Pubblicato il 20/02/2020 ore 20:10

LO STERZO-CLOCHE Sembrava un’altra normale giornata di test, e invece all’improvviso... il genio! Qualcuno ha notato sugli schermi della sala stampa catalana lo strano movimento del volante di Lewis Hamilton, visibile dal camera car della sua Mercedes. Il britannico era impegnato nel day-2 di questi test invernali di F1 sul circuito del Montmelò e il suo sterzo, oltre a ruotare a destra e sinistra... andava avanti e indietro come la  cloche di un elicottero, e nel compiere questo movimento, modificava la convergenza delle ruote. Un sistema mai visto, innovativo, talmente semplice nella sua concezione da far recriminare qualunque ingegnere per non averci pensato prima.

ASSO NELLA MANICA Poche ore più tardi in conferenza stampa uno degli ideatori di questa diavoleria anglo-tedesca, il direttore tecnico delle frecce d’argento James Allison, ci ha fornito anche il nome del congegno ridendo sotto i baffi: DAS System (Dual Axis Steering System), ovvero “sistema di sterzo a due assi”. “Abbiamo esplorato un’altra dimensione” – ha spiegato il tecnico britannico. Eccome: la profondità. Se sarà considerato sicuro (regolare lo è già, la Fom ha fatto capire che i tecnici della casa tedesca, prima di investire ingenti risorse sul DAS, avrebbero cercato le giuste rassicurazioni regolamentari) potrebbe essere il vero asso nella manica per la Mercedes a caccia del settimo titolo consecutivo, piloti e costruttori. E bye bye concorrenza.

Test Barcellona F1 2020, Lewis Hamilton (Mercedes)

“IL” SISTEMA WIN-WIN DAS, come l’articolo determinativo tedesco. DAS System come “Il” sistema per eccellenza, in pratica ciao ciao “das auto” di volkswageniana memoria, qui siamo a un altro livello. Ma perché tutta questa importanza? Le ruote di una Formula 1 sono leggermente convergenti per una questione di maggiore stabilità in curva; con questo sistema invece tornerebbero ad aprirsi assumendo una posizione parallela alla strada in rettilineo, con il doppio beneficio di aumentare la velocità e di abbattere l’usura delle gomme. Una situazione win-win. Geniale.

I TEMPI, QUESTI SCONOSCIUTI Per questo oggi – come si dovrebbe fare effettivamente in un test di Formula 1 – nessuno ha guardato ai tempi, con un Raikkonen che con le gomme più morbide (C5 Soft) è andato a timbrare il miglior crono di giornata, a meno di un decimo da quello di ieri di Hamilton (ottenuto peraltro con le C2 Hard, tre step di durezza in più). In Ferrari invece si registrano volti preoccupati, derivanti sia da una monoposto ancora pienamente da scoprire (oggi Vettel e Leclerc sono rimasti a oltre un secondo dalla vetta), sia probabilmente perché colti come tutti impreparati dalla novità introdotta Mercedes che, se dovesse funzionare, sarebbe complicatissima da copiare e progettare da zero, con buona pace di un campionato che potrebbe essere nato già morto.

F1 Test Barcellona 2020, Day-2: Sebastian Vettel (Ferrari) oggi ha debuttato sulla SF1000

MOSSA KANSAS CITY Magari non sarà così, magari la soluzione provata dalla Mercedes resterà solo una buona idea sulla carta, impraticabile e finanche insicura. Ma la sensazione e le vibrazioni che si sentivano nell’aria oggi al Montmelò erano diverse; si sentiva l’ebbrezza nell’aria dell’idea giusta, del colpo di genio che ti risolve le partite prima ancora di cominciarle, della classica mossa Kansas City: quando tutti guardano da una parte e tu, zitto zitto, vai dall’altra, e li freghi. Per l’ennesima volta.


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