Autore:
Lorenzo Centenari

LA MANO DEL METANO L'odore inconfondibile del gas, Seat Leon lo ha respirato già in passato. Poi si è presentata l'occasione di un "upgrade", e lei non si è lasciata sfuggire l'occasione. Fino allo scorso anno il cuore di gamma Seat viaggiava a metano, ma trasformava per questa funzione il 1.4 TSI. Oggi Seat Leon TGI è invece più potenza, più efficienza, più autonomia grazie allo scambio con il nuovo 1.5 TSI, unità che pompa 130 cv anziché 110, che pesca la coppia ancor più in basso, infine che consuma ancora meno. Non è finita qui.

LA REGOLA DEL TRE Seat Leon TGI 2019 ha un altro "plus", tre serbatoi di metano anziché due. Divertendosi a giocare a Tetris, gli ingegneri iberici hanno ricavato spazio per una terza bombola sotto il divano posteriore, un contenitore in acciaio ad alta resistenza di minori dimensioni, che si somma al tandem di bomboloni in fibra di carbonio sistemati sotto il bagagliaio. Significa che Leon TGI digerisce ora 17,4 kg di gas naturale, assicurandosi una percorrenza di 440 km misurati secondo il ciclo WLTP, quindi realistici. Finissero le scorte di CNG (Compressed Natural Gas, ndr), il motore si disseterà pescando dalla mini-riserva di benzina, un serbatoio di 9 litri buono per altri 140 km. L'autonomia complessiva ammonta così a 580 km, e non c'è auto elettrica che regga il paragone.

ELETTRICA O A GAS? La citazione non è affatto casuale. Non è che Seat ignori il verso preso dalla maggioranza delle Case auto, impegnate anima e corpo a progettare electric vehicles. A Martorell una task force è dedicata proprio alla mobilità a emissioni zero, ne sia prova la concept El Born mostrata a Ginevra non più tardi di un mese e mezzo fa. Al momento, tuttavia, incrociando rete di ricarica internazionale e altri fattori come costi delle batterie e autonomia di marcia, l'elettrico non è la priorità, e l'alimentazione del momento è quella a "emissioni buone". Già, perché il metano non solo è economico (quale altro carburante chiede indietro appena 3,5 euro per 100 km?), ma è anche ecologico: -25% di emissioni di CO2 rispetto alla benzina, -75% di NOx rispetto al diesel. E una volta che il biometano (gas ricavato dai rifiuti organici) raggiungerà una quota significativa, il titolo di combustibile 100% green sarà inattaccabile.

MOTORE Torniamo alla nostra Leon TGI e apriamo il cofano. 1.5 TGI EVO è la sigla dietro la quale si nasconde un quattro cilindri quattro valvole per cilindro da 1.498 cc di cilindrata, che vanta una tecnologia turbo a geometria variabile e sfrutta il ciclo Miller per la combustione, così da massimizzare efficienza e prestazioni. Nel complesso, il propulsore eroga 130 cv tra 5.000 e 6.000 giri/min, a fronte di una coppia massima di 200 Nm tra 1.400 e 4.000 giri/min. Ne consegue che il 1.5 TGI EVO registra prestazioni notevolmente migliori rispetto alla precedente versione 1.4 TGI 110 cv, con una velocità massima ora di 206 km/h, e un'accelerazione 0-100 km/h in 9,9 secondi, quasi un secondo in meno.

CAPACITÀ DI CARICO Quanto spazio rubano, le bombole di gas, al bagagliaio? Un centinaio di litri, considerando che Leon benzina & diesel carica 380 litri, e che Leon "gassificata" si ferma invece a 275 litri. Su Leon ST, il rapporto è di 482 litri contro 587 litri, quindi il sacrifico è più o meno identico. In sostanza, sparisce qualche centimetro in altezza, mentre le misure di larghezza e profondità restano identiche. Non c'è inoltre la ruota di scorta, sostituita dal kit gonfia & ripara.

IN CONCESSIONARIA Già, oltre che in carrozzeria "hatchback", Seat Leon TGI è disponibile anche in configurazione familiare ST. Così come il metano è opzionabile in qualsiasi allestimento, dall'entry level Style (24.415 euro) alle più ricche Xcellence ed FR (26.615 euro), passando per l'equipaggiamento Business (25.915 euro). È possibile scegliere tra cambio manuale a sei rapporti e cambio automatico DSG con doppia frizione a sette rapporti (+1.500 euro). Al lancio, gamma Leon TGI a partire da 23.050 euro, o 169 euro al mese con finanziamento "Seat Senza Pensieri".

AL VOLANTE L'esperienza di guida è praticamente identica a quella offerta da Seat Leon 1.5 TSI. In accelerazione e rumorosità, la differenza con l'equivalente "monoalimentata" è impercettibile, e buona parte del merito è della coppia motrice, già ai suoi massimi a regimi di rotazione bassi (grazie all'effetto del turbocompressore), in grado quindi di neutralizzare una piccolissima perdita di potenza. Come sempre fluido il doppia frizione DSG, ma anche il manuale a 6 rapporti ha spaziature intelligenti.

TUTTO SOTTO CONTROLLO Le info restituite dalla strumentazione sono dettagliate: l'autonomia a gas è espressa sia in chilometri residui, sia in "tacche" luminose. Idem la riserva di benzina. Una manciata di click sulle razze del volante multifunzione, e appaiono anche consumo medio e consumo istantaneo. Per tutto il resto è una Leon convenzionale, cioè una compatta agile, confortevole, che si difende anche nella guida sportiva. Presto l'edizione attuale lascerà la gloria alla nuova generazione. La tecnologia e l'efficienza di Leon TGI contribuiscono in ogni caso a chiudere un capitolo nel modo più virtuoso possibile.


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