Prova su strada
MV Agusta Brutale 800 Dragster RR

MV Agusta Brutale
800 Dragster RR

Estrema e costosa ma curatissima. Questa è in sintesi la MV Agusta Brutale 800 Dragster 800 RR, una naked con il manubrio basso, cerchi a raggi e un sacco di contenuti di qualità, meccanici ed elettronici
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Autore:
Alessandro Codognesi

HA RAGIONE CHI È DAVANTI Nelle corse c'è una regola che ammette poche eccezioni: ha ragione chi è davanti. Potete questionare o polemizzare quanto volete ma fintanto che un pilota è davanti agli altri, tutti muti e ascoltatelo in silenzio. Così è un po' anche per le Case moto: potremmo passare giorni, settimane o anche di più a discutere se una certa moto abbia senso o meno, se si guidi bene o male. Ma alla fine dei conti, il mercato parla per tutti. E per quante ne senta in giro sulla Casa di Schiranna, MV Agusta continua a migliorarsi nei numeri di vendita, anno dopo anno. Ma non solo nei numeri: a sentire le loro dichiarazioni, si evolveranno in svariati settori tra cui, nel breve, anche nel settore delle crossover (non solo Gran Turismo quindi…). E l’ultima nata è questa opera d’arte che risponde al nome di MV Agusta Brutale 800 Dragster RR. Quindi, forza MV e viva l’Italia!

LA MOTO Passando in concreto alla moto in questione, la MV Agusta Brutale 800 Dragster RR, sorge una domanda: c’era realmente bisogno di una moto così? La risposta è assolutamente sì. Perché da sempre MV riserva la doppia R a modelli esclusivi, performanti, per clienti facoltosi che sanno quello che cercano. E la Dragster RR è la risposta ai loro desideri: un’assurda supernaked da 140 cv (dichiarati, in realtà sono di più), una posizione costretta e piuttosto rannicchiata sull’avantreno, con i cerchi a raggi e una gomma da 200 posteriore. Ma è disegnata con gli occhi dei visionari, non da banali numeri su tabelle excel. Quindi, prima di leggere la prova, assaporatela nelle foto della gallery. Sappiate che dal vivo rende anche di più.

PIÙ MOTORE Fatte queste doverose premesse, però, va ricordato che la sigla RR, in MV, ha sempre significato più prestazioni, non solo estetica. Il già super-performante 3 cilindri da 798 cc della MV Agusta Brutale 800 Dragster RR è stato oggetto di cure per ricavarne ancora più cavalli. Non solo però: ci si è concentrati sull’erogazione e la risposta al gas, ricercando più dolcezza e feeling con la manopola, da sempre tallone d’Achille di questo motore. All’uopo, ci sono l’airbox completamente ridisegnato, l’impianto di scarico rivisto, l’impianto di iniezione ora a due iniettori per cilindro e i cornetti di aspirazione più lunghi, come sull’F3. Sale anche la quota d'intervento del limitatore, ora a 13.200 giri. Il risultato sono 140 cavalli dichiarati (+15) a 13.100 giri e 86 Nm (+1), anche se i tecnici ci hanno detto sottovoce che i cavalli sono anche di più. Pazzesco, considerato che la moto pesa solo 168 chili a secco.

CICLISTICAMENTE AFFINE Anche la ciclistica della Dragster RR si è evoluta. Il telaio e i componenti principali rimangono invariati (1.380 mm di interasse e 95 mm di avancorsa), ma è cambiato molto, a partire dalle ruote. La sezione dei pneumatici è identica, con un imponente posteriore Pirelli Diablo Rosso II da 200 mm con spalla /50. Però ora ci sono cerchi a raggi con mozzo e raggi anodizzati, curati a mano. E non solo. C’è un ammortizzatore di sterzo CRC regolabile, una forcella Marzocchi completamente regolabile e in alluminio (-1 chilo, di cui 500 grammi di masse non sospese), con steli rovesciati da 43 mm e trattamento DLC. Al posteriore, invece, c’è un mono Sachs, anch’esso completamente regolabile. Non manca di serie l’ABS Bosch 9 Plus con RLM (Rear Lift-up Mitigation).

LINGUAGGIO NERD La Dragster RR è ancora più nerd, in senso buono. Perché il pacchetto elettronico gode di un bell’upgrade: impiega l’ormai nota piattaforma MVICS, composta da 4 diverse mappature (aggiornate per l’occasione), Traction Control regolabile e parametri motore a loro volta regolabli e vede debuttare nella dotazione di serie il cambio Quickshifter EAS 2.0. Oltre alla cambiata full throttle, ora è possibile, nelle mappe Sport e Custom, anche scalare senza azionare la frizione. A tutto pensa l’elettronica, che per l’occasione regala anche un bell’effetto doppietta. Non manca la frizione antisaltellamento.

QUANDO A QUANTO Per questa speciale versione RR sono previste due colorazioni: Rosso Shock Perlato/Bianco Ice Perlato oppure Rosso Shock Perlato/Nero Carbon Metallizzato, entrambe vendute al non proprio popolare prezzo di 16.290 euro, da subito. È un oggetto prezioso e come tale è destinato a pochi fortunati intenditori. Prendere o lasciare…

IN QUESTO SERVIZIO
Casco ARAI REBEL
Giubbotto IXON TYPHON RACE HP
Guanti SPIDI S1
Jeans IXON EVIL
Scarpa TCX X-RAP WP

GIOCHI PREZIOSI Non è facile giustificare un esborso di 16 mila e passa euro per una moto. Tanto più se la moto in questione è ben lontana dall’essere un mezzo con cui poter fare un sacco di roba. Tanto più se la moto in questione è la MV Agusta Brutale 800 Dragster RR. Ma in questo caso non importa, né la mia né la vostra opinione. Perché coloro che avranno la fortuna di acquistarla, si metteranno in garage (o in una teca in salotto, o appesa come un Picasso, o affianco al proprio letto a baldacchino) prima di tutto un oggetto prezioso. Lo fanno capire la particolare vernice a inchiostro del serbatoio, il manubrio diviso in due semimanubri sulle piastre lavorate, ma soprattutto i cerchi a raggi anodizzati. Sono tantissimi i dettagli realizzati con cura, proprio come una volta si faceva nelle botteghe. Per alcune cose, potremmo considerare MV Agusta come gli artigiani delle moto.

