Pubblicato il 03/04/20

LEGGENDE IBERICHE Insieme all’Italia, la Spagna è il Paese europeo che sta pagando il prezzo più alto alla pandemia da coronavirus. Ieri però, per quanto possibile in un momento tragico come quello che stiamo vivendo, il motorsport iberico ha festeggiato una sorta di epifania, con le due più grandi leggende della storia dell’automobilismo spagnolo riunite in diretta Instagram: a ospitare lo streaming il bicampione del mondo di Formula 1, Fernando Alonso; a scambiare due chiacchiere con l’amico e collega, l’asso del rally nonché fresco vincitore (per la terza volta in carriera) della Dakar, Carlos Sainz senior. Ed è proprio il due volte iridato Wrc che, nonostante il record di vincitore più “anziano” nel motorsport, sembra non volerne proprio sapere di appendere casco e guanti al chiodo…

Carlos Sainz, vincitore della Dakar 2020

CARLOS NON MOLLA Il Rally Dakar è stata una delle poche competizioni del 2020 (d’altronde si correva nei primissimi giorni di gennaio) a non essere minimamente intaccata dalla pandemia. E, dunque, seppur in calendario siano previsti ulteriori appuntamenti di minore entità, è chiaro come il “big one” della stagione sia già andato serenamente in archivio: Carlos Sainz ha trionfato a bordo della sua Mini Buggy, precedendo sul traguardo di Riyadh – l’edizione di quest’anno si correva per la prima volta in Arabia Saudita – la Toyota Hilux del rivale qatariota e campione 2019, Nasser Al-Attiyah. Un trionfo per il madrileno, dominante sin dalle prime battute. Al punto che, dopo la bandiera a scacchi finale, in molti lo hanno immaginato come una sorta di testamento motoristico, visti i 57 anni suonati. La verità, però, è che Sainz padre al ritiro non ci pensa neppure lontanamente.

Dakar tappa 4, Fernando Alonso (Toyota) e Carlos Sainz (Mini)

IL PROSSIMO ANNO Nel corso della lunga chiacchierata su Instagram con Alonso, il rallista spagnolo ha infatti annunciato di volerci riprovare ancora: “Il prossimo anno… beh ragazzi, vorrei difendere la vittoria ottenuta in questa stagione! Dopo il raid avevamo segnalato una lista di piccole cose che si potevano migliorare sulla Mini e sulle quali il team ha subito iniziato a lavorare. Per il momento c’è ovviamente una certa dose di incertezza sul futuro per cui dobbiamo attendere, ma…”. Sainz ha poi anche ricordato il percorso della Dakar in Sudamerica confessando ad Alonso di aver apprezzato maggiormente le precedenti edizioni del rally raid più prestigioso al mondo: “C’era più varietà di terreni, erano molto belle soprattutto le edizioni corse in Cile e Argentina. Poi, i tifosi sono pazzeschi… Saresti rimasto molto impressionato perché prima di arrivare al bivacco spesso trovavi gente assiepata ai bordi dell’autostrada per oltre 30 chilometri”.


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