Pubblicato il 02/08/20

OSSERVATO SPECIALE Non c’è alcun dubbio: dopo la notizia della positività di Sergio Perez al test Covid, e il conseguente arrivo di Nico Hulkenberg a Silverstone per sostituirlo, il pilota tedesco è stato uno dei grandi protagonisti del weekend. In qualifica le cose non sono andate per il meglio, con l’ex Renault eliminato in Q2 e il compagno di squadra Lance Stroll sesto subito alle spalle dei big (e di Carlos Sainz), ma è innegabile come Hulk sia stato in grado di stupire per la sua competitività dopo nove mesi di stop.

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: Nico Hulkenberg (Racing Point) entra di corsa nel paddock

PROCEDURE I primi a essere positivamente sorpresi sono stati proprio loro, gli uomini Racing Point. “Non conosciamo le procedure che utilizzano in Renault – ha spiegato il progettista Andy Green – ma lui ha davvero una buona memoria. I nostri protocolli non sono così diversi rispetto a quando lui guidava per noi nel 2016, forse si sono giusto un po’ evoluti ma sono gli stessi nei principi generali. Nico è riuscito a comprendere tutto senza problemi, è come se non avesse mai lasciato. Che poi è anche il motivo per cui abbiamo voluto che fosse lui a guidare la nostra macchina. Con così poco preavviso, volevamo qualcuno che sapevamo in grado di tirare fuori il massimo in un piccolo lasso di tempo. E crediamo che per lui il passaggio sia stato relativamente semplice”.

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: Nico Hulkenberg (Racing Point) in pista

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE Ma la vicenda Hulkenberg-Racing Point ci restituisce anche la misura di quanto guidare una monoposto di Formula 1 sia un’operazione complessa dal punto di vista fisico. E il vero problema – destinato ad acuirsi in gara – da fronteggiare sarà la resistenza dei muscoli del collo, già messi a dura prova su una pista da elevati G laterali come quella di Silverstone. “Il suo più grosso svantaggio – prosegue Green – è che non ha guidato una F1 per oltre nove mesi. In ogni caso, dal punto di vista del comfort di guida, ci sono alcune modifiche che avremmo potuto fare per renderlo leggermente più a suo agio, ma non si è mai davvero lamentato per questo. Il vero problema è legato ai carichi sul suo corpo. Ci siamo molto impegnati per ridurre i suoi sforzi, non gli abbiamo chiesto di testare i cambi di setup o di fare prove comparative concentrandoci semplicemente sulle cose basilari. Con lui ci siamo focalizzati più sulla gara che non sul sabato. Risultati deludenti? Beh, Nico aveva girato poco in condizioni da qualifica e ci aspettavamo qualcosa del genere, mentre forse era lecito attendersi qualcosa di più dalla macchina di Lance. Abbiamo perso prestazione e dobbiamo capire perché, ma probabilmente è un fattore legato al continuo cambiamento delle condizioni climatiche”.

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: Nico Hulkenberg (Racing Point) intervistato nel paddock

IL COLLO PREOCCUPA Al di là delle prestazioni, a preoccupare più di tutto è il collo di Hulkenberg, già molto affaticato nel corso delle prove libere 3, con il tedesco che, anziché assecondare l’andamento delle curve, tendeva a poggiare la testa dalla parte opposta, quasi sopraffatto dalla forza centrifuga. “Il collo mi fa un po’ male – ha ammesso Nico ad Auto Motor Und Sport dopo le qualifiche – ma queste macchine sono davvero così veloci… è pazzesco! Questa è assolutamente la monoposto più performante che io abbia mai guidato e non allenarsi a queste forze G per otto mesi è chiaramente uno svantaggio. Non sono abbastanza allenato, ma ho comunque voglia di fare bene”. Hulk scatterà dalla tredicesima casella in griglia con possibilità di scegliere insieme ai propri ingegneri la gomma migliore per la prima parte di gara.


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