MOTO TECH Artigiani, sì, ma i contenuti hi-tech non mancano. Una volta che vi siete appollaiati sulla MV Agusta Brutale 800 Dragster RR (perché è così che si sta seduti: gambe rannicchiate, molto in avanti e vagamente caricati con i polsi, incastonati in una sella molto scavata), avrete da pasticciare per svariati minuti. Risposta dell’acceleratore, coppia erogata, limitatore di giri, downshifter, c’è davvero da uscire pazzi per la miriade di settaggi. Ma ora non ho tempo: metto su Sport (voglio provare da subito il downshifter), inserisco la prima e mi avvio per un bel giro tra le colline senesi.

LA STRANA Non mi ricorda nessun altra moto che ho guidato finora la MV Agusta Brutale 800 Dragster RR, almeno non nei primi chilometri. Tutto è dato dalla posizione in sella. È scavata, molto, ma soprattutto è corta, e la realtà è che non si ha margine di spostamento avanti o indietro. Strana non è forse l’aggettivo che meglio la descrive, ma rende bene l’idea. E poi c’è quel tre cilindri, l’origine di tutti gli istinti più cupi: la voce che ha al minimo non promette nulla di buono, ora più che mai con lo scarico più libero. Due colpi di gas intimoriscono gli astanti, che si spostano riverenti di fronte a quest’animale selvaggio. Una bestia esotica nelle forme e nei modi di fare, un po’ come se vi capitasse di incontrare un’aquila reale sulle guglie del Duomo di Milano.

3 TIPI PERICOLOSI Il tre cilindri 800 di MV è sempre stato un cliente scomodo per tutti ma ora è una vera furia. Dal minimo viene su regolare e, se si ruota la manopola completamente, dai medi regimi fino alla zona rossa a 13 e passa mila giri spara con una forza bestiale, polverizzando le distanze. È droga pesante, non adatta agli sbarbatelli senza esperienza. Difficile tenere la ruota a terra nelle prime tre marce, pratica peraltro in cui la Dragster RR sembra abbastanza esperta… Ma attenzione, perché la roba interessante è un’altra: nonostante i 15 e passa cavalli in più rispetto alla standard, l’erogazione della potenza/coppia è molto più dolce che in passato. Non c’è quella rabbia ingestibile che, nella versione normale, faceva spuntare i capelli bianchi. Ora c’è più coppia e cavalleria, vero, ma tutto è erogato in maniera più umana. Rimane pur sempre un motore a cui dare del lei, ma tra la rotazione del gas e la potenza trasmessa alla ruota ora c’è maggior coerenza.

SPORTIVA VERA Negli intrecci delle provinciali senesi la Dragster RR ha richiesto tutta la mia attenzione, un po' come è difficile che una ragazza particolarmente piacente vi lasci fare e pensare quello che volete. Molto più probabile che riduca a un colabrodo tutti i vostri piani, chiedendo di essere ascoltata costantemente. Così è con la Dragster RR. Affascinante e sensuale, richiede una bell’impegno per essere guidata come si deve. La gomma da 200 la rende un tantino ostica nella discesa in piega e nei cambi di direzione. Sembra abbia un centesimo di ritardo rispetto all’avantreno, al contrario svelto e felino nel precipitarsi alla corda. Le sospensioni, dal canto loro, sono piuttosto chiuse di idraulica, fatto che sullo sconnesso fa rimpiangere moto più comode.

LISCIO COME L’OLIO Che gusto però sul liscio! Quando l’asfalto è levigato e si è capito come guidarla, la Dragster RR è una delle moto più gustose guidate. Puoi entrare forte quanto vuoi, anche con i freni saldamente in mano perché la forcella sostiene sempre. E poi c’è il downshift, che funziona alla perfezione: non una marcia saltata, mai impuntamenti, si tirano via tre marce in meno di un secondo e con tanto di doppietta. Meglio di qualsiasi pilota. L’interasse mignon la fa curvare in un fazzoletto e in uscita di curva, grazie a un controllo di trazione finalmente a punto, si srotola la manetta gustandosi la voce baritonale e metallica del demonio a tre cilindri. Una libidine per i sensi, un attrezzo efficacie per andare forte in sicurezza. Forse solo l’ABS non è ancora molto a punto, allungando un pelo troppo la frenata per i miei gusti.

PER CHI? Moto affascinante la Dragster RR. Ha una guida particolare, per alcuni versi più pacata dell’originale, per altri più emozionante. Una moto che seduce per il suo carisma da ferma, prima, in movimento, poi. Non è solo cuore però, c’è anche testa: la guida è realmente efficace, nonostante la posizione molto sull’avantreno, e grazie a un pacchetto elettronico che funziona a dovere si viaggia forte e in sicurezza. Un gioiello che saprà emozionare i proprietari con il suo look estremo, ma che all’occorrenza li farà anche godere su un percorso tutto curve, casomai ci capitassero.

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TAGS: Tutte le prove moto del 2014 EICMA 2014: tutte le novità

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