
GRAND STORIA Una Super Corvette ma non una supercar estrema per optional e portamento come si potrebbe pensare. Per il ruolo da "caccia" rimane sempre la Z06, piuttosto la Grand Sport si potrebbe definire come l'anello mancante per chi non si accontenta (o si è stufato) della versione base e vuole qualcosa di speciale e personalizzabile. Al nomignolo con il Grand davanti (quasi una moda di questi tempi tra film e titoli di giornali), i fan sono molto affezionati: richiama l'epoca dei ruggenti Anni sessanta.
CORREVA L'ANNO Era proprio il 1963 quando una manciata di Corvette speciali vennero assemblate a mano per utilizzi racing dal mitico ingegnere Zora Arkus Duntov e da un manipolo di tecnici specializzati. Costruite intorno allo small block con gli otto cilindri a V d'ordinanza dovevano essere oltre un centinaio, invece ne vennero "battezzate" solo cinque.
VALORI RIEVOCATI La meravigliosa cinquina divenne subito ricercatissima e immediatamente adottata nelle gare da selezionati gentleman driver. Ancora oggi sono le Corvette più ricercate (quindi costose) tra appassionati e collezionisti. La rievocazione della sigla Grand Sport però non è una novità assoluta dell'anno di grazia 2010. Nel non troppo lontano 1996 General Motors aveva rispolverato le etichette per soli 1000 esemplari numerati della C4 (la generazione Corvette dell'epoca, mentre oggi siamo alla C6), vestiti tutti di blu e strisce bianche.
MODEL YEAR La Grand Sport Model Year 2010 non è un animale da gara e niente serie limitata. Presentata in occasione di un raduno di fan al Corvette museum di Bowling Green, sarà disponibile non solo in diversi colori (gli stessi della gamma normale) ma anche in tutti i diversi allestimenti previsti per la Corvette base. Libera anche la scelta tra tetto rimovibile o format coupé, come tra cambio manuale e automatico con paddle al volante sempre a sei marce (entrambi con rapportatura ad hoc). Più che parlare di edizione speciale ci troviamo di fronte quasi a una nuova versione.
MUSCOLETTI A cambiare sono pure i contorni
meccanici, anche se la base rimane il 6,2 litri V8. La potenza cresce di
poco, da 430 fino a 436 cavalli con una coppia massima di 575 Nm, a patto
di adottare e pagare lo scarico speciale (optional) preparato per
l'occasione. Se dal punto di vista della potenza massima possiamo parlare solo
di muscoletti appena più tonici, a irrobustirsi e non poco sono le spalle
meccaniche, leggasi sospensioni, assetto cerchi e freni.
BEN PIAZZATA Tutti i componenti dell'impianto frenante sono trapiantati di netto dalla Z06, significa dischi extralarge (355 mm davanti e 340 dietro) con pinze a sei pistoncini all'anteriore. I cerchi sono da 18 pollici davanti, calzano dei 275/35, e da 19 pollici al posteriore con pneumatici da 325/30. Assetto e taratura di molle e ammortizzatori a doppio triangolo sono specifici e fanno il paio con i condotti dell'aria di raffreddamento dei freni, anche questi adottati per l'occasione. La distribuzione dei pesi dice 51 all'anteriore e 49 al posteriore.
FASCINOSA E arriviamo al cuore della Grand
Sport, che deve metà del suo fascino alle modifiche estetiche che la
caratterizzano. Non ci sono solo targhette specifiche ma anche paraurti e
frontale specifico, come prese d'aria e spoiler, in stile Z06, moderna icona
per il mondo dei Corvette-dipendenti. I pannelli della carrozzeria sono in
materiali compositi e per molti particolari si è ricorso al leggerissimo e
preziosissimo magnesio. Non mancano le finiture ed etichette specifiche con
il logo per gli interni.
PACCHETTO Mentre per gli incontentabili esteti sarà disponibile anche l'Heritage Pack che aggiunge le irrinunciabili strisce colorate in quattro colori diversi, abilitando l'accoppiamento di cromie azzardate o tradizionali come, ad esempio, carrozzeria blu e strisce rosse. Un optional obbligatorio per ogni Grand Sport che si rispetti. La mossa evolutiva del marketing di Casa GM pensata per la Corvette, quasi transgenica, e che si traduce in contaminazioni di particolari e allestimenti tra i vari modelli della gamma, sembra strana ma non fa una piega.
STRATEGIA FURBA Invece di sostituire la Corvette base si allarga la gamma, con un approccio estetico che richiama la cattiva Z06 di Casa nel look estetico ma non nelle limitazioni per il cliente. Un modo furbo per offrire qualcosa di più e di nuovo… e per allungare il ciclo di vita del prodotto senza investire troppo. Certo, se poi si può contare sul fascino della tradizione e della memoria queste operazioni vengono anche meglio. Più vistosa, più sportiva… ecco la "Grand Corvette". Icona dell'auto a stelle e strisce e come tale da rispettare, anche in tempi duri.
Autore: Luca Pezzoni
Data: 07/05/2009 12:01:00
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