Pubblicato il 26/05/21

STESSO COPIONE Ogni maledetto anno, all’indomani del Gran Premio di Monaco, la questione è sempre la stessa. Specie dopo una gara non particolarmente ricca di colpi di scena, caratterizzata da pochi incidenti e dai classici trenini tipici del Gp nel Principato, i tifosi si spaccano tra chi ritiene la pista di Monte Carlo anacronistica e inadatta a queste monoposto di Formula 1 e chi, invece, crede che si tratti di un patrimonio storico che dal calendario non può mancare e che va a tutti i costi salvaguardato.

F1 GP Monaco 2021, Monte Carlo: Atmosfera del circuito

LA STORIA DELLA F1 Il circuito che si snoda tra le stradine più famose al mondo è parte integrante della storia dell’automobilismo sportivo. Tanto per fare un esempio, è qui che l’ideatore della gara, il presidente dell’Automobile Club de Monaco, Antony Noghes (al quale è intitolata la curva che immette sul rettilineo del traguardo), nel 1929 utilizzò la bandiera a scacchi per segnalare la fine dell’ultimo giro della corsa. Una pratica che poi venne adottata unanimemente da tutti, e che nasceva dall’esigenza del Principato di non sventolare la propria bandiera nazionale (che, a Monaco, è bianca e rossa) a fine gara in quanto facilmente confondibile con le altre bandiere di segnalazione.

NOIA PRINCIPESCA? Non sempre però tradizione e modernità riescono a coesistere e, forse, quella di Monte Carlo è uno degli esempi più palesi. Così, anche se nessuno dimentica i famosi giri da qualifica di Senna, o delle edizioni bagnate del 1984 o del 1996, pietre miliari della Formula 1 che – fino all’edizione 2020 cancellata per la pandemia – aveva corso a ininterrottamente dal 1955, la pista del Principato è una delle più chiacchierate. Anche ammettendo che le gare siano spesso noiose, è però impossibile negare come la tensione delle qualifiche, di sicuro le più spettacolari del calendario, ripaghi abbondantemente il prezzo del biglietto di uno show che, la domenica – a meno di incidenti o condizioni meteo che creino il caos – è oggettivamente deludente.

F1 GP Monaco 2021, Monte Carlo: Sebastian Vettel (Aston Martin) tiene dietro Sergio Perez (Red Bull)

GP ANACRONISTICO Insomma, Monte Carlo è Monte Carlo. E guai a chi la tocca, al di fuori del classico, lecito, dibattito di ogni lunedì di fine maggio. È feudo dell’abilità di guida del pilota, ultimo baluardo di un mondo in cui, anche senza la monoposto più veloce del lotto, è possibile (entro certi limiti, ovviamente) avere ambizioni di gloria, come accaduto con Leclerc in pole position sabato scorso. Dello stesso avviso potrebbe però non essere la Formula 1 che, per bocca del suo direttore sportivo Ross Brawn, ha annunciato lo studio di possibili layout alternativi ammettendo indirettamente che, pur non essendo in dubbio il futuro del Gp monegasco, il tracciato attuale è anacronistico rispetto alle caratteristiche di auto che adesso sono le più lunghe, larghe e pesanti di sempre.

F1 GP Monaco 2021, Monte Carlo: Charles Leclerc (Scuderia Ferrari)

QUALI MODIFICHE?Parliamo pur sempre di Monaco – ha spiegato Brawn all’indomani della quinta gara del calendario 2021 di Formula 1 – e in passato abbiamo già dato uno sguardo superficiale alla pista senza trovare niente. Ma continueremo a provare…”. L’ingegnere ex Ferrari ha poi anche spiegato che invece si opporrà a qualsiasi regola che possa incrementare artificialmente lo spettacolo ma che, nel caso, sarà proprio il layout a finire sotto la lente d’ingrandimento: “Pit-stop obbligatori? Non credo che dovremmo fare niente del genere. Di sicuro continueremo a guardare con attenzione i possibili sviluppi della pista. Certo, non sarà la prima volta che qualcuno se ne occupa, anche se per il momento nessuno ci è mai riuscito. Adesso, tuttavia, abbiamo nuovi strumenti di simulazione che ci permetteranno di capire meglio se c’è la possibilità di migliorare il tracciato in qualche modo”.


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