Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 19/02/2020 ore 21:30

FERRARI, CHE SUCCEDE? 19 febbraio 2020: la giornata che tanti appassionati avevano segnato in rosso sul calendario. L’alba di un nuovo mondiale di Formula 1, il primo vero momento in cui tutte le monoposto si sarebbero mostrate al pubblico in tutte le loro forme e colori. Una carica di emozioni da far battere forte il cuore, probabilmente più che nel giorno della presentazione ufficiale delle nuove macchine e forse poco meno soltanto rispetto al weekend inaugurale di Melbourne. Insomma, il Day-1 di test precampionato a Barcellona era un momento da attendere quasi in religioso silenzio. E si è concluso con il miglior tempo di Lewis Hamilton, seguito a ruota dal compagno di casa Mercedes, Valtteri Bottas. La Ferrari? Ha chiuso con il dimenticabile 11° tempo di Charles Leclerc, staccato di oltre 1.3 secondi dalla vetta. E dunque… “Ragazzi, che succede?”: impossibile che, almeno per un momento, una grossa fetta del tifo non si sia posto la fatidica domanda. Proviamo a capirne qualcosa.

F1 Test Barcellona 2020, Day-1: Charles Leclerc (Ferrari) - Foto: Alessio De Marco | Avens-Images.com

MONDO ALLA ROVESCIA La preoccupazione, certo, è inevitabile, specie per un pubblico che inizia a soffrire un digiuno di successi iridati ormai decisamente lungo. I social avevano iniziato a mormorare già a metà mattinata, prima che il mal di pancia aumentasse con il miglior tempo di Re Luigi VI: non solo al comando con un crono nettamente più veloce rispetto al Day-1 dei test 2019, ma addirittura temibilissimo con gomme C2, le Hard contrassegnate dalla banda bianca. 1:16.976 il giro odierno di Hamilton, 1:18.161 quello che aveva stampato il sorriso sulla faccia di Vettel esattamente 12 mesi fa. La SF1000 non riesce invece neppure a battere la diretta antenata, considerando l’1:18.289 di Charles – in macchina a sorpresa per sostituire l’influenzato Seb – realizzato con le più performanti Pirelli Medium C3. Un inizio decisamente (all’apparenza?) zoppicante, che segue quello (all’apparenza!) grandioso del 2019.

SONO SOLO TEST La verità è che i tempi segnati oggi non significano alcunché. E, così come era sbagliato esaltarsi lo scorso anno arrivando persino a pensare di tenere il mondiale in pugno ancor prima del via, altrettanto sbagliato è deprimersi dopo i primissimi chilometri. Gli uomini di Maranello sono apparsi piuttosto sereni, sostengono di avere tutto sotto controllo e di aver volutamente cambiato approccio rispetto all’anno scorso, utilizzando questa prima settimana soltanto per il lavoro sul setup della nuova auto senza andare alla vana ricerca della prestazione con temperature poco rappresentative di quelle del campionato. Sono solo test e, di fatto, quello che vedremo in questo fine settimana non necessariamente rispecchierà i valori in campo da Melbourne in poi. Tutto tremendamente giusto. Se solo non fosse che… davanti ci sono le due Mercedes.

F1 Test Barcellona 2020, Day-1: Lewis Hamilton (Mercedes) - Foto: Alessio De Marco | Avens-Images.com

STOMACO E CERVELLO Già, perché se il cervello elabora pensieri che puntano tutto sullo scarso significato dei tempi visti oggi, esaltando invece aspetti come l’affidabilità (in questo primo giorno non ci sono stati problemi in tal senso) e la naturale crescita di un team che ha avuto tutto il tempo per correggere i difetti congeniti della SF90, dall’altro lato c’è lo stomaco. Sarà anche irrazionale, ma vedere due piloti Mercedes andare a caccia del miglior tempo con relativa facilità – Hamilton ha battuto se stesso per soli due millesimi, poi si è di nuovo avvicinato al proprio limite – risveglia recenti paure. E poi, siamo così sicuri che gli uomini di Brackley siano davvero andati a caccia del miglior tempo cambiando a loro volta approccio rispetto al piano vincente della passata stagione? In realtà, pare infatti che la W11 infatti avesse a bordo comunque un buon quantitativo di carburante e che né Lewis né Valtteri abbiano simulato l’assalto al cronometro, pur avendo – e questo è del tutto evidente – spinto più dei diretti rivali. Ma nei prossimi giorni ci saranno ulteriori incognite da aggiungere all'equazione. La speranza è che la lotta tra Mercedes e Ferrari (e quella tra stomaco e cervello) sia solo all’inizio.


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