Pubblicato il 01/04/20

RED BULL RACING La Red Bull Racing è una delle dieci scuderie attualmente impegnate in Formula 1. Si tratta dell’unico team di vertice non direttamente legato a un costruttore di automobili ma a una grossa azienda produttrice, la Red Bull appunto, di bevande energetiche. Questa “distanza” dal mondo delle quattro ruote non ha però impedito alla Casa austriaca di competere ad alti livelli contro i giganti del motori: al debutto in F1 nel 2005 dalle ceneri della Jaguar e della Stewart, grazie al grande budget messo in campo dal patron Dietrich Mateschitz e alle eccellenze nell’organigramma, la Red Bull è presto arrivata a raccogliere i primi successi singoli e mondiali, mostrandosi anche come team giovane e sempre particolarmente attento a far crescere nuovi talenti pescati dalle categorie minori. Attualmente scuderia di punta tra quelle motorizzati Honda, il team anglo-austriaco scende in pista con il campione del futuro Max Verstappen e il quasi debuttante Alexander Albon, in grado di sorprendere molto positivamente nella sua stagione d’esordio.

F1: il logo del team Red Bull Racing, sponsorizzato da Aston Martin

IL TEAM RED BULL F1

La sede storica del team si trova in Inghilterra, a Milton Keynes. Tuttavia, il Dna del team è austriaco visto il passaporto del magnate dell’industria Dietrich Mateschitz, appassionato di sport a tutto tondo e proprietario anche del team Alpha Tauri (Toro Rosso fino al 2019) in F1. Sin dagli esordi nella massima serie la scuderia è gestita dal britannico Christian Horner, coadiuvato anche dal consulente e braccio destro del patron, Helmut Marko. L’ex pilota austriaco è infatti il coordinatore del Red Bull Junior Team, la cantera per giovani piloti che ha lanciato, tra gli altri, Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo, Daniil Kvyat, Pierre Gasly, Carlos Sainz Jr. e i campioni Wec e Formula E, Sebastien Buemi e Jean-Eric Vergne, oltre ai già citati Verstappen e Albon. Impossibile dimenticare poi uno dei grandi artefici dei successi Red Bull in Formula 1, il direttore tecnico Adrian Newey, in squadra dal 2006 e “papà” delle monoposto in grado di dominare quattro campionati di fila nella massima serie. A oggi sono infatti quattro i titoli mondiali piloti e quattro quelli costruttori portati a casa, tutti firmati dall’attuale ferrarista Sebastian Vettel (2010, 2011, 2012, 2013) in coppia con l’australiano Mark Webber.

F1 2020: lo shakedown della RB16 con Max Verstappen a Silverstone

IL 2020 IN FORMULA 1

Terminata la lunga storia d’amore e odio con il motorista Renault (partner negli anni dei titoli mondiali) e dopo un primo anno di apprendistato con Honda, in cui la Red Bull è stata in grado di riportare al costruttore nipponico il primo podio, la prima pole position e la prima vittoria dal rientro in F1, adesso gli austriaci vogliono sicuramente di più. Sempre accreditati di un ottimo telaio – non a caso firmato da Newey – ma al contempo di una power unit non all’altezza delle rivali Mercedes e Ferrari, la squadra di Horner riparte con la consapevolezza di poter stupire ancora. Non lo fa, ovviamente, con i favori del pronostico che spettano di diritto alla Freccia d’argento dominante delle ultime stagioni, ma il poco che si è intravisto nei test precampionato ha lasciato intendere come la Red Bull possa a pieno titolo inserirsi nella lotta per il mondiale, partendo forse leggermente avvantaggiata rispetto alla Ferrari. E poi c’è la star Max Verstappen che, in coppia con Albon, può garantire il giusto mix di esperienza, sfrontatezza e talento per ambire allo scettro iridato. Sarà sufficiente?

F1 2020, Max Verstappen e Alexander Albon (Red Bull Racing)

LE STAGIONI PRECEDENTI

Come già detto, la potenza della power unit è sempre stato il punto debole di Red Bull Racing da quando si è entrati nell’epoca del turbo ibrido. Nel 2019 gli anglo-austriaci non hanno sfigurato nonostante la partnership appena nata con Honda e un sempre più maturo Max Verstappen è riuscito a chiudere in top-3 alle spalle dei due piloti Mercedes, portando a casa ben tre successi di tappa. In classifica costruttori, tuttavia la RB15 si è ancora confermata terza forza alle spalle della Ferrari, un po’ come accaduto anche nel 2018 e nel 2017, quando a difendere i colori delle “lattine” c’era ancora Daniel Ricciardo. Miglior risultato nell’era del turbo ibrido? Nel 2016 e nel 2014 quando, approfittando anche delle stagioni non proprio indimenticabili della Ferrari, la Red Bull ha chiuso al secondo posto sempre alle spalle della dominante Mercedes. Il peggior risultato è invece quello del 2015, quando la RB11 con Ricciardo e Kvyat ha terminato il mondiale in quarta posizione, dietro a Mercedes, Ferrari e Williams.

LE STATISTICHE DELLA RED BULL IN F1

Gran Premi disputati 286
Vittorie 62
Pole position 62
Podi 170
Giri più veloci 65
Punti raccolti 4724,5
Titoli piloti 4
Titoli costruttori 4
Debutto in F1 GP Australia 2005
Piloti 2020 Max Verstappen #33
  Alexander Albon #23

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