Autore:
Salvo Sardina

RISCATTO TRE LE DUNE Dimenticare quanto più in fretta possibile il deludente Gran Premio d’Australia, prova d’apertura del mondiale 2019 di Formula 1. Questo l’imperativo degli uomini di casa Ferrari, che sperano di aver risolto i problemi che hanno impedito alla monoposto del Cavallino – tanto veloce e promettente nei test di Barcellona quanto impacciata e goffa nel primo vero esame della stagione – di esprimersi al meglio a Melbourne. A crederci fortemente è soprattutto il team principal Mattia Binotto, che si aspetta di vedere nel deserto del Bahrain una vettura decisamente più competitiva rispetto a quella dello scorso Gp.

MALE AL SIMULATORE Secondo quanto riportato nelle scorse ore da La Gazzetta dello Sport, a non aver funzionato, un po’ come era già accaduto lo scorso anno a Singapore e Sochi, è stato il simulatore. O, meglio, la correlazione tra quanto sentenziato a Maranello al termine dei test effettuati da Pascal Wehrlein e l’effettivo riscontro in pista. Un mismatch che ha portato gli uomini in rosso un po’ fuori strada nella scelta del setup ottimale di una SF90 che, al contrario di quanto accaduto spesso nel 2018 in situazioni analoghe, non è cresciuta dal venerdì al sabato. E che, a causa dell’assetto sbilanciato, ha consumato in modo anomalo le gomme. Situazione alla quale vanno sommate le caratteristiche del tracciato di Melbourne (storicamente tutt’altro che favorevoli) per spiegare le ragioni di una disfatta che almeno teoricamente non dovrebbe ripetersi nel prossimo weekend.

PARLA BINOTTOIl Gran Premio del Bahrain – ha spiegato il team principal della Ferrari, Mattia Binotto – è la seconda tappa di una stagione molto lunga e impegnativa. Rispetto alla pista australiana, il circuito di Sakhir ha caratteristiche molto diverse, con trazione e frenata che sono elementi importanti. Credo che come squadra dobbiamo verificare in Bahrain di aver capito e gestito le aree di debolezza che a Melbourne, per tutta una serie di fattori, non ci hanno permesso di sfruttare appieno il potenziale della vettura. In Bahrain ci aspettiamo di poter vedere l’effetto delle correzioni che abbiamo apportato, anche se siamo consapevoli che i nostri avversari saranno ancora una volta molto forti. Detto questo, non vediamo l’ora di scendere in pista e confrontarci con loro”.

TORNA MISSION WINNOW Nota di contorno: le due Ferrari torneranno in pista a Sakhir con i tanto chiacchierati loghi di Mission Winnow, sostituiti a Melbourne dalla scritta celebrativa “90 Years” per evitare problemi con le autorità dello Stato di Vittoria. Dunque le SF90, così come i capi d’abbigliamento di tecnici e piloti – in attesa che l’Antitrust si pronunci in merito all’esposto del Codacons – torneranno a esibire i simboli entrati al centro delle polemiche per la presunta pubblicità occulta all’industria del tabacco. Sarà questa finalmente la puntata conclusiva della telenovela?


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