi bene anche negli impieghi più gravosi. 


Pubblicato da Paolo Sardi, 09/09/2015
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