Autore:
Tommaso Crociera

PAROLIAMO Agli svizzeri della Rinspeed, capitanati come sempre da Frank M. Rinderknecht, la fantasia non manca di certo. Lo dimostra in primis l'ampia varietà di mezzi presentati nella recente storia dell'azienda, che spazia da una versione super taroccata in stile hot-rod della Porsche Cayenne al tuning della Fiat 500, passando per un prototipo anfibio. A dare prova della loro fervida fantasia è però anche l'arguto gioco di parole che sta dietro il nome della proposta che abbiamo visto al Salone di Ginevra. "UC?" suggeriscono infatti che si possa leggere come "Urban Commuter?" o anche come forma ipercontratta di "You See?", letteralmente "Vedi?" in inglese.

DUE E MEZZO D'altro canto il prototipo giustifica in pieno entrambe le interpretazioni. Non occorre essere acuti osservatori per capire che si tratta di una piccola con il physique du rôle della cittadina modello. La carrozzeria è lunga poco meno di 260 cm e ha un taglio simpatico, con due fari stralunati, superfici levigate e una grande presa d'aria frontale. L'abitacolo, neanche a dirlo, è a due posti secchi. Grazie a una coppia di 130 Nm, il suo motore elettrico promette una velocità massima di 120 km/h e un'autonomia di 105 km. Quanto basta per ampliare il raggio d'azione ben oltre le mura cittadine e per soddisfare i bisogni della stragrande maggioranza degli europei, se è vero che, statistiche alla mano, l'82% degli automobilisti fa meno di 60 km al giorno.

AMICO TRENO Per fare della "UC?" una vera giramondo alla Rinspeed hanno però pensato di sfruttare il trasporto integrato. Per i viaggi a lungo raggio, l'idea è quella di appoggiarsi alla rete ferroviaria, che potrebbe dotarsi di apposite infrastrutture e di colonnine di ricarica su vagoni dedicati per permettere alle auto elettriche di arrivare alla stazione di destinazione in perfetta forma, con le batterie già cariche. Come dire: "Vedi?" lasciando però signorilmente sottinteso: "Non ci voleva molto a pensarlo…".

SI FARA'? Gli svizzeri si spingono anche più in là, ipotizzando di ricorrere a Internet per prenotazioni in tempo reale e per snellire tutte le procedure. Qui però stiamo volando con la fantasia, visto che, almeno in Italia, certi scenari paiono fantascientifici. Quella che invece sembra terribilmente concreta è la UC?, che secondo gli ingegneri è facilmente industrializzabile e che si vocifera abbia anche destato l'interesse di alcuni grandi costruttori. 

GIOCO DI SQUADRA Per ora quel che è certo è che attorno al progetto gravitano diverse aziende di spicco del panorama europeo, coordinate dalla svizzera Esoro. Alle batterie agli ioni di litio pensa per esempio la Li-Tec-Battery, legata anche al gruppo Daimler, mentre per la strumentazione c'è lo zampino di Carl F. Bucherer, guru dell'alta orologeria elvetica. Per le "scarpe" c'è un tocco di made in Italy, con i Pirelli P7 Cinturato, calzati su cerchi superleggeri (6,2 kg ciascuno) firmati dalla tedesca AEZ. Sempre dalla Germania arriva anche il joystick che sulla UC? sostituisce il tradizionale volante, grazie alla Rafi, mentre tutto il sistema drive-by-wire si deve alla Paravan, che di norma si occupa di risolvere problemi di mobilità dei disabili.


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