A metà strada tra sogno e realtà, ecco un prototipo pronto a comparire nel prossimo film di James Bond. Una macchina subacquea come la vecchia Lotus Esprit de "la spia che mi amava", ma a emissioni zero. A dimostrazione che, in materia di auto, la sfida ecologica offre ancora infinite possibilità.
FANTASCIENTIFICA "Se lo puoi sognare, lo puoi fare", amava dire Walt Disney. E la Rinspeed sembra averlo preso in parola, assumendo questa massima come propria mission da tempo. Nell'abbattere l'ultima frontiera dell'immaginabile, però, gli svizzeri sono andati oltre, superando la forza e la velocità dell'immaginazione collettiva, per sfondare nella science fiction a bordo di una macchina anfibia; che come tutte le altre sa mordere l'asfalto, ma, come nessuna, può immergersi fino a 10 metri di profondità.
MITOECOLOGICA Probabilmente la maggior parte del pubblico penserà che sQuba sia vera quanto le sirene o l'ippogrifo, almeno finché non potrà vederla con i propri occhi al prossimo motor show di Ginevra. Nel frattempo non resta che ascoltare le voci ufficiali che ci spiegano come tutto ciò sia effettivamente possibile, tenendo conto del fatto che questo sottomarino con le ruote si dà liberamente al "diving" senza inquinare le acque.
PESCE-ELICA Un'unità di coppia molto potente è il punto di forza di un motore elettrico che fa muovere le ruote posteriori; la sua natura ittica, invece, è tradita da due eliche posizionate a poppa che garantiscono la propulsione necessaria all'immersione, forti dell'aiuto di due energici propulsori a getto della prua.
ULTRALEGGERA La scocca ha la necessità di essere estremamente resistente, ma leggera allo stesso tempo, e per questo è stata realizzata in nano tubi di carbonio. Ovviamente non servono né bombole, né boccaglio; in un abitacolo ritagliato su misura, pilota e passeggero respirano aria fresca fornita da un serbatoio integrato nel mezzo e alimentata da un apposito sistema. Del rimanente, per ora, non si sa ancora nulla. Ne sapremo di più a Salone di Ginevra aperto (6-16 marzo 2008).
Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...
