Pubblicato il 01/04/20

SCUDERIA ALPHA TAURI Il nome è tutto nuovo, ma la struttura e il team sono una vecchia conoscenza del mondiale di Formula 1. Si chiama Scuderia Alpha Tauri di altro non si tratta se non del rebranding di quella che fino alla passata stagione conoscevamo come Toro Rosso. E non c’è infatti nessuna discontinuità né negli uomini né tantomeno nella proprietà, rimasta al magnate delle bibite energetiche Dietrich Mateschitz, già titolare della Red Bull Racing e da sempre impegnato con Toro Rosso nel suo processo di maturazione dei giovani piloti coltivati nel Junior Team. Ispirato dalla stella più brillante della costellazione del (non certo a caso) Toro, il team adesso prende il nome dalla linea di abbigliamento lanciata qualche anno fa all’interno dell’universo Red Bull. Denominazione a parte, Alpha Tauri è però esattamente lo stesso team che ha debuttato in Formula 1 nel 2006 dopo aver rilevato la struttura di Faenza che era stata della storica scuderia Minardi F1 e che, dunque, si appresta a correre il proprio quindicesimo campionato del mondo. I piloti titolari per la stagione 2020 sono il russo Daniil Kvyat e il francese Pierre Gasly, entrambi provenienti proprio dal vivaio Red Bull.

F1 2020, il nuovo logo della Scuderia Alpha Tauri F1

IL TEAM ALPHA TAURI F1

Come detto, la proprietà è dunque austriaca, ma la passione e la struttura sono tutte italiane. Con sede a Faenza e con gran parte delle maestranze nostrane, il team Scuderia Alpha Tauri è a tutti gli effetti il secondo team tricolore nella massima serie automobilistica. Una squadra che, come detto, ha da sempre svolto il ruolo di satellite per la Red Bull, consentendo a Helmut Marko di mettere alla prova tutti i più interessanti talenti allevati dal Junior Team nelle categorie minori. Tra i piloti che hanno fatto la storia della Toro Rosso non possiamo quindi dimenticare il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel, unico in grado di portare una pole position e una vittoria a Faenza, ottenute entrambe sotto l’indimenticabile pioggia torrenziale del Gp d’Italia 2008. Altri piloti da ricordare sono Daniel Ricciardo, il due volte campione Formula E, Jean-Eric Vergne, e i campioni Wec, Sebastien Buemi (vincitore anche di un titolo nella serie elettrica) e Brendon Hartley. Negli anni recenti, oltre ai già citati Kvyat e Gasly, talenti del calibro di Carlos Sainz e soprattutto dei due attuali titolari in Red Bull, Alexander Albon e Max Verstappen, hanno esordito in Formula 1 con Toro Rosso. Tra le figure chiave del team bisogna ricordare il team principal austriaco, Franz Tost, il responsabile del Junior Team, Helmut Marko, e il direttore tecnico Jody Egginton, che succede nel ruolo a James Key (passato lo scorso alla McLaren nel 2019) e Giorgio Ascanelli (attualmente in Brembo).

F1 Test Barcellona 2020: la nuova Alpha Tauri AT01 in pista

IL 2020 IN FORMULA 1

Il 2019 è stato l’anno migliore della storia della Toro Rosso in Formula 1. Di sicuro un bel modo per pensionare la vecchia denominazione e passare alla fase 2.0 del team di Faenza. Squadra che vince, però, non si cambia (se non nel nome e nella livrea) e quindi l’Alpha Tauri AT01 progettata da Jody Egginton ha l’obiettivo di bissare i fasti della diretta antenata Toro Rosso STR14. Le somiglianze con la Red Bull RB15 della stagione precedente ci sono tutte, così come c’è ancora il motore Honda a spingere una monoposto che avrà l’ambizione di superare il sesto posto in classifica costruttori provando a installarsi subito alle spalle dei tre top team. Missione, certo, non facilissima, ma che poggia le basi sull’ulteriore crescita della power unit nipponica e sulla maturazione definitiva dei due piloti, Daniil Kvyat e Pierre Gasly, entrambi chiamati al definitivo riscatto dopo la retrocessione (il primo nel 2016, il secondo nel 2019) dalla casa madre. La lotta nel gruppo di mischia sarà serratissima e potrebbe proprio essere l’esperienza dei piloti e la stabilità del progetto tecnico – ormai alla terza stagione con il motorista giapponese – l’arma in più per la scuderia italo-austriaca.

F1 2020: Daniil Kvyat e Pierre Gasly con il team principal Alpha Tauri, Franz Tost

LE STAGIONI PRECEDENTI

Come detto, il 2019 rappresenta a tutti gli effetti il migliore dei 14 campionati di Formula 1 della Toro Rosso. Il sesto posto finale in classifica costruttori è stato anche accompagnato dalla conquista di ben due podi, il terzo posto di Daniil Kvyat e il secondo di Pierre Gasly nei caotici Gp di Germania e Brasile. Solo nel 2008, quando al volante della piccola monoposto faentina c’era un certo Sebastian Vettel, i “torelli” avevano fatto meglio, ottenendo la vittoria e la pole position nel già citato Gp d’Italia a Monza. A fine stagione, anche in quel caso si raccolse il sesto posto in classifica team, ma – complice il diverso sistema di punteggio – soli 39 punti a fronte degli 85 dell’anno scorso. Una crescita netta ed evidente soprattutto rispetto al disgraziato 2018, quando, gareggiando spesso con una monoposto-laboratorio per trovare una quadra con il motore Honda in attesa del passaggio anche di Red Bull alla power unit asiatica, la Toro Rosso aveva chiuso in nona posizione tra i costruttori con la coppia Hartley-Gasly. Negli altri campionati dell’epoca ibrida, dal 2014 al 2017 erano invece sempre arrivati settimi piazzamenti in classifica team. Nel 2020 che la proprietà austriaca spera in un ulteriore salto di qualità.

LE STATISTICHE DI TORO ROSSO/ALPHA TAURI IN F1

Gran Premi disputati 268
Vittorie 1
Pole position 1
Podi 3
Giri più veloci 1
Punti raccolti 500
Titoli piloti 0
Titoli costruttori 0
Debutto in F1 GP Bahrain 2006
Piloti 2019 Daniil Kvyat #26
  Pierre Gasly #10

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