MERCEDES OVER THE TOP I riflettori si sono finalmente accesi sul mondiale di Formula 1. Il verde del semaforo è arrivato alle 2 di stanotte ora italiana, quando sono scesi in pista i 20 alfieri del campionato 2019 per la prima sessione di prove libere del Gran Premio d'Australia, e poi successivamente, alle 6, per le PL2. A mostrare i muscoli è stata la Mercedes, con Lewis Hamilton che ha dominato la giornata siglando un tempo di 1"3 migliore rispetto a quello ottenuto nello stesso segmento di libere lo scorso anno. Alle sue spalle il compagno Bottas e le due Red Bull di Verstappen e Gasly, mentre le Ferrari si sono un po' nascoste, chiudendo 5° con Vettel e 9° con Leclerc nelle PL2

HAMILTON IN FORMA Il mattatore del venerdì, come detto, è stato Lewis Hamilton, che con l'1'22"600 delle PL2 è già 1"3 più veloce del suo stesso tempo nel venerdì del GP Australia 2018. Il britannico aveva chiuso in testa anche la mattinata in 1'23"599, accumulando una manciata di millesimi di vantaggio sulla coppia di ferraristi Vettel-Leclerc, ma al pomeriggio il margine si è dilatato a 8 decimi e anche sul passo gara la Mercedes è sembrata essere l'auto più in forma. "È veramente bello tornare in pista" - ha commentato Lewis a fine giornata - "Ho vibrazioni positive e l'auto sembra essere a livello dei test. Abbiamo svolto tutto il nostro programma e senza alcun problema, possiamo migliorare ma direi che abbiamo un'ottima base di partenza. Direi che come inizio non è male"

FERRARI IN RITARDO Di tutt'altro tenore la giornata della Ferrari, vicinissima al mattino e staccatissima al pomeriggio dalla Mercedes. La rossa ha dato l'impressione di nascondersi un po', ma Vettel ha anche spiegato di aver incontrato qualche difficoltà, sopratutto nel corso delle PL2: "La Mercedes è stata abbastanza sorprendente" - ha esordito su Sky il pilota tedesco - "Nei test di Barcellona non era andata male, ma non era certo apparsa in questo stato di forma. Per noi oggi è stata una giornata difficile, la macchina non si è comportata come in Spagna, ma va forte e sono sicuro che i nostri ingegneri troveranno le ragioni per cui oggi abbiamo faticato."

GLI SCUDIERI Simili invece gli stati d'animo dei due "numeri 2" di Mercedes e Ferrari. Bottas è molto soddisfatto del suo lavoro, dopo essere risalito dal quinto posto della mattinata al secondo del pomeriggio in scia al compagno: "Oggi mi sono divertito, l'auto è sembrata migliore di quanto non fosse nei test. Non è dipeso dai nuovi pezzi, non ne avevamo molti, ma dall'ottimizzazione del pacchetto. È stata una solida giornata di lavoro in ufficio, ma i tempi non contano perché è solo venerdì." Charles Leclerc, autore di un testacoda con la sua Ferrari verso la fine delle PL2, si è mostrato anch'esso sereno: "Le PL1 sono state molto positive mentre nelle PL2 abbiamo avuto qualche difficoltà, ma niente panico, abbiamo già qualche idea su come sistemare la situazione. Il testacoda? Niente di che, ho solo messo le ruote sul cordolo. Se ci siamo nascosti? Di sicuro non siamo andati a tavoletta, per cui se mi si chiede se siamo nel panico: no. Non ancora."

PROBLEMI RED BULL Il terzo e quarto posto delle PL2 non soddisfano infine appieno la Red Bull. Max Verstappen, che ha chiuso terzo a 8 decimi tondi tondi da Hamilton, ha spiegato: "Non possiamo ancora essere soddisfatti, è la prima giornata della stagione, vanno migliorate tante cose" - ha dichiarato l'olandese, che successivamente, a domanda puntuale sui rivali di Maranello, ha risposto: "Non so se la Ferrari si è nascosta, dovreste chiedere a loro, noi dobbiamo concentrarci solo su noi stessi visto che abbiamo del lavoro da fare." Più confidente il giovane compagno Pierre Gasly, nonostante un problema tecnico accusato sul finire di PL2: "Ho avuto una perdita di potenza e sono dovuto tornare ai box. Giornata comunque positiva, abbiamo trovato una buona posizione e nel passare da PL1 a PL2 mi sono trovato meglio in auto, c'è ancora del lavoro da fare ma l'importante era crescere e ci siamo riusciti. Il gap dalla Mercedes? Loro sono andati velocissimi oggi, ma questo non cambierà il nostro approccio."


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