Pubblicato il 02/08/20

FUOCHI D’ARTIFICIO Che a dominare sia la noia o che in pista ci siano i giochi pirotecnici, poco o nulla cambia nel risultato finale. Allo stato attuale, bastano anche tre ruote a Lewis Hamilton per vincere un Gran Premio di Formula 1 nella “sua” Silverstone. Le Frecce nere sono imprendibili e, se non fossero state sufficienti le prove di forza del Red Bull Ring e di Budapest, i 50 giri soporiferi del primo dei due appuntamenti inglesi hanno confermato uno strapotere difficile da mettere in discussione, sul passo gara come sul giro secco. Di giri, per fortuna o per sfortuna (a seconda di come la si guarda), il Gp di Gran Bretagna ne prevedeva però 52. Ed è proprio in quegli ultimi 12 chilometri scarsi che la Formula 1 è tornata a sparare i fuochi d’artificio. Il risultato è tuttavia rimasto invariato o quasi…

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: Lewis Hamilton controlla la gomma della sua Mercedes W11

RE SU TRE RUOTE A ribaltare parzialmente le carte in tavola di una corsa dominata in lungo e in largo sono state le improvvise forature – da capire se causate dall’eccessiva usura o dai detriti disseminati in pista qualche minuto prima dall’alettone in pezzi di Kimi Raikkonen – che hanno colpito proprio le due W11 (e la McLaren di Sainz). Un colpo di scena che avrebbe avuto del clamoroso, se solo Lewis Hamilton non fosse riuscito a compiere il suo ultimo giro su tre ruote tagliando comunque per primo il traguardo grazie al vantaggio di una trentina di secondi accumulato sulla Red Bull di Verstappen, che intanto si era fermato per montare le Soft e acciuffare il punto extra per il giro più veloce. Con il senno di poi, il miglior tempo dal retrogusto più amaro della carriera di Max, arrivato a tanto così (5 secondi, nello specifico) dallo strappare a King Lewis una vittoria inimmaginabile fino a qualche istante prima.

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: La gomma della Mercedes di Hamilton

FORTUNATA SFORTUNA Le forature potevano cambiare la storia di questa gara ma, in fin dei conti, hanno cambiato la storia del mondiale. Già, perché quello che potenzialmente è stato un momento drammatico per la vittoria di Lewis, paradossalmente gli ha consentito di volare via in classifica generale. Così, mentre il britannico tagliava il traguardo su tre ruote, il compagno di squadra Bottas, colpito dalla sfortuna un giro prima, arrancava a centro classifica concludendo undicesimo e fuori dalla zona punti. Il miglior scenario possibile per Hamilton, che non solo vince ma addirittura accumula altri 25 punti in classifica sull’unico rivale, volando a un gap di +30 che gli consente già di dormire sonni tranquilli.

F1 GP Gran Bretagna 2020, Silverstone: Valtteri Bottas (Mercedes AMG F1)

CAMPIONE O SCUDIERO? D’altra parte, forse è proprio il finlandese che deve anzitutto convincere se stesso di poter essere un pretendente credibile per la lotta al titolo e non semplicemente lo scudiero più veloce e talentuoso della storia della Formula 1. Al di là delle dichiarazioni di facciata, l’atteggiamento rinunciatario in partenza – quando Valtteri aveva per davvero la possibilità di mettere il muso davanti – non sembra darci molta speranza in vista del prosieguo di un mondiale che, a meno di colpi di scena, pare avere un esito sempre più scontato. Ma è anche vero che, forse, correre con la spada di Damocle di un contratto in scadenza alla fine di ogni stagione metterebbe chiunque in condizione di non riuscire a esprimersi al meglio, specie in termini di aggressività nei confronti del compagno di squadra cannibale e ammazza-record.

F1 GP Gran Bretagna 2020: Hamilton (Mercedes) con Verstappen (Red Bull) e Leclerc (Ferrari)

FERRARI LONTANISSIME Hamilton non è stato ovviamente l’unico “lucky boy” (“ragazzo fortunato”, come l’inglese è stato etichettato via radio dagli uomini Red Bull) di giornata. A raccogliere un podio insperato è stata la Ferrari con Charles Leclerc. Un po’ come accaduto in Austria nella gara inaugurale, il terzo posto di oggi è frutto del caso e delle circostanze favorevoli, ma chiaramente non illude nessuno. Il principino, autore di un weekend molto solido al volante di una macchina non così più veloce delle rivali di centro gruppo McLaren, Renault e Racing Point, ha ottenuto il massimo bottino possibile. Stavolta al box nessuno ha pasticciato e la soddisfazione di sollevare il secondo trofeo di stagione è un piccolo premio di incoraggiamento per un team che rimane comunque in grossa difficoltà (per informazioni citofonare a un Vettel incappato in un altro weekend surreale). Considerando che una SF1000 non è andata oltre il decimo posto e che l’altra ha sistematicamente accusato un ritardo di un secondo al giro persino dalla Red Bull di Verstappen nonostante “l’incoraggiante” qualifica di ieri, per i tifosi del Cavallino non c’è granché da festeggiare. Aspettando il pacchetto di aggiornamenti, la versione B o, banalmente, quel 2022 invocato da John Elkann…


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