Autore:
Salvo Sardina

NOIA Il Gran Premio d’Australia è stato tutt’altro che entusiasmante, almeno sul piano dello spettacolo offerto dalle 20 vetture F1 in pista. Chi avrebbe mai potuto dire, però, che anche i piloti all’interno delle monoposto si annoiassero? Questa la convinzione – ma si tratta probabilmente solo di una battuta di spirito – di Sebastian Vettel circa la gara di Lewis Hamilton al volante della dominante Mercedes W10.

DANNI AL FONDO In effetti, come spiegare gli oltre 20 secondi di ritardo del campione del mondo in carica dal tanto bistrattato – ma fenomenale a Melbourne – compagno di squadra Valtteri Bottas? I giornalisti inglesi puntano il dito con insistenza sul danno al fondo della Mercedes numero 44, che nel passaggio su un cordolo ha perso un pezzo in carbonio accusando uno sbilanciamento che si sarebbe confermato fatale per le velleità di vittoria di Hamilton. Atteso che il danno non avrà aiutato le prestazioni di Lewis, molto più probabile è che sia stata la strategia scelta dal muretto di Brackley – una sosta molto anticipata per marcare a uomo la tattica Ferrari – a impedirgli di tenere un livello di performance simile a quello del compagno.

L’IDEA DI VETTEL L’opinione di Seb sulla gara del grande rivale è, tra il serio e il faceto, un po’ diversa. “Non so – ha spiegato il ferrarista dopo la bandiera a scacchi del Gp d’Australia – che cosa stesse facendo Lewis. Credo che forse era un po’ annoiato e non contento di aver perso la posizione al via. Non è neppure la prima gara in cui fa una cosa del genere, a un certo punto immagino che stesse semplicemente giocando. Mi è anche stato detto via radio che si stava lamentando delle sue gomme, ma poi ho visto che è riuscito ad arrivare molto comodamente a fine gara. Forse era semplicemente non troppo soddisfatto di dover guidare da quel punto in poi”.


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